La Nuova Sardegna

Luci accese per dire alt alla pena di morte

di Bruna Visca*

Il 30 novembre è una data di particolare importanza per la Comunità di Sant’Egidio e in realtà anche per tutti noi: infatti come ogni anno dal 2002, la Comunità con l’aiuto dei vari comuni si impegna...

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Il 30 novembre è una data di particolare importanza per la Comunità di Sant’Egidio e in realtà anche per tutti noi: infatti come ogni anno dal 2002, la Comunità con l’aiuto dei vari comuni si impegna nel proporre di illuminare un palazzo o un monumento pubblico per dimostrare il proprio appoggio nella battaglia mondiale contro la pena di morte. Il progetto si chiama “No justice without Life- Per un mondo senza pena di morte” e propone un webinar (https://us06web.zoom.us/webinar/ register/2716371711521/WN_f7OH9cblTlKkqLqJgckeOQ) martedì 30 alle 17:30. Saranno diversi gli ospiti che interverranno: Antoinette Chahine, attivista, ex condannata a morte, Libano; Mario Marazziti, coordinatore Campagna per la Moratoria universale Comunità di Sant’Egidio; David Mathis ex condannato a morte, USA; Denis Mukwege, medico, premio Nobel per la Pace 2018, Congo; David Sassoli, presidente del Parlamento europeo ed altri attivisti di spessore. Un incontro che si rivelerà dunque un momento di confronto tra diverse culture e di interesse globale, senza limiti di alcun tipo, né di lingua – poiché l’incontro sarà trasmesso in inglese, italiano, spagnolo – né di età, perché considerando il tema, infatti, sarà sicuramente interessante e coinvolgente anche per noi ragazzi. Successivamente l’incontro terminerà con l’illuminazione del Colosseo, che sin dal principio la Comunità di Sant’Egidio ha scelto come simbolo della campagna globale contro la pena di morte. Sassari quest’anno, per il secondo anno consecutivo, si impegna nell’essere partecipe all’ iniziativa, scegliendo di illuminare il Palazzo di Città. Un’iniziativa , che credo sia per me e tutti i miei coetanei fonte di spunto e riflessione su un tema così lontano dalla nostra realtà quotidiana, ma che in ogni caso, sentendoci cittadini del mondo, ci riguarda. La pena di morte tutt’oggi è ancora presente in ben 58 paesi mondiali, tra l’altro uno dei quali in Europa, la Bielorussia. Diversi movimenti lottano ogni giorno per l’abolizione della pena di morte, ancora troppo diffusa nel nostro pianeta e noi giovani, nuova generazione, abbiamo sicuramente il compito di tenerci informati e di creare nostre opinioni e pensieri al riguardo: siamo noi i prossimi cittadini del mondo e per questo è fondamentale formare noi e la nostra mente nel modo adeguato. Invito dunque tutti i miei coetanei, e non, a partecipare a questa e a tante altre iniziative di cultura e riflessione. Tutti insieme per una lotta contro un mostro così grande: la pena di morte.

* Liceo Classico Canopoleno, Sassari

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