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La commissione Sanità censura la manager Areus

La commissione Sanità censura la manager Areus

Bettelini era stata convocata ma non si è presentata: contro di lei voto unanime

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CAGLIARI. Alla vigilia della riforma, a gennaio ritorneranno le Asl, la maggioranza di centrodestra continua ad andare su di giri, a litigare al suo interno fra dispetti e ripicche ogni qualvolta c’è di mezzo la sanità. Stavolta a scatenare il caso, o meglio lo scontro fra la Lega e l’Udc, sono stati l’attuale manager dell’Azienda per le emergenze urgenze, l’Areus, e poi il confronto in Consiglio regionale sullo stato dell’arte nella lotta alla Blue tongue e alla Peste suina. Nel giro di poche ore, è scoppiato un putiferio.

Il caso Areus. Convocata dalla commissione sanità per discutere di organizzazione e gestione dell’elisoccorso, la manager Simonetta Cinzia Bettelini non s’è presentata, con questa motivazione: «In agenda ho precedenti impegni con i prefetti», ha fatto sapere al presidente Antonio Nico Mundula. Che qualcosa sarebbe andato storto lo s’era capito sin dall’inizio della seduta, con l’assenza improvvisa dei consiglieri della Lega. Perché, mesi fa, proprio Simonetta Cinzia Bettelini era stata nominata alla guida dell’Areus su proposta del Carroccio e, in quest’occasione, i leghisti l’hanno voluta difendere a priori. Da cosa? Da giorni, in Consiglio regionale, girava voce che la manager sarebbe stata messa sotto processo non solo dalle opposizioni, com’era scontato che fosse, ma anche da alcuni partiti della coalizione di centrodestra. A cominciare da Antonello Peru dell’Udc, preoccupato per il possibile trasferimento della base dell’elisoccorso dall’aeroporto di Alghero a Oristano. Dunque, disertando l’aula e sfruttando il sicuro mancato arrivo della manager in commissione, la Lega s’era fatta più o meno questo ragionamento: «Se manca il numero legale, la seduta sarà rinviata e niente più fuoco amico». Invece, grazie alla presenza dei consiglieri di minoranza, i lavori sono andati avanti lo stesso. Anzi, è finita persino peggio del previsto. All’unanimità la commissione ha votato una risoluzione, proposta dal vicepresidente Daniele Cocco, Liberi e Uguali, con cui ha stigmatizzato l’improvvisa assenza della manager: «Siamo di fronte a un evidente e inaccettabile sgarbo istituzionale», è scritto in un passaggio della diffida. Subito dopo Simonetta Cinzia Bettelini è stata riconvocata giovedì, e se stavolta dovesse disertare ancora l’appuntamento con la commissione sanità, potrebbe provocare un caso politico ancora più complicato di quello scoppiato appena ventiquattr’ore fa.

La ripicca. Nel pomeriggio sempre la commissione sanità, insieme a quella per l’agricoltura, era stata convocata invece per ascoltare la relazione del direttore generale dell’Istituto zooprofilattico, Giovanni Filippini, sulle «strategie in corso per contrastare le epidemie di Blue tongue e Peste suina che ciclicamente flagellano il comparto ovino e quello suino», testuale dall’ordine del giorno. Ma stavolta a non presentarsi in aula sono stati i tre consiglieri dell’Udc Giorgio Oppi, Antonello Peru e Gianfilippo Sechi. Non perché l’argomento non fosse importante – faranno sapere – ma per rimarcare l’incidente della mattina e da loro attribuito alla Lega. Anche questa seduta non è saltata grazie alla presenza dei partiti di opposizione. Il risultato è stato che i vertici dell’Istituto hanno confermato come per la Blue tongue ci sia stata una recrudescenza, ma presto i vaccini necessari potrebbero essere prodotti in Sardegna. Mentre per la Peste suina «l’eradicazione è una realtà» e che se «continueremo ad applicare con rigore le misure di prevenzione, la Commissione europea potrebbe presto ridare il via libera all’esportazione delle carni suine sarde». Comunque, al di là di queste comunicazioni, a far rumore è stata proprio l’assenza dell’Udc e infatti prima o poi dovrà esserci più di un chiarimento in maggioranza.

La denuncia. A mettere assieme i due casi politici sono stati i gruppi di opposizione. «Quanto avvenuto di mattina e poi nel pomeriggio – si legge in un comunicato – non può essere derubricato a semplice incidente. Perché, ancora una volta, è apparso chiaro come sulla gestione della sanità tra le forze di maggioranza convivano idee diametralmente opposte e noi siamo i primi a denunciare: finitela con questi giochetti di potere». (ua)

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