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Aiuti di Stato, l’Europa: «Regole meno rigide»

Aiuti di Stato, l’Europa: «Regole meno rigide»

La Sardegna è stata inserita nell’elenco delle e regioni italiane più svantaggiate Le imprese avranno più contributi. Possibili vantaggi anche per i trasporti

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CAGLIARI. L’Europa sarà meno rigida sugli aiuti di Stato. Non poteva che comportarsi così, per evitare che la Sardegna e altre sei regioni del Mezzogiorno d’Italia continuassero a scivolare nella classifica del reddito pro capitee finire sotto la soglia dello sviluppo. Con quella che Bruxelles definisce la «Carta dei territori svantaggiati», gli uffici della Commissione europea hanno fatto sapere che dal primo gennaio 2022 fino al 2027 per Sardegna, Sicilia, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria saranno più larghe le maglie attraverso cui potranno essere concessi i finanziamenti. È la prima volta che Sardegna e Molise entrano a far parte di questo elenco speciale. Di sicuro sono state inserite a causa degli effetti devastanti della pandemia sull’economia. I segnali di ripresa in Sardegna ci sono, come sottolineato pochi giorni fa dalla Banca d’Italia, ma – secondo l’Europa – non sarebbero ancora sufficienti. Considerando che proprio l’Isola, nel 2018, era stata già declassata: da regione in transizione, dov’era entrata pochi anni prima, al ritorno nella casella dei «territori meno sviluppati».

Gli effetti. Senza entrare nel dettaglio della burocrazia europea, l’ingresso nella «Carta» significherà meno regole nel concedere i finanziamenti alle imprese medie e piccole per gli investimenti. In estrema sintesi, salirà la percentuale degli aiuti di stato, o sovvenzioni, calcolata rispetto al finanziamento complessivo senza per questo alterare le regole della concorrenza. Regole che da sempre sono inviolabili per l’Europa e infatti, in più di un’occasione, la Sardegna è finita sotto infrazione per aver violato le imposizioni di Bruxelles.

Gli interventi. Sempre secondo la Commissione europea i nuovi finanziamenti, alleggeriti dal peso degli aiuti di Stato, dovranno essere utilizzati per «sostenere le regioni meno favorite a recuperare il ritardo economico accumulato e ridurre le disparità in termini di reddito e disoccupazione». In particolare tre capitoli sono dedicati alla lotta contro lo spopolamento, alla transizione energetica e alla digitalizzazione diffusa. Sono temi che da sempre hanno un peso negativo enorme sull’economia regionale e con le maglie più larghe, ora concesse dall’Europa, potranno essere combattuti meglio.

Lo spiraglio. Per il consigliere regionale Antonello Peru (Udc-Cambiamo) l’ingresso della Sardegna nella lista europea potrebbe essere anche il grimaldello per modificare le attuali e rigide regole della continuità territoriale aerea. «Approfittiamo di quest’occasione – scrive – e verifichiamo se ci siano le condizioni per proporre un modello non più condizionato dagli aiuti di Stato, come invece lo sono stati quelli previsti dagli ultimi bandi». Secondo Peru, «va avviato subito un confronto con l’Europa, per allargare l’apertura al tema dei trasporti, perché proprio i trasporti sono e saranno fondamentali per risalire la scala della ripresa economica». (ua)

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