Sapori di Spagna gustati nel cuore di Sassari
di Pasquale Porcu
Meson d'Espana ripropone i piatti della tradizione iberica Ora il proprietario vuole realizzare uno spazio moderno sul modello inventato dalla catena de El Corte Ingles
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Gli spagnoli amano la Sardegna e i sardi amano la Spagna. Anche perché sono molte le cose che accomunano le due culture. Indubbiamente perché la presenza spagnola nella nostra isola ha lasciato tracce evidenti. Anche da qui la curiosità di conoscere la cucina che da qualche anno propone a Sassari la Meson d'Espana, il ristorante di via Enrico Costa 90, dietro la chiesa di San Giuseppe, quasi all'angolo con via Giorgio Asproni.
Il locale è di Vicente Romeo Rodriguez, spagnolo di Madrid, che lo gestisce insieme alla moglie, Chiara, una signora veneta di grande professionalità e gentilezza. In quel locale i signori Rodriguez operano da 5 anni, prima, per quattro anni, erano in via Civitavecchia. Il ristorante è aperto a cena da martedì al sabato, domenica e lunedì chiuso (tel. 345.4657735).
Luci basse, divani e tavoli in legno, l'ambiente ricorda molto le atmosfere autentiche che potete respirare nei quartieri della capitale spagnola, lontani dai circuiti più spiccatamente turistici. In sottofondo, a volumi accettabili, sevillanas e flamenco congiurano a favore di piacevolezze iberiche.
«L'ho fatto come sarebbe piaciuto a mia madre– dice Vicente –. Lei che ha fatto l'albergatrice non ha mai avuto un ristorante. E io l'ho accontentata».
Ma Vicente, uomo di grande esperienza nel campo del food&beverage ha progetti ambiziosi nella zona commerciale di Sassari. Uno in particolare riguarda la realizzazione di uno spazio modernissimo sul modello inventato dalla catena de El Corte Ingles. Il lancio dovrebbe essere possibile entro la fine di quest'anno.
Ma torniamo alla Meson d'Espana. Appena seduti a tavola Chiara vi proporrà un menu ricchissimo, ma per poter scegliere meglio potete consultare l'offerta dei piatti illustrati dalle fotografie. La scelta è davvero ampia, molti sono assaggi da condividere con i vostri commensali. E secondo la migliore tradizione iberica ecco le salsiccine e i prosciutti, a partire dal Serrano e proseguire fino al celebre Patanegra. Inarrivabile la bontà del delicatissimo lardo di Patanegra, a cui non si può assolutamente rinunciare: bianco candido. Si scioglie in bocca. E poi una lunghissima litania di assaggi a base di polpettine al sugo, formaggi, polpo alla galiziana, tagliere di patate alla castigliana, uova strapazzate con asparagi della Murcia, fettuccine impanate, acciughe del mar Cantabrico.
Ma non fatevi ingolosire subito, sappiate che, comunque, non potrete riuscire ad assaggiare tutto.
Dovete sapere infatti che potrete assaggiare anche una delicatissima peperonata con i peperoni di Navarra, i gamberoni all'aglio e peperoncino, la padella di alici impanate, la terracotta di polpette al sugo aromatizzate al vino Rioja. E via con una slavina di uova in mille modi, dalle tortillas alla frittata con caviale, i peperoni con baccalà, l'immancabile gazpacho. A questo punto potreste già non avere più fame. A meno che non vi facciate tentare dal famoso bollito delle Asturie con i celebrati fagioli abbinati al sanguinaccio e alla pancetta. I vegani avranno da festeggiare con i piatti a base di ceci o lenticchie preparate col vino Rioja. Si, perché i vini e tutta la materia prima sono rigorosamente spagnoli e rappresentano un po’ tutte le regioni della penisola iberica.
