l’iniziativa “riabitare la sardegna”
Una nuova vita per le aree rurali e periferiche
SASSARI. Si chiama “Riabitare la Sardegna” e rappresenta una possibilità di nuovo sviluppo per le aree rurali dell’isola, per i paesi (tanti) che da decenni vivono una condizione di abbandono. Da una...
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SASSARI. Si chiama “Riabitare la Sardegna” e rappresenta una possibilità di nuovo sviluppo per le aree rurali dell’isola, per i paesi (tanti) che da decenni vivono una condizione di abbandono. Da una parte i centri delle zone interne, impoveriti, svuotati, inseriti in mega progetti – come i Piani di rinascita – fallimentari. Dall’altra i paesi della Costa, molti dei quali trasformati in villaggi vacanze, privati di una identità. I borghi chiedono da tempo progettazione, visione, idee di futuro. A questo scopo è nata “Riabitare la Sardegna”. Una iniziativa - che si ripeterà ogni anno - dedicata all’incontro tra le Comunità locali (comuni, organizzazioni terzo settore, imprese, cittadini), la comunità degli investitori e degli innovatori. L’obiettivo è mettere a confronto idee e contenuti per offrire nuove occasioni alle aree rurali e periferiche, anche in relazione alle opportunità del Pnrr. Il primo appuntamento “Riabitare la Sardegna” è una due giorni, che si concluderà oggi negli spazi della Manifattura Tabacchi di Cagliari. Nella prima giornata il meeting condotto dalla giornalista televisiva Maria Gabriella Capparelli, TG1 Rai, ha dato la possibilità di raccontare progetti di transizione verde e digitale. Oggi è la giornata della formazione: “Esercizi di Futuro – Tre orizzonti”, è un corso tenuto da docenti, durante il quale si legge il presente in ragione delle scelte passate e si guarda al futuro. Parteciperanno 25 persone tra cittadini, studenti e professionisti. A fine gennaio si terrà il meeting conclusivo dal titolo “Finanza e finanza d’impatto per i progetti di sviluppo locale”. Soggetto organizzatore dell’iniziativa è Badde Salighes 1879, associazione di promozione sociale: «Da anni lavoriamo a progetti di sostegno allo sviluppo sociale ed economico nei territori marginali – spiega Sandro Murtas, presidente dell’Aps – crediamo che senza lo sviluppo dei paesi la stessa tenuta sociale, ambientale ed economica sia compromessa. Non a caso la nostra sede è a Badde Salighes, villaggio montano in provincia di Nuoro costruito alla fine del 1800 dall’ingegnere gallese Benjamin Piercy e dai suoi figli. Migliorare la vivibilità delle aree rurali è possibile, ma sono necessari investimenti e infrastrutture tecnologiche, non cattedrali ed edifici abbandonati nel deserto». (si. sa.)
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