Per il Quirinale impazza il toto nomine
di Andrea Ruzzeddu
Intorno a febbraio dell’anno prossimo, l’illustrissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà lasciare il Quirinale per far posto al suo successore. Ed è qui che inizia il ritorno della...
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Intorno a febbraio dell’anno prossimo, l’illustrissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà lasciare il Quirinale per far posto al suo successore. Ed è qui che inizia il ritorno della hall of fame italiana. I “migliori” tornano in campo, ma solo uno di loro farà il suo ingresso trionfale nella residenza ospitante la carica più alta dello Stato italiano, simbolo di moderatezza, democrazia ed imparzialità politica. Ma allora i partiti, o meglio, i loro leader, la maggior parte dei quali demagoghi e amanti dei paroloni, dovrebbero chiedersi prima di proporre certi candidati per il posto in Quirinale: è la persona giusta? Ha quegli attributi scritti prima? Perché forse non è così in tutti i casi. Se prima sentire il suo nome in questo contesto sembrava un’affermazione improbabile, ora non lo è più. Infatti è stata avanzata la proposta di indicare Berlusconi come successore di Mattarella, perché è “un patriota”. Si potrebbero dire molte cose di quest’uomo, il quale, una volta ottenuto l’appoggio del popolo italiano, si fece carico di portare l’Italia in alto e di rendere gli italiani uniti e fieri di essere cittadini del loro Stato. Accusato di evasione fiscale, è stato condannato in via definitiva: significa che non ha versato allo Stato i soldi che doveva. E così il cavaliere del lavoro – onorificenza a cui ha rinunciato – ha perso ciò che una figura di questo calibro dovrebbe incarnare. Ora la carica di Presidente della Repubblica sembra ad alcuni il modo migliore per concludere la sua carriera politica. Ma parliamo anche dell’altro nome: di recente è nata anche l’idea di proporre Mario Draghi, il quale ha affermato di non voler esporsi in merito alla questione perché sarebbe irrispettoso per l’attuale Presidente. Un’affermazione che forse cela un desiderio personale che potrebbe diventare realtà, d’altronde sarebbe la carica perfetta per l’uomo che sta sopra le parti già da adesso. Il Governo tecnico Draghi si comporta da tecnico senza dare peso alle preferenze dei partiti alla Camera e al Senato, e il suo leader sarebbe dunque perfetto per assolvere quel ruolo perché giustificato a comportarsi in modo imparziale. D’altronde Draghi è già con un piede fuori da Palazzo Chigi e se non fosse per il semestre bianco è chiaro che avrebbe già fatto le valigie. Chi la spunterà? Ancora è presto per fare ipotesi certe, ma è ragionevole pensare che entrambi i finali possibili avrebbero delle conseguenze nella scena internazionale. Bisogna anche considerare, se Draghi fosse il futuro capo di Stato, chi potrebbe sostituirlo come premier? Intanto il Mattarella-bis è stato smentito dallo stesso Presidente, dunque avremo certamente un differente capo di Stato, e sicuramente un’Italia diversa in tutti i sensi.
Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno di Sassari
Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno di Sassari
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