La Nuova Sardegna

Si dimettono sette medici: «Non ce la facciamo più»

di Giusy Ferreli
Si dimettono sette medici: «Non ce la facciamo più»

Nuoro, al pronto soccorso del San Francesco protesta per la carenza di organico L’ospedale rischia di perdere un servizio fondamentale per l’intera Barbagia

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NUORO. “Dimissioni immediate con decorrenza 21 dicembre, senza preavviso per giusta causa”. Dietro la comunicazione in perfetto burocratese, inviata ai vertici di Ats e Assl, c’è il gesto senza precedenti dei sette dirigenti medici in forza al pronto soccorso del San Francesco di Nuoro. Gesto che apre la strada scenari catastrofici. La bomba è deflagrata in tutta la sua potenza l’altro ieri sera, quando, sulla scrivania della commissaria straordinaria della Assl di Nuoro, Gesuina Cherchi, è arrivata la pec con la quale gli operatori preannunciavano le dimissioni in blocco.

Una comunicazione che riporta con chiarezza al nocciolo della questione: la cronica mancanza di personale. Se non si dovessero individuare a stretto giro di posta le soluzioni concrete invocate più volte per ridurre i carichi di lavoro estenuanti e al centro di svariate segnalazioni, i medici rinunceranno al proprio posto di lavoro e il pronto soccorso chiuderà le porte ai pazienti, con ripercussioni devastanti per la sanità nuorese e del centro Sardegna. I prodromi di quello che sta capitando in queste ore in un San Francesco orfano di specialisti e primari, ad onor del vero, c’erano già tutti. Non è un mistero per nessuno che il 13 dicembre l’unità operativa, chiamata a farsi carico della media di un’ottantina di accessi nel corso delle 24 ore e retta da un direttore facente funzioni, perderà ulteriori due unità. Si tratta di un medico della Croce rossa assunto a termine con un contratto Covid e uno specialista trasferito al servizio di Endoscopia su disposizione della magistratura.

Rimarrebbero, dunque, appena sette medici a fronte dei diciotto previsti dalla pianta organica, due dei quali con limitazioni contrattuali. Quelli stessi medici, destinati alla prima linea in numero insufficiente, si sono rivolti ai vertici dell’area e alla direzione dell’ospedale, che, segnalato lo stato delle cose nel frattempo ha indetto una mobilità interna al presidio per verificare la possibilità (remota) che altri specialisti possano lasciare le unità operativa di appartenenza per rinforzare i ranghi ridottissimi del servizio di emergenza-urgenza.

Alla radicale presa di posizione dei sette professionisti potrebbe aver contributo anche la delibera con la quale l'azienda unica guidata da Massimo Temussi ha disposto il comando temporaneo al Brotzu e al Policlinico di sette medici in servizio al pronto soccorso Santissima Trinità, attualmente chiuso per ristrutturazione. Cosa succederà da qui al 21 dicembre è difficile da prevedere. Negli uffici di via Demurtas, intanto, è corsa contro il tempo per scongiurare una chiusura annunciata. «Ho avuto modo di leggere solo nella tarda serata di martedì la nota con l'annuncio delle dimissioni. Mi sono già attivata per trovare una soluzione» sono le lapidarie parole della commissaria Cherchi. Che ora dovrà garantire con tutti i mezzi la prosecuzione dell'attività del pronto soccorso, pena la mobilitazione di un territorio che non si arrende al depotenziamento del San Francesco.

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