La Nuova Sardegna

Complottismo di ieri, paure di sempre

di Andrea Arru
Complottismo di ieri, paure di sempre

Virus e altro: esiste un ponte tra presente e passato in tema di trasmissione e diffusione delle notizie e dei loro contenuti 

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Teorie seducenti e fake news che come nel passato si diffondono nel mondo contemporaneo Anche se siamo abituati a pensare che si tratti di un fenomeno nato negli ultimi anni, il complottismo ha, invece, radici lontane, persino nel mondo classico.

La lettura della realtà in chiave complottista è un fenomeno che, già presente nella storia, ultimamente si è dilatato sempre più, proprio in seguito alla pandemia da Covid-19.

Secondo le teorie complottiste, nel caso del Coronavirus, i poteri occulti, attraverso la pandemia ed i vaccini, vorrebbero decimare la popolazione mondiale.

Inoltre, le teorie del complotto cercano di spiegare perché sia scoppiata la pandemia e chi ne tragga un vantaggio, principalmente economico.

Il ruolo dei social media è fondamentale nell amplificare, diffondere ed alimentare i meccanismi delle teorie del complotto dei “poteri forti”. Esiste un ponte tra il presente e il passato, in tema di trasmissione e diffusione delle notizie e dei loro contenuti. Pertanto, non deve stupire il collegamento con la “fama” virgiliana (Libro IV dell’Eneide), personificazione allegorica delle dicerie.

Anche ai nostri giorni, la “fama” è un mostro alato, orrendo, capace di spostarsi con grande velocità, dotato di innumerevoli occhi, orecchie e lingue ( per vedere, sentire e diffondere le notizie).

Infatti, vedendo la velocità con cui oggi si diffondono, soprattutto grazie ai social, le notizie false insieme a quelle vere, la odierna propagazione di voci di complotti mondiali, da parte dei “poteri forti”, sulla pandemia da coronavirus o sui vaccini anti Covid, confermano l’attualità del mondo antico. Ieri come oggi le notizie vere si mescolano alle false, corrono veloci di bocca in bocca e creano delle “verità” che affascinano e seducono, ma contemporaneamente ingannano e illudono.

Così, nel testo epico “Canti ciprii”, del IV secolo a.C., si racconta che Zeus volesse distruggere i mortali perché troppo numerosi; nel poema babilonese “Atraha”, del XVII a.C., si dice che il dio Enil volesse decimare gli uomini perché producevano troppo rumore sulla terra. Anche Cassio Dione, storico e senatore del II, III secolo d.C. racconta di occulte manovre contro gli uomini attraverso aghi intrisi di veleno.

È dunque vero che gli uomini, di fronte al fascino di certe dicerie, non hanno confini né di tempo, né di spazio.

Anche con la pandemia da coronavirus abbiamo assistito ad un aumento esponenziale di teorie del complotto dannose e fuorvianti, diffuse a velocità vertiginose.

Sembrerebbe che il passato non riguardi le odierne teorie complottiste sul Covid, ma, come nell’antichità, anche oggi le teorie cospirazioniste nascono in risposta a situazioni di paura e incertezza e sono legate all’apprensione sul futuro.

Quando le emozioni degli uomini, soprattutto quelle negative, prendono il sopravvento sulla parte razionale, si finisce per essere più facilmente vulnerabili alle teorie complottiste.

Allora, cresce il sentimento di impotenza, la sfiducia nei confronti delle autorità, delle istituzioni, e si cercano dei capri espiatori su cui riversare la colpa, il panico e il malcontento.

Andrea frequenta il liceo Azuni a Sassari

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