Linea dura dei liquidatori: licenziamenti confermati
di Marco Bittau
Lettere “congelate” sino al 17: si spera nel tavolo di crisi interministeriale
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OLBIA. Corre dritta verso il baratro la vertenza Air Italy. Con l’ennesima fumata nera ieri a Roma si è chiusa senza accordo la procedura di licenziamento collettivo dei 1.322 lavoratori ancora nella pianta organica della compagnia aerea. Male, malissimo, e la battaglia sarebbe anche finita qui, ma c’è ancora uno spiraglio, seppur ipotetico: per una sorta di gentlemen agreement tra le parti le lettere di licenziamento non saranno ancora spedite, almeno fino al 17 dicembre. Per mercoledì, due giorni prima, infatti, è stato convocato un “tavolo di crisi” con la partecipazione di tre ministeri (Sviluppo economico, Lavoro, Infrastrutture e Mobilità), praticamente mezzo Governo. Sarà uno vero spiraglio solo se la politica – quella nazionale e quella regionale – farà sentire la sua voce (cosa che non ha fatto sinora) di fronte al muro impenetrabile dietro cui sono trincerati i due liquidatori, Enrico Laghi e Franco Lagro. Così, già da ieri, le diplomazie hanno iniziato a lavorare, proprio mentre rientravano mestamente a casa i lavoratori – almeno un centinaio – che a Roma hanno presidiato la sede del Mise durante l’incontro.
Naturalmente, parlare di gentlemen agreement con i due inflessibili liquidatori è a dir poco un eufemismo. Pochi ci credono e, infatti, i rappresentanti sindacali sono furibondi per l’esito della procedura. «Posizione assurda, senza precedenti – dice il segretario della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu – è stato convocato il tavolo interministeriale per valutare il prolungamento della cassa integrazione, non è accettabile che l'azienda continui imperterrita a voler licenziare nonostante l'impegno dei ministri a cercare una soluzione. Ed è una presa in giro la concessione di non inoltrare le lettere di licenziamento prima del 17 dicembre».
Durissima anche la reazione di Marco Bardini dell’Anpav: «L'atteggiamento dei liquidatori è uno sgarbo istituzionale e un accanimento verso i lavoratori. Nonostante le pressioni di sindacati e istituzioni, i liquidatori hanno chiuso negativamente la procedura di licenziamento collettivo. Intervenga il ministero degli Esteri dato che gli azionisti Qatar e Akfed hanno importanti interessi bilaterali con lo Stato italiano».
In pratica, possono partire le lettere di licenziamento, mentre il governo sta predisponendo, pur in ritardo, un quadro normativo che tuteli i lavoratori di Air Italy quanto quelli di Alitalia, con gli ammortizzatori sociali che potrebbero essere erogati senza oneri per l'azienda.
Anche la Uiltrasporti chiama in causa la proprietà: «L'atteggiamento scellerato e privo di qualsiasi sensibilità nei confronti di 1320 lavoratori e delle loro famiglie denota la totale mancanza di rispetto dei soci proprietari di Air Italy, Qatar e Akfed, nei confronti del Governo e delle istituzioni italiane – dice la segretaria territoriale Elisabetta Manca –. A questo punto serve un intervento forte e immediato del Governo per scongiurare il licenziamento dei lavoratori». Dello stesso avviso l’Ugl, che annuncia di aver «rigettato l'esito della procedura e richiamato gli azionisti all'enorme responsabilità della loro decisione, con drammatiche conseguenze sociali e sul tessuto economico di territori già provati dalla crisi». «Serve un tavolo con il coinvolgimento in prima persona dei ministri Giorgetti, Giovannini e Orlando, colpevolmente assenti durante la vertenza – aggiunge la Fit Cisl – non accetteremo questa macelleria sociale».
