La Nuova Sardegna

Eminas, nei vigneti comandano le donne

di Silvia Sanna
Eminas, nei vigneti comandano le donne

Dal padre alle figlie: la sfida delle tre sorelle Melis a Mamoiada Premiate da Coldiretti per il loro coraggio e la capacità di innovare 

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SASSARI. Ci sono un padre orgoglioso e tenace, una madre attenta nel crescere le sue tre figlie, ci sono nonni che hanno insegnato e tramandato i valori sani della semplicità e della condivisione. Ci sono tre donne fiere di appartenere a una famiglia così, che ogni passo avanti si portano dietro quello che hanno alle spalle. Si chiamano Emanuela, Maria Antonietta e Roberta Melis, hanno 38, 37 e 31 anni e i ricordi più belli della loro infanzia e adolescenza hanno il profumo del cannonau, dell’uva appena tagliata, della carne sulla griglia e della grande tavola apparecchiata. Là, di fronte ai filari, 9 ettari che si distendono alla periferia di Mamoiada, dove è nata e dove cresce l’azienda Eminas, femmine: è questo il nome della cantina e del primo vino, Cannonau in purezza, nato nel 2015 e che su ogni bottiglia ricorda questa storia densa di tradizione e di legami forti. «Nel logo io e le mie sorelle abbiano unito le nostre impronte digitali all’interno di un volto di donna di profilo – dice Roberta Melis – . È quello di nonna Sebastiana, la mamma di nostra madre, che ci ha donato il primo vigneto oggi antico di 100 anni. Una donna eccezionale che ha sempre guardato avanti superando le difficoltà». Una forza ereditata dalle Eminas Melis, insieme a un senso di appartenenza che le ha spinte a restare a Mamoiada, dove sono cresciute, e soprattutto a non disperdere il patrimonio di saperi creato dal nonno Gonario e dal padre Antonino. «Un giorno un viticoltore della zona ha chiesto a nostro padre di vendergli i terreni: “Tanto tu hai 3 femmine, non hai un figlio maschio a occuparsi dell’azienda”. E invece no, i terreni mio padre non li ha venduti e siamo io e le mie sorelle a portare avanti l’azienda, con l’indispensabile aiuto di babbo, fondamentale, una garanzia per noi». «Io ho tentato di dissuaderle – dice Antonino – ero preoccupato perché quello del vino resta un mondo prevalentemente maschile. Ora sono felice e orgoglioso». Un paio di settimane fa Antonino ha avuto l’ennesima conferma che la sua azienda è in ottime mani: le sue ragazze hanno ricevuto il premio Feminas 2021 assegnato da Coldiretti a 8 donne che si sono distinte in diversi settori. Le sorelle Melis hanno vinto il premio della sezione Agricoltura perché “viticoltrici di successo – si legge nella targa – che hanno scelto di fare impresa agricola nel loro territorio rompendo con coraggio il cliché di un lavoro tutto al maschile”. «Quando ci siamo ritrovate sul palco, dopo avere ascoltato le storie di donne straordinarie – racconta Roberta – ci siamo sentite onorate. Noi siamo persone “normali”, non ci sembrava di avere fatto qualcosa di eccezionale se non portare avanti la tradizione di famiglia. Se non avessimo avuto basi e sostegno sarebbe stato impossibile, noi ci abbiamo messo passione, coraggio e incoscienza». Quell’incoscienza che ha portato le sorelle Melis a rinnovare l’attività: «Nostro padre conferiva l’uva raccolta, noi abbiamo deciso anche di imbottigliare, di fare il nostro vino. E di farlo a modo nostro». L’uva infatti è in regime biologico, le medicazioni chimiche sono bandite, «usiamo solo zolfo ramato – spiega Roberta – accettando il rischio di gravi danni alla produzione causati dalle malattie o dalle bizze climatiche. Per fortuna nostro padre controlla la vigna in maniera quasi maniacale. La vendemmia è fatta tutta manualmente, dopo la raccolta – 200 quintali quest’anno – facciamo una selezione accurata. Solo la parte migliore va alla vinificazione. Siamo esigenti, vogliamo l’eccellenza». La lavorazione dura due anni, ora è in commercio Eminas del 2019, prodotto in 9mila bottiglie: si trova nelle enoteche, nei ristoranti selezionati e online per i privati. La new entry di casa Melis è Izza (figlia) rosato di 13 gradi, uno e mezzo in meno di Eminas. «Izza è il vino dei miei sogni, l’ho dedicato a mia figlia Elisabetta». Roberta ha anche un altro figlio, Antonio, nato un anno fa: è lui il primo maschio in una famiglia popolata da Eminas.

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