Chi dona un organo dona la vita
di Maria Marras*
“La vita è il dono più bello che ci sia, perché donare un organo significa donare la vita”.Il trapianto di organi per alcuni pazienti è l’unica via d’uscita per sopravvivere alle malattie con cui...
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“La vita è il dono più bello che ci sia, perché donare un organo significa donare la vita”.
Il trapianto di organi per alcuni pazienti è l’unica via d’uscita per sopravvivere alle malattie con cui combattono tutti i giorni e per avere una vita migliore. Da questo punto di vista la medicina ha fatto passi avanti: è possibile eseguire trapianti di cuore, di fegato, di polmoni e perfino di cellule.
Il trapianto consiste nell’ introdurre nel corpo del paziente malato l’organo che andrà a “ sostituire “ l’organo compromesso, prelevato da un altro individuo. Per poter procedere con il trapianto è necessario effettuare la “tipizzazione”, cioè un’indagine in cui i medici possono valutare la compatibilità genetica dei due individui (donatore e ricevente) per evitare un eventuale rigetto dell’organo trapiantato da parte del corpo ricevente, compromettendo così sia la riuscita dell’intervento sia la sopravvivenza del malato. I pazienti che devono sottoporsi ad un trapianto vengono inseriti in una apposita lista d’attesa riguardante l’organo che dovranno ricevere. Le liste seguono diversi criteri come l’urgenza dell’intervento, le dimensioni dell’organo di cui si ha necessità e la compatibilità tra chi dona l’organo e chi lo riceve. Nella maggior parte dei casi, è possibile eseguire un trapianto grazie alla scelta di una persona deceduta cerebralmente (decisione presa in vita dal deceduto e messa in atto dai parenti più prossimi sempre rispettando le volontà del deceduto) oppure, in alcuni casi, da una persona ancora in vita come per esempio nel caso del trapianto di fegato e di reni, poiché possiamo continuare a vivere con un rene solo oppure senza una parte del nostro fegato. Non ci sono limiti di età per donare un organo. Per donare bisogna attestare la volontà di donare i propri organi in maniera scritta. Nel documento devono essere presenti i dati anagrafici del donatore: nome, cognome, data di nascita, la dichiarazione positiva o negativa alla donazione ed infine la data e la firma. Il documento si può reperire anche online e deve essere consegnato all’Asl di riferimento e al proprio medico curante. Nel caso di donatori minorenni devono essere i genitori a decidere per loro e se solo uno dei due genitori non è d’accordo il prelievo dell’organo non può essere eseguito.
Secondo l’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi) in Italia circa 8mila persone sono in attesa di trapianto. Donare il proprio consenso ad un trapianto di organi è un gesto di grande amore. Penso sia molto importante sensibilizzare le persone su questo argomento e diffondere quante più informazioni possibili per fare capire quanto sia meraviglioso salvare altre vite.
* Itc Satta, Nuoro
Il trapianto di organi per alcuni pazienti è l’unica via d’uscita per sopravvivere alle malattie con cui combattono tutti i giorni e per avere una vita migliore. Da questo punto di vista la medicina ha fatto passi avanti: è possibile eseguire trapianti di cuore, di fegato, di polmoni e perfino di cellule.
Il trapianto consiste nell’ introdurre nel corpo del paziente malato l’organo che andrà a “ sostituire “ l’organo compromesso, prelevato da un altro individuo. Per poter procedere con il trapianto è necessario effettuare la “tipizzazione”, cioè un’indagine in cui i medici possono valutare la compatibilità genetica dei due individui (donatore e ricevente) per evitare un eventuale rigetto dell’organo trapiantato da parte del corpo ricevente, compromettendo così sia la riuscita dell’intervento sia la sopravvivenza del malato. I pazienti che devono sottoporsi ad un trapianto vengono inseriti in una apposita lista d’attesa riguardante l’organo che dovranno ricevere. Le liste seguono diversi criteri come l’urgenza dell’intervento, le dimensioni dell’organo di cui si ha necessità e la compatibilità tra chi dona l’organo e chi lo riceve. Nella maggior parte dei casi, è possibile eseguire un trapianto grazie alla scelta di una persona deceduta cerebralmente (decisione presa in vita dal deceduto e messa in atto dai parenti più prossimi sempre rispettando le volontà del deceduto) oppure, in alcuni casi, da una persona ancora in vita come per esempio nel caso del trapianto di fegato e di reni, poiché possiamo continuare a vivere con un rene solo oppure senza una parte del nostro fegato. Non ci sono limiti di età per donare un organo. Per donare bisogna attestare la volontà di donare i propri organi in maniera scritta. Nel documento devono essere presenti i dati anagrafici del donatore: nome, cognome, data di nascita, la dichiarazione positiva o negativa alla donazione ed infine la data e la firma. Il documento si può reperire anche online e deve essere consegnato all’Asl di riferimento e al proprio medico curante. Nel caso di donatori minorenni devono essere i genitori a decidere per loro e se solo uno dei due genitori non è d’accordo il prelievo dell’organo non può essere eseguito.
Secondo l’Aido (Associazione italiana per la donazione degli organi) in Italia circa 8mila persone sono in attesa di trapianto. Donare il proprio consenso ad un trapianto di organi è un gesto di grande amore. Penso sia molto importante sensibilizzare le persone su questo argomento e diffondere quante più informazioni possibili per fare capire quanto sia meraviglioso salvare altre vite.
* Itc Satta, Nuoro
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