le reazioni su facebook
Campanilismo, rabbia e ironia «Diamogli anche Platamona...»
SASSARI. Lo spostamento della sede della cabina di regìa della sanità regionale da Sassari a Cagliari ha scatenato molte reazioni anche sul web. Sul profilo Facebook della Nuova Sardegna la notizia è...
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SASSARI. Lo spostamento della sede della cabina di regìa della sanità regionale da Sassari a Cagliari ha scatenato molte reazioni anche sul web. Sul profilo Facebook della Nuova Sardegna la notizia è stata commentata in vari modi: c’è chi ha puntato sul campanilismo, sia da Sassari che da Cagliari, chi sulla necessità di dare una sanità che funzioni all’isola, chi invece ha preferito fare ironia, giusto per abbassare i toni e farsi una risata.
Carmelita Scano, seriamente, commenta: «Cosa cambia per noi comuni mortali? La sanità a Sassari già non funzionava, ora continuerà a non funzionare. Scippati e defraudati siamo noi cittadini».
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Silvia Piermi Fogu: «Tutti scandalizzati per il trasferimento di sede... Mah! Io mi scandalizzerei di più per una scadente sanità sarda».
Sul campanilismo in salsa cagliaritana punta Efisio Fà: «Lo scippo è stato quello messo in opera dalla precedente amministrazione. Appare chiaro che il centro deve stare a Cagliari, capoluogo che vanta il maggior numero di abitanti. Non bisogna essere scienziati per capirlo». La replica da Sassari è pronta. Franco Grandi scrive: «Ovviamente la equa distribuzione di uffici era una effimera illusione... il potere campanilista del cagliaricentrismo si riprende tutto quello che ritiene necessario: il potere foraggia se stesso».
Non mancano però gli interventi divertenti, a conferma del carattere dei sassaresi che non rinunciano a usare l’arma dell’ironia. Danilo Milia, ad esempio, si dice sicuro che «dall'anno prossimo anche la Faradda si farà a Cagliari», imitato da Marc Shepard (evidente nome di fantasia): «I candelieri in piazza Yenne». Ancora più drastico Carlo Petretto: «Diamogli anche Platamona...» (en.g.)
Carmelita Scano, seriamente, commenta: «Cosa cambia per noi comuni mortali? La sanità a Sassari già non funzionava, ora continuerà a non funzionare. Scippati e defraudati siamo noi cittadini».
Sulla stessa lunghezza d’onda c’è Silvia Piermi Fogu: «Tutti scandalizzati per il trasferimento di sede... Mah! Io mi scandalizzerei di più per una scadente sanità sarda».
Sul campanilismo in salsa cagliaritana punta Efisio Fà: «Lo scippo è stato quello messo in opera dalla precedente amministrazione. Appare chiaro che il centro deve stare a Cagliari, capoluogo che vanta il maggior numero di abitanti. Non bisogna essere scienziati per capirlo». La replica da Sassari è pronta. Franco Grandi scrive: «Ovviamente la equa distribuzione di uffici era una effimera illusione... il potere campanilista del cagliaricentrismo si riprende tutto quello che ritiene necessario: il potere foraggia se stesso».
Non mancano però gli interventi divertenti, a conferma del carattere dei sassaresi che non rinunciano a usare l’arma dell’ironia. Danilo Milia, ad esempio, si dice sicuro che «dall'anno prossimo anche la Faradda si farà a Cagliari», imitato da Marc Shepard (evidente nome di fantasia): «I candelieri in piazza Yenne». Ancora più drastico Carlo Petretto: «Diamogli anche Platamona...» (en.g.)
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