La Nuova Sardegna

Contro i furbetti è giusto intensificare i controlli Sarebbe sbagliato invece eliminare il contributo soprattutto ora che i poveri sono aumentati 

Il sussidio è una conquista: riduce le distanze e unisce il Paese

di Andrea Ruzzeddu
Il sussidio è una conquista: riduce le distanze e unisce il Paese

Sono convinto che la soluzione non sia estirpare il “problema” alla radice ma che sarebbe più intelligente intensificare i controlli per l’accesso, verificando i diritti all’erogazione del contributo....

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Sono convinto che la soluzione non sia estirpare il “problema” alla radice ma che sarebbe più intelligente intensificare i controlli per l’accesso, verificando i diritti all’erogazione del contributo.

È chiaro che allo stato attuale delle cose, il reddito di cittadinanza risulta essere per molti una perdita di denaro e una operazione finanziaria che alimenta un maxi-saccheggio. Ma bisogna tenere conto che tagliando il sussidio, migliaia e migliaia di italiani si ritroverebbe in una condizione di grave povertà. E lo Stato, che ha il dovere di assistere i propri cittadini, questo non può permetterlo. D’altronde, tolti gli Aladdin che si aggirano qua e là per l’Italia, a tutti coloro che richiedono di entrare nel programma del reddito vengono fatte tre proposte di lavoro delle quali una va necessariamente accettata, in caso contrario si perdono i privilegi del meccanismo. Stringere ulteriormente sulle regole e sui controlli consentirebbe di stanare i furbi e mantenere una misura che ai tempi dell’approvazione generò molto ottimismo perché sinonimo di progresso: "La Germania lo aveva già prima di noi" – si disse – come se lo Stato più potente dell'Unione Europea fosse simbolo di modernità. E ora tutta questa "esterofilia" viene meno perché si ha paura degli imbroglioni? Si ha mai avuto paura degli imbroglioni? No, semplicemente si è lasciato che continuassero a prendere in giro le persone oneste. L'unica differenza è che spesso quegli imbroglioni erano figure di rilievo nel panorama italiano o comunque con una certa influenza sul nostro Paese, perciò erano intoccabili.

Invece i poveri e i bisognosi, leali nei confronti degli altri concittadini, contano poco e dunque è più facile per qualcuno pensare di abbandonarli al loro destino. Uno scenario che mette i brividi perché cancella il concetto di solidarietà sociale, di sostegno a chi resta indietro e ha bisogno più degli altri di essere aiutato per mettersi al passo.

Il Reddito di cittadinanza – pur con le dovute modifiche doverose proprio per evitare truffe ed elargizione di contributi non necessari – deve restare perché è una conquista: si tratta infatti di uno strumento di sostentamento ed inclusione per tutti i cittadini italiani, importante soprattutto ora che il livello di disoccupazione è salito dato il recente periodo di pandemia. Come tutte le altre manovre fiscali, economiche e sociali, anche questa aiuterà l'Italia a ritornare come quella di un tempo.

Andrea frequenta il Liceo Classico Europeo Canopoleno di Sassari

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