Niente più campioni al laboratorio di Nuoro
di Simonetta Selloni
L’attività di sequenziamento si è bloccata nonostante le ottime capacità dimostrate nell’emergenza
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Nella provincia di Nuoro si registra il più alto numero di nuovi contagi da Covid, ma la ricerca della variante Omicron, isolata a Sassari su un passeggero di ritorno dal Sudafrica, non si esegue. Questo nonostante un anno fa, il sequenziamento dell’intero genoma del Covid sia stato individuato, per la prima volta nell’isola, dal team composto dal laboratorio di Biologia del reparto Ematologia con il laboratorio Covid del San Francesco di Nuoro. Una scoperta di assoluto rilievo scientifico, finita, sotto il nome di “Sardinia Nuoro”, nella banca dati del Ncbi, il National Center for Biotechnology Information, Centro Nazionale per le Informazioni Biotecnologiche, la bibbia per le pubblicazioni sullo studio del genoma. Lo stesso asse Ematologia-Covid ha successivamente sequenziato la variante Delta. Ma da mesi al laboratorio di biologia molecolare dell’Ematologia non arrivano più campioni da sequenziare. Un blocco incomprensibile, tanto più in un momento in cui lo stesso Istituto superiore della Sanità, che ha incluso Nuoro nella rete di sorveglianza sulla prevalenza e distribuzione delle varianti di SARS-CoV-2, chiede l’intensificazione della ricerca sulla mutazione Omicron. Nei report dell’Iss sono costantemente presenti i responsabili dei due laboratori del San Francesco: Giovanna Piras per l’Ematologia (di cui è responsabile Angelo Palmas) e Giuseppe Mameli per il laboratorio Covid, affidato a Maria Cristina Garau. Il punto allora è: nella provincia di Nuoro non c’è la variante Omicron semplicemente perché nessuno la cerca? A meno che i campioni da analizzare non vengano inviati all’Aou di Sassari, al cui laboratorio è agganciato il team nuorese – che non ha ricevuto l’accreditamento nonostante lo abbia chiesto –. Se così fosse, ci si troverebbe davanti a una diseconomia: trasferire i campioni altrove, disponendo Nuoro di professionalità scientifiche e disponibilità di attrezzature all’altezza del sequenziamento, che peraltro ha portato avanti per mesi. L’alternativa è che questa ricerca non venga compiuta affatto. Un fatto è certo: al San Francesco i campioni non si sequenziano più.
Della vicenda si dice ignara la commissaria dell’Assl Gesuina Cherchi, già nominata commissaria al Covid (ma lo è ancora?). Non fornisce spiegazioni la direttrice del presidio Grazia Cattina, che indica come laboratori accreditati per il sequenziamento dall’assessorato regionale alla Sanità Cagliari (Aou) e Sassari (Aou). Sul fatto che a Nuoro sia arrivato un veto da parte dell’Ats non ci sono dichiarazioni ufficiali, e allora non si spiega perché si sia bloccato un meccanismo assolutatmente virtuoso.
La Sardegna, in tema di sequenziamento, è la regione più performante del Paese con il 15 per cento (fonte Regione) contro la media ritenuta necessaria del 5 per cento. In questa ottica, il lavoro del laboratorio di Biologia dell’Ematologia con i biologi del Laboratorio Covid di Nuoro verrebbe inquadrato come un surplus. Trascurando il fatto che la casistica ha bisogno di numeri, come il Covid insegna e l’Istituto superiore di sanità richiede. Il lavoro di ricerca compiuto all’ospedale di Nuoro, andato al di là della diagnositca, è patrimonio della comunità scientifica, e quindi non si vede come possa essere considerato “eccedente” anche davanti alle statistiche. In ogni caso, è in preparazione la delibera dell’assessorato regionale alla Sanità che prevede la formalizzazione della rete dei laboratori accreditati, nella quale sarebbe compreso anche il San Francesco di Nuoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Della vicenda si dice ignara la commissaria dell’Assl Gesuina Cherchi, già nominata commissaria al Covid (ma lo è ancora?). Non fornisce spiegazioni la direttrice del presidio Grazia Cattina, che indica come laboratori accreditati per il sequenziamento dall’assessorato regionale alla Sanità Cagliari (Aou) e Sassari (Aou). Sul fatto che a Nuoro sia arrivato un veto da parte dell’Ats non ci sono dichiarazioni ufficiali, e allora non si spiega perché si sia bloccato un meccanismo assolutatmente virtuoso.
La Sardegna, in tema di sequenziamento, è la regione più performante del Paese con il 15 per cento (fonte Regione) contro la media ritenuta necessaria del 5 per cento. In questa ottica, il lavoro del laboratorio di Biologia dell’Ematologia con i biologi del Laboratorio Covid di Nuoro verrebbe inquadrato come un surplus. Trascurando il fatto che la casistica ha bisogno di numeri, come il Covid insegna e l’Istituto superiore di sanità richiede. Il lavoro di ricerca compiuto all’ospedale di Nuoro, andato al di là della diagnositca, è patrimonio della comunità scientifica, e quindi non si vede come possa essere considerato “eccedente” anche davanti alle statistiche. In ogni caso, è in preparazione la delibera dell’assessorato regionale alla Sanità che prevede la formalizzazione della rete dei laboratori accreditati, nella quale sarebbe compreso anche il San Francesco di Nuoro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
