Gli studenti in collegamento con la comandante Roberta Pietrasanta a bordo del catamarano «La mia passione è diventata il mio lavoro»
La vita al timone per salvare il mare e regalare un futuro migliore
di Giovanni Dessole
Alessia si informa sul fenomeno pesca illegale, Elena chiede a se ha mai avuto paura, Francesca e Alessandra chiedono impressioni e consigli sul tema della salvaguardia ambientale, Aurora indaga le...
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Alessia si informa sul fenomeno pesca illegale, Elena chiede a se ha mai avuto paura, Francesca e Alessandra chiedono impressioni e consigli sul tema della salvaguardia ambientale, Aurora indaga le motivazioni che alimentano Sea Shepard,
Gabriele chiede quali conseguenze ha avuto la pandemia sulle pratiche della pesca illegale («Effetti positivi per gli animali, almeno per loro»), Elisa chiede quanti siano i componenti dell’equipaggio, Eleonora, Elisa, Manuel e Marianna si domandano come viva una donna questa esperienza lavorativa. A febbraio dello scorso anno ha assunto il comando del catamarano “Conrad”, come raccontato alcune settimane fa sulla Nuova in una pagina in cui Roberta Pietrasanta ha ripercorso la strada che l’ha sin lì, a ricoprire un incarico di cui, ribadisce ai ragazzi, è «onoratissima». Giornate passate a contrastare la pesca illegale, fenomeno dal multiforme ingegno. Ingegno che di volta in volta Sea Shepard e Roberta tentano di disinnescare. Leonardo: quale la spinta utile a non mollare nonostante le difficoltà? «Non bisogna mai farsi scoraggiare, affrontare ogni giornata pezzetto per pezzetto». Francesco: chi ha contribuito a tenere viva la passione per il mare? «Mio papà, mia mamma, persone che come me hanno sempre amato il mare».
Ecco Letizia: lavoro e passione coincidono? «Non ci può essere soddisfazione se non amando quel che si fa». Elisa: esperienze pregresse e studi in Sociologia hanno aiutato? «Io mi sveglio e amo tante cose, provando a portarle avanti tutte insieme - ride -. E non è facile». E poi ancora Agnese e Francesca: consiglierebbe questa attività ai giovani? «Certo che la consiglio: venite qui, vi divertite un sacco, e imparate un sacco di cose». Noemi chiede se le manca l’Asinara: «Ci sono nata davanti, ci ho navigato attorno. Ci tornerò se ci sarà occasione, intanto vado avanti e sono contenta così». Giulia e Giorgia si informano su difficoltà operative e quali sanzioni ci sono per chi fa pesca illegale . «La gestione della navigazione è l’elemento più critico. Sanzioni: la casistica è molto vasta».
Gli studenti connessi sono centinaia - fra loro intere classi -, da ogni parte dell’isola. Fra loro ci sono Celanie, Sofie, Carola, Daniele, Asia e Giada. Ad ognuno una risposta. Senza filtro, convinta e appassionata. Il messaggio è affezionato, e chiaro: «Quel che viene tolto al mare, viene tolto a tutti noi. Questo non dovremmo mai dimenticarcelo». Sono trascorse due ore, la campanella in alcuni casi è già suonata. Ma i ragazzi sono ancora lì.
Gabriele chiede quali conseguenze ha avuto la pandemia sulle pratiche della pesca illegale («Effetti positivi per gli animali, almeno per loro»), Elisa chiede quanti siano i componenti dell’equipaggio, Eleonora, Elisa, Manuel e Marianna si domandano come viva una donna questa esperienza lavorativa. A febbraio dello scorso anno ha assunto il comando del catamarano “Conrad”, come raccontato alcune settimane fa sulla Nuova in una pagina in cui Roberta Pietrasanta ha ripercorso la strada che l’ha sin lì, a ricoprire un incarico di cui, ribadisce ai ragazzi, è «onoratissima». Giornate passate a contrastare la pesca illegale, fenomeno dal multiforme ingegno. Ingegno che di volta in volta Sea Shepard e Roberta tentano di disinnescare. Leonardo: quale la spinta utile a non mollare nonostante le difficoltà? «Non bisogna mai farsi scoraggiare, affrontare ogni giornata pezzetto per pezzetto». Francesco: chi ha contribuito a tenere viva la passione per il mare? «Mio papà, mia mamma, persone che come me hanno sempre amato il mare».
Ecco Letizia: lavoro e passione coincidono? «Non ci può essere soddisfazione se non amando quel che si fa». Elisa: esperienze pregresse e studi in Sociologia hanno aiutato? «Io mi sveglio e amo tante cose, provando a portarle avanti tutte insieme - ride -. E non è facile». E poi ancora Agnese e Francesca: consiglierebbe questa attività ai giovani? «Certo che la consiglio: venite qui, vi divertite un sacco, e imparate un sacco di cose». Noemi chiede se le manca l’Asinara: «Ci sono nata davanti, ci ho navigato attorno. Ci tornerò se ci sarà occasione, intanto vado avanti e sono contenta così». Giulia e Giorgia si informano su difficoltà operative e quali sanzioni ci sono per chi fa pesca illegale . «La gestione della navigazione è l’elemento più critico. Sanzioni: la casistica è molto vasta».
Gli studenti connessi sono centinaia - fra loro intere classi -, da ogni parte dell’isola. Fra loro ci sono Celanie, Sofie, Carola, Daniele, Asia e Giada. Ad ognuno una risposta. Senza filtro, convinta e appassionata. Il messaggio è affezionato, e chiaro: «Quel che viene tolto al mare, viene tolto a tutti noi. Questo non dovremmo mai dimenticarcelo». Sono trascorse due ore, la campanella in alcuni casi è già suonata. Ma i ragazzi sono ancora lì.
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