È l’era dei vaccini digitali
ROMA. Ci sarà un ante-Covid e un post-Covid per il mondo dei vaccini. La pandemia ha accelerato infatti la transizione verso un modo diverso di concepirli e produrli, in cui per realizzare un nuovo...
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ROMA. Ci sarà un ante-Covid e un post-Covid per il mondo dei vaccini. La pandemia ha accelerato infatti la transizione verso un modo diverso di concepirli e produrli, in cui per realizzare un nuovo prodotto non serve più avere a che fare fisicamente con l'agente infettivo, ma basta acquisire le sue sequenze genetiche. Mariagrazia Pizza, Simone Pecetta, Rino Rappuoli, della GlaxoSmithKline, illustrano su Science Translational Medicine questa rivoluzione della vaccinologia. «Tradizionalmente la produzione di vaccini richiedeva la coltivazione di batteri, virus o parassiti», spiegano gli scienziati. A seconda del trattamento a cui venivano sottoposti i patogeni, si potevano avere vaccini attenuati, uccisi o a subunità, i cosiddetti vaccini analogici. «I vaccini digitali non richiedono nessun componente derivato dal patogeno vivo. Si basano su informazioni genetiche scaricate da internet. Con queste si sintetizza il gene o l'RNA che poi trasmette il codice genetico alle cellule ospiti. Queste sintetizzano l'antigene che attiva la risposta immunitaria».
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