Dodici anni di dolore e di cure senza risultato fino alla diagnosi di endometriosi. «Scrivo perché nessun’altra ragazza debba soffrire come me»
A 29 anni riprendo in mano la vita e dico alle ragazze abbiate cura di voi
di Giulia Lai
Quell’uomo raccontò come, dopo anni di sofferenza, fosse arrivata la diagnosi, descrivendo quei sintomi che ormai mi erano comuni quanto i lineamenti del mio stesso viso. Io e mia madre ci guardammo:...
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Quell’uomo raccontò
come, dopo anni di sofferenza, fosse arrivata la diagnosi, descrivendo quei sintomi che ormai mi erano comuni quanto i lineamenti del mio stesso viso. Io e mia madre ci guardammo: non servì dire nulla, era palese che la situazione fosse tristemente simile alla mia. Dal giorno cominciammo a informarci, cercando di capire in che modo si arrivasse a una diagnosi, cercando un medico da cui poter andare per provare a percorrere anche questa strada.
Riuscii a farmi visitare da un medico specializzato, che finalmente riconobbe i sintomi dell’endometriosi, prescrivendomi una terapia, che purtroppo non è risolutiva; infatti l’efficacia è soggettiva e spesso sono necessari anche interventi più o meno demolitivi per recuperare la funzionalità degli organi coinvolti. Nel mio caso, dopo anni di tentativi, tra integratori e farmaci dal costo elevato, ho finalmente trovato un labile equilibrio.
Ecco quindi che mi ritrovo a scrivere questo articolo, mentre frequento la quarta liceo alla “veneranda” età di 29 anni, in una situazione che persino a me pare surreale. Così vi racconto la mia storia, sperando sia utile a qualcuno, sperando che le giovani donne di oggi e di domani non debbano soffrire come ho sofferto io e tante altre donne come me.
Informiamoci, istruiamole forniamo loro gli strumenti per credere in loro stesse e non dubitare mai della validità della loro esperienza.
Io ci spero, confido nella solidarietà femminile, quella che ci può portare a riconoscere il riflesso del nostro dolore negli occhi di un’altra: tendiamo la mano a questo dolore, non lasciamo che altre urla di dolore rimangano a lungo inascoltate.
Giulia ha 29 anni e frequenta l’IIS Giua a Cagliari
come, dopo anni di sofferenza, fosse arrivata la diagnosi, descrivendo quei sintomi che ormai mi erano comuni quanto i lineamenti del mio stesso viso. Io e mia madre ci guardammo: non servì dire nulla, era palese che la situazione fosse tristemente simile alla mia. Dal giorno cominciammo a informarci, cercando di capire in che modo si arrivasse a una diagnosi, cercando un medico da cui poter andare per provare a percorrere anche questa strada.
Riuscii a farmi visitare da un medico specializzato, che finalmente riconobbe i sintomi dell’endometriosi, prescrivendomi una terapia, che purtroppo non è risolutiva; infatti l’efficacia è soggettiva e spesso sono necessari anche interventi più o meno demolitivi per recuperare la funzionalità degli organi coinvolti. Nel mio caso, dopo anni di tentativi, tra integratori e farmaci dal costo elevato, ho finalmente trovato un labile equilibrio.
Ecco quindi che mi ritrovo a scrivere questo articolo, mentre frequento la quarta liceo alla “veneranda” età di 29 anni, in una situazione che persino a me pare surreale. Così vi racconto la mia storia, sperando sia utile a qualcuno, sperando che le giovani donne di oggi e di domani non debbano soffrire come ho sofferto io e tante altre donne come me.
Informiamoci, istruiamole forniamo loro gli strumenti per credere in loro stesse e non dubitare mai della validità della loro esperienza.
Io ci spero, confido nella solidarietà femminile, quella che ci può portare a riconoscere il riflesso del nostro dolore negli occhi di un’altra: tendiamo la mano a questo dolore, non lasciamo che altre urla di dolore rimangano a lungo inascoltate.
Giulia ha 29 anni e frequenta l’IIS Giua a Cagliari
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