Truffa Caritas, il pm chiede tre condanne
CAGLIARI. Tre condanne e tre assoluzioni, con la prescrizione di tutte le contravvenzioni, sono state chieste dal pm Guido Pani al processo sulla truffa basata sugli indumenti nuovi e usati raccolti...
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CAGLIARI. Tre condanne e tre assoluzioni, con la prescrizione di tutte le contravvenzioni, sono state chieste dal pm Guido Pani al processo sulla truffa basata sugli indumenti nuovi e usati raccolti dalla Caritas e finiti in vendita nelle bancarelle di Napoli: due anni di reclusione è la pena sollecitata per i napoletani Rosa Contiello (45 anni) e Giampiero Cesarini (48) colpevoli di traffico illegale di rifiuti, un anno e 4 mesi sono stati chiesti per Andrea Nicolotti (50) di Cagliari. Per il pm devono essere invece assolti Guido Afflitto (70) di Catanzaro, difeso da Daniele Condemi, Leopoldo Trudu (55) di Cagliari, difeso da Fabio Pili e Carlo Maramarco (54) di Cagliari, difeso da Riccardo Floris, questi ultimi due imputati di corruzione.
L’inchiesta era partita da un esposto anonimo ed era sfociata a gennaio scorso nel sequestro di un semirimorchio in partenza da Cagliari per Napoli, carico di abbigliamento - una decina di tonnellate - che la società campana Eurofrip aveva raccolto in giro per la Sardegna per conto della Caritas. Esaminato il carico, gli uomini del commissario Ugo Calledda avevano ricostruito il tragitto dei vestiti scoprendo che in buona parte non erano neppure passati per i magazzini della Caritas, per poi essere destinati a extracomunitari, migranti e persone indigenti, ma sarebbero stati spediti direttamente alla volta di Napoli e su altri mercati, non solo italiani. Il 20 gennaio parlano i difensori, il 27 la sentenza. (m.l.)
L’inchiesta era partita da un esposto anonimo ed era sfociata a gennaio scorso nel sequestro di un semirimorchio in partenza da Cagliari per Napoli, carico di abbigliamento - una decina di tonnellate - che la società campana Eurofrip aveva raccolto in giro per la Sardegna per conto della Caritas. Esaminato il carico, gli uomini del commissario Ugo Calledda avevano ricostruito il tragitto dei vestiti scoprendo che in buona parte non erano neppure passati per i magazzini della Caritas, per poi essere destinati a extracomunitari, migranti e persone indigenti, ma sarebbero stati spediti direttamente alla volta di Napoli e su altri mercati, non solo italiani. Il 20 gennaio parlano i difensori, il 27 la sentenza. (m.l.)
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