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Sindacati in pressing: «Prolungare la Cigs»

Sindacati in pressing: «Prolungare la Cigs»

«I liquidatori lo proporranno ai soci a tutela di 1322 lavoratori»

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SASSARI. C’è chiusura da parte di Air Italy verso la richiesta di proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria per i 1322 lavoratori della compagnia, ma ai commissari è stato strappato l’impegno di «strutturare un intervento con la proprietà per richiedere il prolungamento della Cigs, al fine di mettere in sicurezza la tenuta economica e sociale dei lavoratori, stante le azioni che sono state messe in campo con la richiesta di emendamenti, per scongiurare la loro fuoriuscita dal perimetro lavorativo». L’impegno, sino al 9 dicembre, è di non prendere iniziative unilaterali, leggi licenziamenti.

Così, dopo aver parlato in prima battuta di “ennesima fumata nera” e di “chiusura totale” verso le loro richieste, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo considerano anche gli aspetti positivi dell’incontro che si è svolto ieri al ministero del Lavoro con i sindacati, l’assessora del lavoro Alessandra Zedda e il collega della Lombardia.

Le sigle ritengono che l’unica via d’uscita per ora sia sottoscrivere un periodo di cassa integrazione sino al 31 dicembre 2022, così hanno chiesto perlomeno di uniformare la scadenza temporale della procedura sui licenziamenti collettivi prevista per il prossimo 8 dicembre col termine della Cigs in corso e che scadrà l’ultimo dell’anno. «Ciò ci consentirebbe di valutare tutte le ipotesi al vaglio del Parlamento, in primis l'emendamento alla legge di bilancio, di cui partirà la discussione proprio in questi giorni», spiega Elisabetta Manca (Uiltrasporti nord Sardegna).

Il documento bipartisan sottoscritto da molti parlamentari, tra cui diversi sardi, mira a far avere le stesse tutele che il decreto legge 146/21 stabilisce per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria, la cui Cigs scadrà a fine 2022. Sarà convertito in un ordine del giorno, i cui contenuti potrebbero poi entrare in manovra. «Ma tali sforzi potrebbero essere vanificati per la carenza del requisito giuridico essenziale della volontà della proprietà di richiedere l’ammortizzatore sociale» dice Marco Bardini, dell’Anpav.

E il rappresentante del ministero del Lavoro, vista la rigidità della posizione aziendale, su input delle sigle, ha ottenuto che almeno sino al prossimo incontro del 9 dicembre (il giorno dopo la scadenza naturale della procedura) i liquidatori di Air Italy non assumano alcuna iniziativa unilaterale. Per Arnaldo Boeddu (Filt Cgil) «se dovessero essere approvati gli emendamenti, per i rappresentanti di Air Italy non ci sarà più alcun motivo per non sottoscrivere un ulteriore periodo di cassa integrazione sino al 31 dicembre del prossimo anno». (a.palmas)

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