Dal fronte sindacale a quello politico, non cambiano le reazioni, tutte nel segno dell’amarezza. «Siamo profondamente delusi – parole dell'assessora al Lavoro e vice presidente della giunta regionale, Alessandra Zedda – non possiamo lasciare che questa vertenza si chiuda senza una tutela dei posti di lavoro. L'auspicio è che si possa arrivare a una soluzione per lo stop dei licenziamenti ma ci auguriamo anche che si possa costruire il percorso per la proroga della cassa integrazione e per il reinserimento al lavoro di tutti i dipendenti».
Dal fronte dell’opposizione il Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd: «Le speranze di prolungare la cassa integrazione sono sempre più ridotte al lumicino. Il presidente della Regione prenda finalmente in mano la situazione, incontri urgentemente la proprietà e chieda al Mise, e al ministro Giorgetti in particolare, di assumere un impegno palpabile affinché la vertenza venga trattata con pari dignità rispetto ad altre del trasporto aereo nazionale. Non si può più perdere tempo ed è essenziale che le istituzioni nazionali e regionali esercitino un'attività di moral suasion e creino gli strumenti normativi che pongano la proprietà nelle condizioni di non potersi opporre alla proroga della cassa integrazione».
Infine il Parlamento, con una raffica di commenti bipartisan. «Ho dato la disponibilità a partecipare all’incontro del 15 dicembre. Il Mise, con gli strumenti attualmente a disposizione, non farà mancare il suo sostegno», ha detto la vice ministra Alessandra Todde (M5s). «Nel trasporto aereo si sta registrando da tempo una drammatica emorragia di posti di lavoro – così Gavino Manca, deputato dem – il presidente Draghi scenda in campo, coordinando un tavolo comune per sostenere la prosecuzione degli ammortizzatori sociali oltre il 31 dicembre e per avviare una riflessione generale sull'argomento». «Da due anni, aspetto risposta dal ministero dei Trasporti per trattare la vertenza Air Italy come quella di Alitalia, ma né il Governo Conte né quello Draghi hanno mai risposto – incalza Salvatore Deidda, deputato Fdi – Il Governo abbia il coraggio di venire in aula per affrontare questo dramma sociale». «Evidentemente per Giorgetti e Giovannini tra i lavoratori delle compagnie aeree ci sono figli e figliastri – accusa la presidente della commissione Lavoro, Romina Mura (Pd) – altrimenti non si spiega il totale disinteresse mostrato finora per la sorte del personale Air Italy. All'ultimo minuto si è alzata la Regione Sardegna che ha trovato ascolto ancora una volta al ministero del Lavoro, ma non si mostri stupore oggi, perché abbiamo chiesto più volte un intervento istituzionale del presidente Solinas, che continua a tacere». Infine il deputato Nardo Marino (M5s): «Mi auguro che il ministro Orlando, al quale ho rivolto una specifica interrogazione, dia risposte a breve sulle effettive possibilità di proroga della Cig, così da avere un quadro meno confuso della situazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Naturalmente, parlare di gentlemen agreement con i due inflessibili liquidatori è a dir poco un eufemismo. Pochi ci credono e, infatti, i rappresentanti sindacali sono furibondi per l’esito della procedura. «Posizione assurda, senza precedenti – dice il segretario della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu – è stato convocato il tavolo interministeriale per valutare il prolungamento della cassa integrazione, non è accettabile che l'azienda continui imperterrita a voler licenziare nonostante l'impegno dei ministri a cercare una soluzione. Ed è una presa in giro la concessione di non inoltrare le lettere di licenziamento prima del 17 dicembre».
Durissima anche la reazione di Marco Bardini dell’Anpav: «L'atteggiamento dei liquidatori è uno sgarbo istituzionale e un accanimento verso i lavoratori. Nonostante le pressioni di sindacati e istituzioni, i liquidatori hanno chiuso negativamente la procedura di licenziamento collettivo. Intervenga il ministero degli Esteri dato che gli azionisti Qatar e Akfed hanno importanti interessi bilaterali con lo Stato italiano».
In pratica, possono partire le lettere di licenziamento, mentre il governo sta predisponendo, pur in ritardo, un quadro normativo che tuteli i lavoratori di Air Italy quanto quelli di Alitalia, con gli ammortizzatori sociali che potrebbero essere erogati senza oneri per l'azienda.
