La Nuova Sardegna

I centri e le case rifugio: fondi raddoppiati dal 2022

di Silvia Sanna
I centri e le case rifugio: fondi raddoppiati dal 2022

La Regione attraverso la legge 8 stanzia 1 milione: previsto l’aumento sino a 2,5 Lo Stato sempre in ritardo: non ancora liquidati i 700mila euro del 2020  

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Ci sono i fondi, regionali e ministeriali, e guai se mancassero perché sono fondamentali per aiutare tante donne in difficoltà. Ma soprattutto c’è la sensibilità, a palate, di operatori che mettono a disposizione la loro professionalità e umanità per offrire sostegno, elargire consigli e abbracci. Per fare capire a chi subisce abusi, violenze fisiche o psicologiche e la notte non riesce a chiudere gli occhi per la paura, che non è sola.

I centri antiviolenza e le case rifugio della Sardegna sono un microcosmo popolato da figure gentili e accoglienti: volontarie che si fanno in quattro, psicologi, avvocati, medici, operatori e operatrici factotum, pronti a intervenire dove serve e a risolvere problemi piccoli e grandi. Un impegno che in Sardegna la politica da tempo considera irrinunciabile e di alta rilevanza pubblica e per questo meritevole di essere sostenuto finanziariamente. C’è una legge, la numero 8 del 2007, che ha stabilito lo stanziamento fisso di contributi per l’attività dei centri: non un finanziamento ballerino ma una cifra cristallizzata, che non può diminuire ma solo aumentare. Da alcuni anni il contributo regionale ammonta a 1 milione di euro, ma dalla Finanziaria 2022 è destinato a crescere sino a 2,5 milioni: la richiesta di aiuto non si arresta e il numero di centri di supporto è per fortuna in aumento. A monitorare la situazione, a valutare le necessità e a sollecitare interventi è il Servizio politiche per la famiglia e l'inclusione sociale della Regione, che fa capo all’assessorato alla Sanità. Lo staff del direttore generale Francesca Piras e del dirigente Giovanni Deiana ha visto negli anni moltiplicarsi il numero di strutture di riferimento per le donne (e minori) in difficoltà. Al momento il contributo di 1 milione viene suddiviso in parti uguali a 5 case rifugio (per complessivi 50 posti) e 7 centri antiviolenza, ma dall’anno prossimo i centri saranno 11: tutti percepiscono anche una quota dei fondi assegnati dal Ministero alla Regione, nel caso della Sardegna si tratta di circa 700mila euro. Mentre quelli regionali vengono erogati in maniera puntuale, i fondi statali viaggiano regolarmente con un anno di ritardo: i centri isolani riceveranno entro il 31 dicembre le somme del 2020, in Italia appena il 2% delle risorse è già arrivato a destinazione. Accelerare i tempi della burocrazia è cruciale anche perché i fondi ministeriali vengono utilizzati per garantire il reddito di libertà alle donne e incoraggiarle a denunciare: la dipendenza economica dal partner, la paura di non riuscire a garantire l’essenziale ai propri figli è spesso all’origine dell’accettazione della violenza da parte di molte vittime. Il reddito di libertà, introdotto per la prima volta in Sardegna e poi “copiato” a livello nazionale, garantisce alle donne un aiuto economico e rappresenta la spinta a ribellarsi e denunciare. Ma serve molto di più. Per questo, su sollecitazione di chi opera nel campo ogni giorno, la Regione ha deciso di raddoppiare lo sforzo. In occasione dell’ultima seduta statutaria del Consiglio regionale, convocata il 1 ottobre – nei giorni immediatamente successivi a gravissimi fatti di cronaca e dedicata al tema della violenza sulle donne – si è deciso di prevedere nella Finanziaria del prossimo anno 2,5 milioni a favore dei centri e case rifugio accreditati e inseriti nell’elenco ufficiale in fase di preparazione. Una promessa che non può essere delusa, perché può aiutare a fare la differenza tra la vita e la morte, tra gli abusi e la libertà.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative