Metano, Sardinia Lng rompe gli indugi e scrive a Draghi
di Giuseppe Centore
«Abbiamo le autorizzazioni, ma su di noi deciderà Snam» In forse l’impianto previsto nel porto canale di Cagliari
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CAGLIARI. In attesa che la Regione risponda ufficialmente al ministro Cingolani, l’unica espressione ufficiosamente usata ieri è che «le interlocuzioni sono in corso», le aziende interessate al decreto “Sardegna-Energia”, che smuoverà comunque oltre tre miliardi di investimenti, a dir poco, nei prossimi anni, e ridisegnerà il volto di parte del sistema produttivo locale, cominciano a prendere posizione, e quasi prefigurando la prossima tappa di questo interminabile giro, saltano il livello ministeriale, e quello regionale, e si rivolgono direttamente a chi poi dovrà firmarlo questo benedetto decreto: il presidente del consiglio Mario Draghi.
Risulta alla Nuova Sardegna che lunedì Palazzo Chigi abbia ricevuto una dura lettera della società Sardinia Lng, inviata al ministro e per conoscenza al presidente della Regione Solinas, nella quale si esprimono diversi dubbi su quella che allo stato attuale è solo una bozza di decreto e che solo nei prossimi giorni vedrà la sua forma definitiva. Tanto però è bastato alla società, controllata da Vitol, la più grande società di commercio e stoccaggio di praticamente tutte le tipologie di prodotti energetici (oltre 140 miliardi di dollari il fatturato presunto nel 2020) per decidere di scrivere al premier e criticare la struttura del decreto. «Siamo gli unici ad avere ottenuto il parere di compatibilità ambientale, con un decreto firmato da Cingolani e Franceschini per il terminale al porto canale di Cagliari lo scorso marzo, ma – dovrebbe essere il senso della missiva – siamo stupiti del fatto che sarà Snam a decidere se il nostro impianto debba far parte o meno del sistema virtuale di collegamento alla rete regionale del metano. Non capiamo perchè, visto che solo noi possiamo mettere in campo un sistema di approvvigionamento e rifornimento del metano in un anno per tutta l’area metropolitana di Cagliari, il nostro progetto venga considerato tra le “eventualità”. Eppure solo noi possiamo fornire metano alle navi che verranno rifornite con il gas, visto che nessuna delle altre infrastrutture ha questa caratteristica e che d’altronde questa è invece espressamente prevista e richiesta dal Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, ed è richiamata anche dall’analisi costi-benefici ordinata da Arera ed eseguita da Rse (la società pubblica di ricerche e studi nel campo dell’energia, ndr) che assegna un ruolo importante al bunkeraggio marittimo, che ha in Cagliari il suo polo principale».
Questa la nota della società partecipata dal gigante del trading olandese Vitol. Anche a queste osservazioni dovrebbe rispondere la Regione, che starebbe preparando una nota istruttoria, il condizionale è d’obbligo, che mette in luce solo tre o quattro punti da chiarire in relazione alla stesura finale del decreto. Punti tutto sommato secondari che non ne snaturerebbero la cornice.
Il fatto è che il dialogo faticosamente imbastito da Cingolani con l’assessore Pili e da ultimo con Solinas si è nuovamente interrotto. Quando riprenderà? Dopo Natale? Oppure si andrà all’anno nuovo? Misteri della politica.
@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Risulta alla Nuova Sardegna che lunedì Palazzo Chigi abbia ricevuto una dura lettera della società Sardinia Lng, inviata al ministro e per conoscenza al presidente della Regione Solinas, nella quale si esprimono diversi dubbi su quella che allo stato attuale è solo una bozza di decreto e che solo nei prossimi giorni vedrà la sua forma definitiva. Tanto però è bastato alla società, controllata da Vitol, la più grande società di commercio e stoccaggio di praticamente tutte le tipologie di prodotti energetici (oltre 140 miliardi di dollari il fatturato presunto nel 2020) per decidere di scrivere al premier e criticare la struttura del decreto. «Siamo gli unici ad avere ottenuto il parere di compatibilità ambientale, con un decreto firmato da Cingolani e Franceschini per il terminale al porto canale di Cagliari lo scorso marzo, ma – dovrebbe essere il senso della missiva – siamo stupiti del fatto che sarà Snam a decidere se il nostro impianto debba far parte o meno del sistema virtuale di collegamento alla rete regionale del metano. Non capiamo perchè, visto che solo noi possiamo mettere in campo un sistema di approvvigionamento e rifornimento del metano in un anno per tutta l’area metropolitana di Cagliari, il nostro progetto venga considerato tra le “eventualità”. Eppure solo noi possiamo fornire metano alle navi che verranno rifornite con il gas, visto che nessuna delle altre infrastrutture ha questa caratteristica e che d’altronde questa è invece espressamente prevista e richiesta dal Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, ed è richiamata anche dall’analisi costi-benefici ordinata da Arera ed eseguita da Rse (la società pubblica di ricerche e studi nel campo dell’energia, ndr) che assegna un ruolo importante al bunkeraggio marittimo, che ha in Cagliari il suo polo principale».
Questa la nota della società partecipata dal gigante del trading olandese Vitol. Anche a queste osservazioni dovrebbe rispondere la Regione, che starebbe preparando una nota istruttoria, il condizionale è d’obbligo, che mette in luce solo tre o quattro punti da chiarire in relazione alla stesura finale del decreto. Punti tutto sommato secondari che non ne snaturerebbero la cornice.
Il fatto è che il dialogo faticosamente imbastito da Cingolani con l’assessore Pili e da ultimo con Solinas si è nuovamente interrotto. Quando riprenderà? Dopo Natale? Oppure si andrà all’anno nuovo? Misteri della politica.
@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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