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Acque agitate in Consiglio 

L’ex 5 stelle eletta dal centrodestra

L’ex 5 stelle eletta dal centrodestra

Carla Cuccu è stata nominata segretaria nell’Ufficio di presidenza

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CAGLIARI. Il colpo di scena c’è stato, anche quando tutto invece sarebbe dovuto filare liscio nel giorno del doppio voto – Ufficio di presidenza e commissioni – in Consiglio regionale. A mettere a soqquadro la maggioranza di centrodestra è stata l’elezione a prima segretaria d’Aula dell’ex Cinque stelle Carla Cuccu, nel frattempo passata al Gruppo Misto dopo una lunga battaglia politico-giudiziaria con gli ex compagni del Movimento. Nel segreto dell’urna, Carla Cuccu ha ottenuto 22 voti, tutti arrivati (almeno così pare) dal Psd’Az, dall’Udc e dalla Lega. Di fatto, in un colpo solo, la maggioranza ha portato a casa il 39esimo consigliere – erano 36 nell’aprile del 2019 – dopo aver già strappato alle opposizioni Elena Fancello (transitata dai Cinque stelle al Psd’Az) e Franco Stara (dai Progressisti all’Udc).

Il primo voto. In mattinata è stato votato l’Ufficio di presidenza. Seppure con qualche mugugno interno al centrodestra, alla fine i franchi tiratori saranno sei, Giovanni Antonio Satta (Gruppo Misto, ex Riformatori) è stato riconfermato vicepresidente, insieme a Piero Comandini, Pd, eletto dalle opposizioni. Anche l’elezione dei tre questori s’è chiusa senza intoppi e con altrettante riconferme: ad aver fatto il pieno, con 34 voti a testa, sono stati Giorgio Oppi (Udc) e Nanni Lancioni (Psd’Az), più Antonio Piu (Progressisti) per la minoranza. Il caso, invece, è scoppiato al momento dell’elezione del primo segretario d’Aula. Neanche tanto all’improvviso, le trattative sottobanco duravano da giorni, quasi tutto il centrodestra s’è schierato a favore di Carla Cuccu, nonostante, poco prima, ad avanzare la propria candidatura fosse stato anche il berlusconiano Emanuele Cera. Ma non c’è stato nulla da fare contro la corazzata Udc-Psd’Az, che ha sbaragliato tutto, compresi i malumori dell’ultim’ora in maggioranza e anche l’astensione (chissà solo se per motivi istituzionali) del presidente del Consiglio Michele Pais. Pare infatti che di recente fra i due – Pais e Cuccu – ci sia stato un acceso scontro verbale per motivi d’ufficio.

No alle etichette. Dopo essere stata eletta segretaria, l’ex Cinque stelle ha dichiarato: «Non so chi mia abbia votato visto che il voto è segreto. So solo che finora ho lavorato e continuerò a farlo con tutte le persone che hanno creduto e crederanno nelle mie proposte per i sardi e non con chi, invece, ha perseguito e persegue interessi personalistici, come m’è capitato più volte in un recente passato». Ma visto che a eleggerla è stato il centrodestra: oggi Carla Cuccu da che parte sta? «Lo valuterò di volta in volta, perché mai mi sono piaciute le etichette e mai mi piaceranno».

Il secondo voto. Le sei presidenze delle commissioni sono state assegnate nel pieno rispetto dell’ultimo patto di Villa Devoto, sottoscritto pochi giorni fa dal governatore Solinas con gli alleati. Anche se il sardista Stefano Schirru, eletto alla guida del bilancio, ha vinto di una sola incollatura su Cesare Moriconi, Pd. Come mai? Pare a causa dell’improvvisa assenza di Emanuele Cera, forse ancora amareggiato per lo sgarbo subìto in mattinata, dopo essere stato sorpassato a destra da Carla Cuccu. Le altre presidenze e vicepresidenze sono andate a Pierluigi Saiu (Lega) e Diego Loi (Progressisti)in commissione riforme, il lavoro a Franco Stara (Italia Viva- Udc) e Desirè Manca (M5s), l’urbanistica a Giuseppe Talanas (Forza Italia) e Roberto Li Gioi (M5s), le attività produttive a Piero Maieli (Psd’Az) e Gianfranco Satta (Progressisti) e la sanità a Nico Mundula (Fdi) e Daniele Cocco (Liberi e Uguali). (ua)

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