La Nuova Sardegna

Nel 2019 il blitz nelle case d’appuntamento

Nel 2019 il blitz nelle case d’appuntamento

Sempre nel capoluogo gallurese era stata scoperta un rete del sesso: nei guai anche insospettabili

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. C’è un precedente, in città, legato allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Risale al dicembre di due anni fa e fece molto rumore. Anche in quel caso, le indagini (dei carabinieri) partirono da una serie di annunci sui siti on line. Dopo i quali si organizzavano gli incontri tra il cliente e la “squillo” di turno. Si sceglieva quindi l’abitazione a disposizione in quel momento trasformata in una casa di appuntamenti. Un vero e proprio giro di prostituzione, scoperto dai carabinieri del reparto territoriale dopo di mesi di indagini e appostamenti che avevano portato a denunciare 4 persone. Durante l’operazione, erano stati perquisiti 4 appartamenti tra via Vittorio Veneto e traverse e due erano stati sigillati: uno in via Tintoretto (tra via Barcellona e via Veneto), l’altro in via IV Novembre.

La posizione di primo piano la ricopriva un olbiese. A lui il compito di fare “l’agente immobiliare” per trovare le case a luci rosse, organizzare gli incontri e intascare i soldi. Poi c’era una donna di origine dominicana: oltre a vendere il suo corpo, sfruttava la prostituzione di altre ragazze, sue connazionali. Olbiesi anche gli altri due coinvolti: loro mettevano a disposizione gli appartamenti. Una impiegata di 60 anni incensurata e un operaio di 40 anni, incensurato pure lui.

I carabinieri del reparto territoriale guidati dal tenente colonnello Davide Crapa erano entrati in azione al mattino presto. Più di trenta uomini mobilitati a terra nell’area di via Vittorio Veneto. Impegnato nell’operazione anche un elicottero del 10° Nucleo di Vena Fiorita. I militari avevano agito a colpo sicuro, anche perché avevano già svolto decine di servizi di osservazione.

Le articolate attività investigative condotte dai carabinieri della sezione operativa del Norm insieme con quelli della Stazione di Olbia Centro, erano partite diversi mesi prima dopo le segnalazioni di numerosi cittadini, soprattutto in via IV Novembre. Erano stati loro a notare il continuo via vai di uomini e di donne (prevalentemente straniere). E in alcuni casi i clienti sbagliavano anche campanello. I controlli e gli appostamenti, lì come in tante altre vie (Tintoretto, Lazio, Gennargentu) erano stati continui. E il 19 dicembre il cerchio era stato definitivamente chiuso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative