La Nuova Sardegna

In fuga dagli abusi per conquistare la libertà

di Marta RuzittuSara SiddiMarta Porcu*
 In fuga dagli abusi per conquistare la libertà

A Olbia l’evento in difesa dei diritti umani e contro la violenza: la storia di Farzana, afghana scappata dai Talebani

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“Sguardi proibiti, voci interrotte”. È questo il titolo dell’evento che si è tenuto ad Olbia il 23 novembre contro la violenza sulle donne, dedicato in particolar modo alle donne afghane che, in questo momento storico, non hanno alcuna libertà. L’evento è stato guidato da Patrizia Desole, presidente dell’associazione Prospettiva Donna, ed Elisa Mantovani, presidente dell’associazione Fidapa Olbia, affiancate dagli istituti A. Gramsci, L. Mossa, Amsicora e Comprensivo di Olbia. Hanno dato il loro contributo, riportando le proprie testimonianze, anche Luca Lo Presti, presidente dell’associazione Pangea, Speranza Canu, direttrice della Caritas di Sassari, e Farzana, giovane attivista afghana.

Coraggio, rispetto e cambiamento sono state le tre parole chiave che hanno caratterizzato l’incontro, attraverso le quali si è voluto mandare un messaggio forte e chiaro: stop alla violenza sulle donne. Gli studenti, infatti, nella prima parte dell’incontro, attraverso reading, video, foto e riflessioni hanno dimostrato forte sensibilità rispetto a questo tema, portando all’attenzione il problema delle discriminazioni e delle diseguaglianze sociali, economiche e politiche che ancora oggi, purtroppo, esistono tra uomo e donna.

«Quando per la prima volta ho visto i Talebani per me è stato un incubo, mai nessuno vorrebbe e dovrebbe vivere questa situazione». Queste sono state le parole riportate da Farzana, protagonista della seconda parte dell’incontro, che ha vissuto in prima persona l’attacco da parte dei Talebani a Kabul. Nel suo discorso ha illustrato la triste realtà del suo Paese, spiegando quanto il diritto allo studio e alla libertà siano importanti per ogni individuo, riportando testimonianze preziose e cariche di significato, che fanno riflettere e pensare al coraggio che questa giovane ragazza ha avuto e tutt’oggi continua ad avere. Come lei, a malincuore, migliaia di ragazze e ragazzi hanno dovuto lasciare la propria casa e, in determinati casi, le proprie famiglie. «Il futuro dell’Afghanistan è incerto, ora niente è chiaro perché i Talebani cambiano le regole di continuo. È importante, però, condividere le nostre idee e affrontare queste problematiche, cosicché tutto il mondo sia a conoscenza dell’orrore presente in Afghanistan, è infatti attraverso la condivisione che possiamo aiutare tutti quei grandi ma silenziosi movimenti che cercano di renderlo, ancora una volta, un Paese libero». Così Farzana ha concluso il suo discorso, insegnandoci che non bisogna mai perdere la speranza, ma anzi è fondamentale lottare ogni giorno per la difesa dei nostri diritti, senza mai arrenderci. «Ho vissuto bruttissime situazioni, ma io sono qui, ci sono riuscita, niente è impossibile».

* Liceo Classico Gramsci, Olbia



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