Fondi per le reti idriche Sardegna esclusa dal bando
Dal ministero della Infrastrutture 313 milioni per la riduzione delle perdite Finanzieranno interventi in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Trasporti, infrastrutture, energia, ambiente: sono alcune delle direttrici sulle quali i piani di rilancio europei si dovranno sviluppare nei prossimi anni. Ma ce n’è un altro che riguarda una risorsa fondamentale per la vita di tutti i giorni: l’acqua. La Sardegna, insieme alle altre regioni del Mezzogiorno, ha delle reti idriche attraverso le quali si disperde più della metà dell’acqua immessa. La media nazionale è intorno al 43,7 per cento. Secondo l’Istat «perdite totali in distribuzione pari ad almeno il 55% del volume immesso in rete si riscontrano in 10 province che, ad eccezione della provincia di La Spezia, sono localizzate nel Centro e nel Mezzogiorno (Pescara, Ragusa, Oristano, Benevento, Avellino, L'Aquila, Chieti, Latina e Frosinone).
Con il Pnrr si cerca di correre ai ripari, almeno in parte. Il ministero delle Infrastrutture, con l’obiettivo di «ridurre la dispersione di acqua nel Mezzogiorno, rendere più efficienti le reti idriche di distribuzione e colmare il divario territoriale in un settore di vitale importanza per i cittadini», ha pubblicato un bando da 313 milioni di euro: «risorse europee del programma React Eu messe a disposizione dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale e gestite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di fondi europei del Pon Infrastrutture e Reti 2014-2021».
Chi ne beneficerà? Non la Sardegna, ma Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale «gli Enti d’ambito delle cinque Regioni del Sud potranno presentare progetti volti a migliorare la qualità e la gestione del servizio, anche attraverso l’impiego delle migliori tecnologie digitali per il monitoraggio delle reti e il miglioramento della resilienza, tenendo conto dei principi e gli indirizzi europei, della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici».
«La riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione è una delle principali sfide per il Sud del Paese - ha dichiarato il Ministro Enrico Giovannini -. È infatti un obiettivo fondamentale inserito tra le riforme previste dal Pnrr».
Obiettivi sacrosanti che dovrebbero riguardare anche la Sardegna. È possibile che altre risorse arrivino attraverso il ministero del Sud: «Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - spiega il ministero della carfagna -, la Missione 2 Componente 4 individua quattro investimenti e due riforme con lo scopo di "garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l'intero ciclo". A questo sono riservate complessivamente risorse per 4,38 miliardi di euro: una quota intorno al 51% sarà indirizzata al Mezzogiorno (circa 2,2 miliardi di euro)». (r.pe.)
Con il Pnrr si cerca di correre ai ripari, almeno in parte. Il ministero delle Infrastrutture, con l’obiettivo di «ridurre la dispersione di acqua nel Mezzogiorno, rendere più efficienti le reti idriche di distribuzione e colmare il divario territoriale in un settore di vitale importanza per i cittadini», ha pubblicato un bando da 313 milioni di euro: «risorse europee del programma React Eu messe a disposizione dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale e gestite dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Si tratta di fondi europei del Pon Infrastrutture e Reti 2014-2021».
Chi ne beneficerà? Non la Sardegna, ma Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta ufficiale «gli Enti d’ambito delle cinque Regioni del Sud potranno presentare progetti volti a migliorare la qualità e la gestione del servizio, anche attraverso l’impiego delle migliori tecnologie digitali per il monitoraggio delle reti e il miglioramento della resilienza, tenendo conto dei principi e gli indirizzi europei, della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici».
«La riduzione delle perdite idriche nelle reti di distribuzione è una delle principali sfide per il Sud del Paese - ha dichiarato il Ministro Enrico Giovannini -. È infatti un obiettivo fondamentale inserito tra le riforme previste dal Pnrr».
Obiettivi sacrosanti che dovrebbero riguardare anche la Sardegna. È possibile che altre risorse arrivino attraverso il ministero del Sud: «Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza - spiega il ministero della carfagna -, la Missione 2 Componente 4 individua quattro investimenti e due riforme con lo scopo di "garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l'intero ciclo". A questo sono riservate complessivamente risorse per 4,38 miliardi di euro: una quota intorno al 51% sarà indirizzata al Mezzogiorno (circa 2,2 miliardi di euro)». (r.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
