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«Cera? Il suo partito non l’ha proposto»

«Cera? Il suo partito non l’ha proposto»

Dopo le tensioni sull’ufficio di presidenza Oppi risponde al consigliere di FI

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CAGLIARI. Da Emanuele Cera, che si è autosospeso da Forza Italia, è arrivata la botta: «Nessuno ha tutelato la mia persona. Né il partito e neanche l’Intergruppo», nella corsa per entrare a far parte, come segretario, dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Se Forza Italia non ha replicato a Cera se non con un diplomatico «è normale dialettica interna», Giorgio Oppi, leader dell’Udc, che dell’Intergruppo fa parte, è stato duro nella risposta al consigliere regionale berlusconiano. «Nessuno – ha detto Oppi – ci può accusare di aver scaricato qualcuno, o imposto un nome per quell’incarico (in cui poi, con i soli voti del centrodestra, è stata eletta l’ex M5s Carla Cuccu). Di conseguenza, respingiamo al mittente qualunque sospetto. E infatti tutte le scelte per l’Ufficio di presidenza e le presidenze delle commissioni del Consiglio sono state condivise e portate a buon fine dalla maggioranza». Perché tra l’altro, sempre secondo Oppi, nell’ultimo e decisivo vertice di maggioranza, celebrato a Villa Devoto 48 ore prima del voto in aula, «oltre a quello di Carla Cuccu, altri nomi per l’incarico di segretario d’aula non sono stati proposti da chicchessia e, in particolare, quello di Cera neanche dal suo partito». Dunque, stando ancora alla ricostruzione dell’Udc, neanche la solidità dell’Intergruppo centrista (oltre allo Scudo crociato, è composto da Forza Italia e dai Riformatori), può essere messa in discussione, e infatti – è un’altra delle dichiarazioni di Oppi – «fra noi continueremo a tutelarci a vicenda quando ci confronteremo con gli altri partiti della coalizione, ma allo stesso tempo ognuno tutelerà i propri interessi».

Rimpasto. Seppure nel pieno delle tensioni interne, scatenate proprio dal caso Cuccu-Cera, i centrodestra non ha smesso di pensare al prossimo rimpasto in Giunta. Sembrava che qualche pedina potesse muoversi prima di Natale, invece l’inizio delle trattative finirà per slittare a gennaio. In questo ultimo scampolo del 2021, il centrodestra vorrebbe mettere a segno altri due risultati: approvare la Finanziaria senza scivolare in troppi mesi di esercizio provvisorio, e poi tagliare il nastro della riforma sanitaria, col ritorno delle Asl. Solo dopo queste due scadenze, almeno così dovrebbe essere, la coalizione comincerà a discutere di deleghe e assessorati. «Più volte al governatore Solinas – ha ribadito Franco Mula, capogruppo del Psd’Az – abbiamo sollecitato non solo alcuni e semplici ritocchi in Giunta».

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