Ricchissima la varietà di carni fatte in mille modi, molte alla griglia. Se non siete vegetariani, però, merita attenzione la carne picagna delle vacchette della Galizia: tenerissima, sugosa, golosa.
Buon assortimento di dolci tradizionali. Vino, perfetto negli abbinamenti, rigorosamente della regione Rioja: equilibrato e gradevole che non crea problemi né alla testa e né allo stomaco.
Il menu normale costa intorno ai 25/30 euro.
Il locale è di Vicente Romeo Rodriguez, spagnolo di Madrid, che lo gestisce insieme alla moglie, Chiara, una signora veneta di grande professionalità e gentilezza. In quel locale i signori Rodriguez operano da 5 anni, prima, per quattro anni, erano in via Civitavecchia. Il ristorante è aperto a cena da martedì al sabato, domenica e lunedì chiuso (tel. 345.4657735).
Luci basse, divani e tavoli in legno, l'ambiente ricorda molto le atmosfere autentiche che potete respirare nei quartieri della capitale spagnola, lontani dai circuiti più spiccatamente turistici. In sottofondo, a volumi accettabili, sevillanas e flamenco congiurano a favore di piacevolezze iberiche.
«L'ho fatto come sarebbe piaciuto a mia madre– dice Vicente –. Lei che ha fatto l'albergatrice non ha mai avuto un ristorante. E io l'ho accontentata».
Ma Vicente, uomo di grande esperienza nel campo del food&beverage ha progetti ambiziosi nella zona commerciale di Sassari. Uno in particolare riguarda la realizzazione di uno spazio modernissimo sul modello inventato dalla catena de El Corte Ingles. Il lancio dovrebbe essere possibile entro la fine di quest'anno.
Ma torniamo alla Meson d'Espana. Appena seduti a tavola Chiara vi proporrà un menu ricchissimo, ma per poter scegliere meglio potete consultare l'offerta dei piatti illustrati dalle fotografie. La scelta è davvero ampia, molti sono assaggi da condividere con i vostri commensali. E secondo la migliore tradizione iberica ecco le salsiccine e i prosciutti, a partire dal Serrano e proseguire fino al celebre Patanegra. Inarrivabile la bontà del delicatissimo lardo di Patanegra, a cui non si può assolutamente rinunciare: bianco candido. Si scioglie in bocca. E poi una lunghissima litania di assaggi a base di polpettine al sugo, formaggi, polpo alla galiziana, tagliere di patate alla castigliana, uova strapazzate con asparagi della Murcia, fettuccine impanate, acciughe del mar Cantabrico.
Ma non fatevi ingolosire subito, sappiate che, comunque, non potrete riuscire ad assaggiare tutto.
Dovete sapere infatti che potrete assaggiare anche una delicatissima peperonata con i peperoni di Navarra, i gamberoni all'aglio e peperoncino, la padella di alici impanate, la terracotta di polpette al sugo aromatizzate al vino Rioja. E via con una slavina di uova in mille modi, dalle tortillas alla frittata con caviale, i peperoni con baccalà, l'immancabile gazpacho. A questo punto potreste già non avere più fame. A meno che non vi facciate tentare dal famoso bollito delle Asturie con i celebrati fagioli abbinati al sanguinaccio e alla pancetta. I vegani avranno da festeggiare con i piatti a base di ceci o lenticchie preparate col vino Rioja. Si, perché i vini e tutta la materia prima sono rigorosamente spagnoli e rappresentano un po’ tutte le regioni della penisola iberica.
Ricchissima la varietà di carni fatte in mille modi, molte alla griglia. Se non siete vegetariani, però, merita attenzione la carne picagna delle vacchette della Galizia: tenerissima, sugosa, golosa.
Buon assortimento di dolci tradizionali. Vino, perfetto negli abbinamenti, rigorosamente della regione Rioja: equilibrato e gradevole che non crea problemi né alla testa e né allo stomaco.
Il menu normale costa intorno ai 25/30 euro.
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