Anche la Uiltrasporti chiama in causa la proprietà: «L'atteggiamento scellerato e privo di qualsiasi sensibilità nei confronti di 1320 lavoratori e delle loro famiglie denota la totale mancanza di rispetto dei soci proprietari di Air Italy, Qatar e Akfed, nei confronti del Governo e delle istituzioni italiane – dice la segretaria territoriale Elisabetta Manca –. A questo punto serve un intervento forte e immediato del Governo per scongiurare il licenziamento dei lavoratori». Dello stesso avviso l’Ugl, che annuncia di aver «rigettato l'esito della procedura e richiamato gli azionisti all'enorme responsabilità della loro decisione, con drammatiche conseguenze sociali e sul tessuto economico di territori già provati dalla crisi». «Serve un tavolo con il coinvolgimento in prima persona dei ministri Giorgetti, Giovannini e Orlando, colpevolmente assenti durante la vertenza – aggiunge la Fit Cisl – non accetteremo questa macelleria sociale».
Dal fronte sindacale a quello politico, non cambiano le reazioni, tutte nel segno dell’amarezza. «Siamo profondamente delusi – parole dell'assessora al Lavoro e vice presidente della giunta regionale, Alessandra Zedda – non possiamo lasciare che questa vertenza si chiuda senza una tutela dei posti di lavoro. L'auspicio è che si possa arrivare a una soluzione per lo stop dei licenziamenti ma ci auguriamo anche che si possa costruire il percorso per la proroga della cassa integrazione e per il reinserimento al lavoro di tutti i dipendenti».
Dal fronte dell’opposizione il Giuseppe Meloni, consigliere regionale Pd: «Le speranze di prolungare la cassa integrazione sono sempre più ridotte al lumicino. Il presidente della Regione prenda finalmente in mano la situazione, incontri urgentemente la proprietà e chieda al Mise, e al ministro Giorgetti in particolare, di assumere un impegno palpabile affinché la vertenza venga trattata con pari dignità rispetto ad altre del trasporto aereo nazionale. Non si può più perdere tempo ed è essenziale che le istituzioni nazionali e regionali esercitino un'attività di moral suasion e creino gli strumenti normativi che pongano la proprietà nelle condizioni di non potersi opporre alla proroga della cassa integrazione».
Infine il Parlamento, con una raffica di commenti bipartisan. «Ho dato la disponibilità a partecipare all’incontro del 15 dicembre. Il Mise, con gli strumenti attualmente a disposizione, non farà mancare il suo sostegno», ha detto la vice ministra Alessandra Todde (M5s). «Nel trasporto aereo si sta registrando da tempo una drammatica emorragia di posti di lavoro – così Gavino Manca, deputato dem – il presidente Draghi scenda in campo, coordinando un tavolo comune per sostenere la prosecuzione degli ammortizzatori sociali oltre il 31 dicembre e per avviare una riflessione generale sull'argomento». «Da due anni, aspetto risposta dal ministero dei Trasporti per trattare la vertenza Air Italy come quella di Alitalia, ma né il Governo Conte né quello Draghi hanno mai risposto – incalza Salvatore Deidda, deputato Fdi – Il Governo abbia il coraggio di venire in aula per affrontare questo dramma sociale». «Evidentemente per Giorgetti e Giovannini tra i lavoratori delle compagnie aeree ci sono figli e figliastri – accusa la presidente della commissione Lavoro, Romina Mura (Pd) – altrimenti non si spiega il totale disinteresse mostrato finora per la sorte del personale Air Italy. All'ultimo minuto si è alzata la Regione Sardegna che ha trovato ascolto ancora una volta al ministero del Lavoro, ma non si mostri stupore oggi, perché abbiamo chiesto più volte un intervento istituzionale del presidente Solinas, che continua a tacere». Infine il deputato Nardo Marino (M5s): «Mi auguro che il ministro Orlando, al quale ho rivolto una specifica interrogazione, dia risposte a breve sulle effettive possibilità di proroga della Cig, così da avere un quadro meno confuso della situazione».
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