Borghi: «Un partito unito per vincere le regionali»
di Roberto Petretto
Il commissario scelto da Letta: «Cercherò di trovare ragioni di convergenza» Ci rivolgeremo a quelli che non ci vedono ancora come la loro casa»
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SASSARI. «Guardi, se sono qui, con questo ruolo, è perché è sfumata l'ipotesi unitaria». Enrico Borghi è l’uomo scelto da Enrico Letta per guidare il Pd sardo verso il congresso, dopo che sono falliti i tentativi di arrivare a un accordo. Per il futuro il commissario non dispera di riannodare i fili per ora slacciati: «Sarà un compito di facilitazione e supporto, non certo di imposizione di linee dall'esterno. Sono un politico, non un funzionario. Cercherò di trovare ragioni di convergenza se non di unitarietà, cosa che auspico, per un congresso che deve essere celebrato entro il 28 febbraio».
Il rinvio dovrebbe servire a creare un altro clima nel partito: «Puntiamo ad avere un’ampia partecipazione. L’obiettivo politico che ci dobbiamo porre è quello di travasare all'interno energie anche esterne. Penso alle agorà, alle esperienze civiche del progressismo che si agitano intorno al nostro mondo e non trovano ancora nel Pd la loro casa».
Si pensa al congresso, ma si guarda anche oltre, al 2024: «Cercheremo di costruire una classe dirigente che si possa candidare autorevolmente alla guida della Regione - dice Borghi -. Sono fiducioso perché laddove il Pd costruisce ragioni di unità al proprio interno riesce anche a costruire quel campo largo di forze che è alla base del nostro lavoro nazionale e la premessa per un cambio alla guida di una Regione che con il centrodestra sta vivendo il suo momento peggiore. Con l’ascolto e la sintesi sarà possibile celebrare un congresso che parli ai territori, alla società, alla comunità regionale. C'è la possibilità, ci sono le condizioni».
Borghi arriva in punta di piedi: «Ricordo che si tratta di un commissariamento ad acta e che quindi permangono in carica il segretario regionale e quelli provinciali. La mia sarà un’azione interna corporis al partito su mandato formale del segretario per certificare l’anagrafe, stabilire con esattezza l’elettorato attivo e passivo ai fini della celebrazione del congresso. Insomma, un’attività di garanzia. In parallelo si dovrà soddisfare l’esigenza di adottare il regolamento per i congressi, che dovrà essere preceduto da un regolamento per il tesseramento. Vogliamo che vi sia piena riconoscibilità, assoluta trasparenza, assoluto rigore su chi va a comporre l’elettorato attivo e passivo. Verranno istituite le commissioni regionale e provinciali per il congresso e verrà avviata l’azione e la campagna tesseramento».
Una serie di azioni che sono conformi al percorso di rinnovamento avviato da segretario Letta: «Un segno di attenzione verso l'autonomia dei democratici sardi, a differenza di quanto accaduto in altre realtà, è dimostrato dal fatto che permangono tutti i livelli politici - conclude Borghi -. L’attività del commissario sarà assolutamente sussidiaria, in linea con caratteristiche autonomia territorio. Ho già avuto contatti e altri ne avrò: da domani pianificheremo le azioni di lavoro per il perseguimento degli obiettivi».
Il rinvio dovrebbe servire a creare un altro clima nel partito: «Puntiamo ad avere un’ampia partecipazione. L’obiettivo politico che ci dobbiamo porre è quello di travasare all'interno energie anche esterne. Penso alle agorà, alle esperienze civiche del progressismo che si agitano intorno al nostro mondo e non trovano ancora nel Pd la loro casa».
Si pensa al congresso, ma si guarda anche oltre, al 2024: «Cercheremo di costruire una classe dirigente che si possa candidare autorevolmente alla guida della Regione - dice Borghi -. Sono fiducioso perché laddove il Pd costruisce ragioni di unità al proprio interno riesce anche a costruire quel campo largo di forze che è alla base del nostro lavoro nazionale e la premessa per un cambio alla guida di una Regione che con il centrodestra sta vivendo il suo momento peggiore. Con l’ascolto e la sintesi sarà possibile celebrare un congresso che parli ai territori, alla società, alla comunità regionale. C'è la possibilità, ci sono le condizioni».
Borghi arriva in punta di piedi: «Ricordo che si tratta di un commissariamento ad acta e che quindi permangono in carica il segretario regionale e quelli provinciali. La mia sarà un’azione interna corporis al partito su mandato formale del segretario per certificare l’anagrafe, stabilire con esattezza l’elettorato attivo e passivo ai fini della celebrazione del congresso. Insomma, un’attività di garanzia. In parallelo si dovrà soddisfare l’esigenza di adottare il regolamento per i congressi, che dovrà essere preceduto da un regolamento per il tesseramento. Vogliamo che vi sia piena riconoscibilità, assoluta trasparenza, assoluto rigore su chi va a comporre l’elettorato attivo e passivo. Verranno istituite le commissioni regionale e provinciali per il congresso e verrà avviata l’azione e la campagna tesseramento».
Una serie di azioni che sono conformi al percorso di rinnovamento avviato da segretario Letta: «Un segno di attenzione verso l'autonomia dei democratici sardi, a differenza di quanto accaduto in altre realtà, è dimostrato dal fatto che permangono tutti i livelli politici - conclude Borghi -. L’attività del commissario sarà assolutamente sussidiaria, in linea con caratteristiche autonomia territorio. Ho già avuto contatti e altri ne avrò: da domani pianificheremo le azioni di lavoro per il perseguimento degli obiettivi».
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