La Nuova Sardegna

Olbia, due studentesse minorenni in un giro di baby squillo

Stefania Puorro
Olbia, due studentesse minorenni in un giro di baby squillo

In cella un 20enne e una 18enne: facevano prostituire le 17enni, una ha abortito

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OLBIA. Un road movie del sesso. Partito da Olbia, arrivato in tutta la Sardegna e sbarcato anche oltre il mare. Un giro hard che ha coinvolto anche due minorenni olbiesi, una delle quali (proprio quando ha compiuto i 18 anni) ha scoperto di essere incinta. Ha abortito e i suoi genitori non hanno mai saputo nulla.

Una storiaccia. Un giro a luci rosse creato da una coppia di giovani nati a Olbia ma stranieri di origine (di due stati diversi). Lui ha 20 anni, lei è una diciottenne. Ora sono in carcere a Firenze, da diverse settimane, per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione anche nei confronti di minori. Ma su di loro pesa pure l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Sono finiti in cella su ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Cagliari Roberto Cau. È stata richiesta dal pm Gilberto Ganassi ed eseguita nel capoluogo toscano dagli uomini della sezione anticrimine della polizia di Olbia guidati dal commissario Lino Collu e coordinati dal vice questore Fabio Scanu. I due ragazzi sotto accusa sono difesi dall’avvocato Eros Masuri, del foro di Cagliari. Da parte del legale, «in un momento in cui le indagini non sono ancora concluse», solo poche parole. «Per adesso i miei assistiti restano in carcere – si limita a dire Masuri –, ma mi auguro che possano presto tornare in Sardegna per intraprendere un periodo di recupero e stare vicino alle loro famiglie. Il prossimo 12 gennaio è comunque previsto l’incidente probatorio e in quell’occasione verrà sentita una delle due ragazze, che ancora oggi è minorenne».

Le indagini. Un lavoro lungo, complesso e delicato per gli investigatori del commissariato olbiese. Cominciato nella primavera scorsa quando una coppia di giovani è diventata sorvegliata speciale. Si prostituivano entrambi e avrebbero venduto il loro corpo in diversi B&B della città (i titolari erano all’oscuro di tutto). Cambiavano spesso struttura, per non dare nell’occhio e qui accoglievano i clienti. Poteva capitare più volte al giorno, oppure due o tre volte a settimana. A seconda delle richieste, si organizzavano anche incontri a tre, ma in qualche caso il cliente guardava e basta. Per fissare l’appuntamento, dopo la pubblicazione di annunci su internet, ci si metteva d’accordo al telefono.

La segnalazione. A un certo punto il proprietario di un B&B ha intuito che ci fosse qualcosa che non andava, era sicuro che quei due ragazzi avessero molto da nascondere. E ha avvertito la polizia. Ed è stato così che si è scoperto che, in quel giro, la coppia aveva introdotto anche due studentesse olbiesi di 17 anni le quali avrebbero fatto sesso con uomini di ogni età (sposati e non) in cambio di pochi soldi. Mentre il grosso del denaro - e ne avrebbero fatto parecchio - lo intascava la coppia. Una delle due ragazzine (e quando questo è accaduto aveva appena compiuto 18 anni) si è accorta di essere incinta e senza dire nulla alla famiglia ha interrotto la gravidanza.

Il road movie. Appena il cliente di turno chiedeva di avere un incontro hard con le studentesse minorenni, lo si organizzava sempre al mattino o al pomeriggio. Sia nei B&B, che in un appartamento che la coppia metteva a volte a disposizione. Ma in alcuni casi (soprattutto nei piccoli paesi del circondario) si andava anche a domicilio. Sarebbero stati conclusi una decina di affari al giorno e in alcuni casi si aggiungeva all’“offerta” un po’ di droga (due i sequestri di cocaina e marijuana fatti dai poliziotti). Poi però l’attività si è allargata e da Olbia la coppia ha cominciato a spostarsi anche a Oristano, a Nuoro, a Sassari e a Cagliari. Sino ad arrivare in altre zone d’Italia. I poliziotti, con l’aiuto di sistemi sofisticati, intercettazioni e microspie piazzate ovunque, sono così riusciti a raccogliere tanti elementi e sotto il coordinamento della Dda di Cagliari sono entrati in azione. Quando la coppia è stata avvistata a Firenze (anche lì i due avevano messo i soliti annunci su internet) è finita in trappola.

Le studentesse. Per incontrare i clienti, sempre sotto il controllo della coppia finita in cella, le due ragazzine o saltavano la scuola oppure si rendevano disponibili al pomeriggio. Alle famiglie sono riuscite a nascondere ogni cosa (una delle due, appunto, anche una gravidanza) e quando venivano chiamate per incontrare lo sconosciuto di turno, telefonavano a casa per avvertire che avrebbero fatto tardi. Ora è tutto finito. Il road movie del sesso è stato scoperto dalla polizia. E questa storiaccia di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione è stata definitivamente interrotta.
 

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