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Il Consiglio copre i debiti fuori bilancio

Il Consiglio copre i debiti fuori bilancio

Saranno pagati 40 milioni di extra. Il centrodestra difende l’assessore Sanna

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CAGLIARI. I debiti fuori bilancio sono stati tutti coperti dal Consiglio regionale, con i soli voti della sola maggioranza di centrodestra, che, allo stesso tempo, ha fatto quadrato intorno all’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, messo sotto accusa dal centrosinistra e dai Cinque stelle proprio per gran parte di quelle fatture rimaste sospese.

La conta. Nonostante ben undici assenti, alla fine in aula il centrodestra è riuscito ad avere la meglio sulle opposizioni per 28 a 18. Ottenuto il via libero necessario, i quasi 40 milioni di debiti, a tanto ammontava l’esposizione, saranno pagati dal primo all’ultimo. Però, al di là del voto, il dibattito ha preso sin da subito una piega tutt’altro che contabile. C’è stato infatti un lungo e furioso testa a testa fra i consiglieri di minoranza e Quirico Sanna. Il motivo dello scontro ha un suo perché: a produrre gran parte del debito, 30 milioni, è stato proprio quell’assessorato.

L’attacco. Dal Pd, con Piero Comandini e Giuseppe Meloni, dai Progressisti, con Massimo Zedda, Gianfranco Satta e Francesco Agus, da LeU, con Eugenio Lai, e dai Cinque stelle, con Desirè Manca, Alessandro Solinas e Roberto Li Gioi, sono partite delle bordate contro l’assessore. La sintesi dei loro interventi è di fatto questa: «Siamo davanti a una palese ed evidente incapacità politica nel programmare e gestire la spesa. Sono stati commessi alcuni clamorosi errori che certo non possono essere scaricati su dirigenti, funzionari e impiegati. Esiste una responsabilità diretta dell’assessore. Non ha controllato come avrebbe dovuto ed è lui il primo e unico responsabile di questo naufragio che non è solo nei numeri. È soprattutto un fallimento politico anche perché tutte le sue leggi sono state finora impugnate dal Governo. Ebbene sì, Sanna dovrebbe dimettersi. Faccia un passo indietro, la sua presenza in Giunta non è più sostenibile neanche per il centrodestra che, in diverse occasioni, gli ha fatto capire di non essere molto gradito». Ma il diretto interessato è rimasto al suo posto, com’era scontato che fosse.

La replica. Non solo l’assessore ha ribattuto alle accuse in presa diretta, è stata l’intera maggioranza a fargli da scudo dall’inizio alla fine del dibattito-processo. A cominciare dai sardisti Stefano Schirru, presidente della commissione bilancio, e dal capogruppo Franco Mula. Fanno parte dello stesso partito di Sana e quindi sono stati loro i primi ad alzarsi. Poi è sceso in campo anche Angelo Cocciu, Forza Italia, e, al momento del voto, hanno fatto lo stesso tutti i consiglieri del centrodestra presenti in aula. Il loro sì a favore della legge è stato compatto. Nella replica prima della conta decisiva, Sanna aveva detto: «Non permetto a nessuno di mettere in dubbio l’onestà e le capacità dei dirigenti dell’assessorato. Non permetto a nessuno di adombrare sospetti sul mio senso del dovere e neanche sulla mia responsabilità. Io cose brutte non ne ho fatto e tanto meno le farò. Chi, al di là della polemica, volesse approfondire la storia di ogni debito, troverà tutti i documenti e gli atti che attestano la bontà delle nostre decisioni. Non spetta certo a voi dell’opposizione processarmi. Del mio operato devo rispondere solo alla maggioranza che mi ha nominato e ai sardi». Poco prima era stato il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ad alzare la guardia: «Le sorti dell’assessore Sanna non spettano di sicuro a questo Consiglio. Se ritenete che qualcuno abbia sbagliato – ha aggiunto rivolto alle opposizioni – allora andate pure alla Corte dei conti ma in quest’Aula nessuno di noi è disponibile a seguirvi su una mozione, neanche palese, che vorrebbe sfiduciare l’assessore». Così è stato, grazie a ben dieci voti di vantaggio sugli avversari. (ua)

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