«Il basket è anche solidarietà»
di Gianna Zazzara
Tanti i progetti realizzati, dal Banco Alimentare alla raccolta fondi per l’emergenza Covid
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SASSARI. «Prima che atleti siamo uomini». Con quest’idea il presidente della Dinamo Stefano Sardara ha dato vita, dieci anni fa, alla omonima Fondazione. «Il basket non è solo business, è anche solidarietà», ha detto aprendo ieri la cerimonia per celebrare i primi dieci anni della Fondazione. Con lui, nella sala convegni della sede del Banco di Sardegna, il presidente della Fondazione Dinamo Antonio Tilocca e il direttore generale del Banco di Sardegna, sponsor da oltre trent’anni al fianco della Dinamo dentro e fuori dal parquet, Giuseppe Cuccurese.
«L’obiettivo era quello di dare vita a un circuito positivo per restituire parte dell’energia e del sostegno che veniva ricevuto dal territorio – ha ricordato Sardara –. Facciamo fatica a ricordare tutte le iniziative che sono state fatte, dall’aiuto alla prima alluvione a Olbia, dove siamo andati insieme ai tifosi a spalare il fango, alla campagna di sensibilizzazione all’alimentazione consapevole per gli adolescenti. Tra le ultime, la raccolta fondi per gli incendi che questa estate hanno colpito la nostra terra».
A dare una mano alla Fondazione molti personaggi dello spettacolo. È grazie a loro (da Elisabetta Canalis a Geppi Cucciari a Melissa Satta) che l’anno scorso la Fondazione ha raccolto un milione e mezzo di euro per aiutare gli ospedali sardi in piena emergenza Covid.
«Ognuno, di fronte a quello che succede, può decidere cosa fare, può scegliere se aiutare gli altri, se stare dalla loro parte», ha detto Sardara. E la Dinamo ha scelto da che parte stare. Grandi protagonisti i giocatori della Dinamo che in questi anni hanno incontrato i bambini nelle scuole, abbracciato i più piccoli ricoverati negli ospedali, sostenuto chi doveva affrontare malattie difficili. «I giocatori hanno capito l’importanza dell’attività della Fondazione – ha continuato Sardara– . D’altronde sanno bene che quando decidono di venire a giocare a Sassari non si tratta solo di sport».
Per festeggiare il decennale ieri è intervenuto in diretta video Filippo Tortu, oro olimpico a Tokyo. «Quando Sardara mi ha proposto di fare il testimonial della Fondazione ho accettato subito, è bellissimo vedere tanta generosità», ha detto commosso.
Tanti i ringraziamenti alla Fondazione Dinamo. Dalle istituzioni (il presidente del consiglio regionale Michele Pais, l’assessora ai lavori pubblici del comune di Sassari Rossana Arru, il delegato del rettore dell’università di Sassari Antonio Usai) ai rappresentanti delle associazioni (padre Salvatore Morittu fondatore del Mondo X, Maria Francesca Maniga della rete Dafne, Adriano Mangoni, referente del progetto One Team nel carcere di Alghero). Un ringraziamento speciale dal professor Salvatore Rubino, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Aou di Sassari: «Se abbiamo sequenziato la variante omicron dobbiamo dire grazie alla Fondazione Dinamo». Che è «un motivo di orgoglio per tutta l’isola», ha sottolineato Giuseppe Cuccurese. «La Dinamo c’è e ci sarà sempre ma è solo con il contributo di tutti che si può veramente fare la differenza», ha concluso Stefano Sardara.
«L’obiettivo era quello di dare vita a un circuito positivo per restituire parte dell’energia e del sostegno che veniva ricevuto dal territorio – ha ricordato Sardara –. Facciamo fatica a ricordare tutte le iniziative che sono state fatte, dall’aiuto alla prima alluvione a Olbia, dove siamo andati insieme ai tifosi a spalare il fango, alla campagna di sensibilizzazione all’alimentazione consapevole per gli adolescenti. Tra le ultime, la raccolta fondi per gli incendi che questa estate hanno colpito la nostra terra».
A dare una mano alla Fondazione molti personaggi dello spettacolo. È grazie a loro (da Elisabetta Canalis a Geppi Cucciari a Melissa Satta) che l’anno scorso la Fondazione ha raccolto un milione e mezzo di euro per aiutare gli ospedali sardi in piena emergenza Covid.
«Ognuno, di fronte a quello che succede, può decidere cosa fare, può scegliere se aiutare gli altri, se stare dalla loro parte», ha detto Sardara. E la Dinamo ha scelto da che parte stare. Grandi protagonisti i giocatori della Dinamo che in questi anni hanno incontrato i bambini nelle scuole, abbracciato i più piccoli ricoverati negli ospedali, sostenuto chi doveva affrontare malattie difficili. «I giocatori hanno capito l’importanza dell’attività della Fondazione – ha continuato Sardara– . D’altronde sanno bene che quando decidono di venire a giocare a Sassari non si tratta solo di sport».
Per festeggiare il decennale ieri è intervenuto in diretta video Filippo Tortu, oro olimpico a Tokyo. «Quando Sardara mi ha proposto di fare il testimonial della Fondazione ho accettato subito, è bellissimo vedere tanta generosità», ha detto commosso.
Tanti i ringraziamenti alla Fondazione Dinamo. Dalle istituzioni (il presidente del consiglio regionale Michele Pais, l’assessora ai lavori pubblici del comune di Sassari Rossana Arru, il delegato del rettore dell’università di Sassari Antonio Usai) ai rappresentanti delle associazioni (padre Salvatore Morittu fondatore del Mondo X, Maria Francesca Maniga della rete Dafne, Adriano Mangoni, referente del progetto One Team nel carcere di Alghero). Un ringraziamento speciale dal professor Salvatore Rubino, direttore del laboratorio di microbiologia dell’Aou di Sassari: «Se abbiamo sequenziato la variante omicron dobbiamo dire grazie alla Fondazione Dinamo». Che è «un motivo di orgoglio per tutta l’isola», ha sottolineato Giuseppe Cuccurese. «La Dinamo c’è e ci sarà sempre ma è solo con il contributo di tutti che si può veramente fare la differenza», ha concluso Stefano Sardara.
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