«Le pensioni sarde tra le più leggere d’Italia»
Farina (Fnp Cisl): «Sabato alla manifestazione di Cagliari contro la manovra per chiedere più equità»
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CAGLIARI. «I pensionati sardi sono tra i più penalizzati in Italia»: è il motivo per cui delegati e iscritti alla Federazione pensionati Cisl parteciperanno alla manifestazione di sabato a Cagliari promossa da Cgil, Cisl e Uil contro la manovra di bilancio presentata dal governo Draghi. Per Alberto Farina, segretario generale della Fnp Sardegna, «è difficile che con una pensione media di 771,62 euro – 154 in meno rispetto alla media nazionale – quasi 475 mila pensionati sardi (cioè un quarto della popolazione isolana) possano contribuire ad aumentare il livello dei consumi e far crescere quindi l’economia sarda, dopo che migliaia di loro hanno fatto enormi sacrifici in questi anni di crisi per “salvare” figli e nipoti in gravi difficoltà economiche». L’importo medio «è molto più basso sia a causa della maggiore incidenza delle pensioni assistenziali (circa 160 mila), di importo inferiore a quelle previdenziali, sia per le minori retribuzioni dei nostri lavoratori, che poi sfociano in pensioni di importo meno rilevante. Si aggiunga l’alto costo di alcuni servizi essenziali: energia, trasporti, accessibilità ai servizi, continuità e completezza dei servizi socio assistenziali, spese sanitarie per visite specialistiche». «Lo Stato – dice – non può continuare a penalizzare, dal punto di vista del carico fiscale, i “soliti noti”, cioè lavoratori e pensionati. Sono i ceti medi e popolari – aggiunge Alberto Farina – che contribuiscono per l’85 per cento alle entrate dell’erario. Gli 8 miliardi per il fisco devono essere concentrati sui redditi da lavoro e pensioni. L’inflazione sale e si abbatte sui ceti più deboli, serve subito una nuova politica dei redditi e delle tariffe».
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