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Energia, disuniti e in ordine sparso

Energia, disuniti e in ordine sparso

Martedì il decreto a Palazzo Chigi: Regione, sindacati, sindaci e imprese divisi

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CAGLIARI. Si complica sul piano politico e procedurale la partita sull’energia. Il decreto “Sardegna-energia” che doveva essere varato da Palazzo Chigi questa settimana slitterà alla prossima oppure al nuovo anno. Tra le ragioni il silenzio che dopo l’incontro tra ministro della Transizione energetica Roberto Cingolani e il Governatore Solinas è calato sul confronto Stato-Regione. I due dovevano definire il testo condiviso del decreto lunedì scorso, ma dal ministero ammettono che con viale Trento i rapporti sono interrotti.

Insieme al silenzio sull’asse Cagliari-Roma da segnalare invece il fragoroso scontro, che neppure i verbali ufficiali riescono a edulcorare, tra Regione, sindacati, enti locali e associazioni di imprese: è un tutti-contro-tutti che non porterà lontano e che complicherà la ricerca di un compromesso sul decreto, che sarà comunque licenziato tra pochissimi giorni da Chigi. Eppure anni di confronto tra le parti, utile se non diventa sterile, non hanno portato altro che a una serie infinita di “ma”. La Regione nel corso dell’ultimo incontro lunedì scorso, attraverso l’assessore all’industria Pili parla di «alcune integrazioni e puntualizzazioni» necessarie, ma poi ritiene «opportuno valutare la nuova proposta avanzata dal ministero riconoscendo l’accoglimento delle proposte del tavolo di Agenda Industria, senza dimenticare i punti essenziali necessari alla nostra autonomia energetica, tra cui su tutti l’estensione della perequazione tariffaria e l’apertura di un tavolo tecnico di confronto con i Sindaci dei due comuni interessati, per consentire l’adeguata condivisione delle infrastrutture che insisteranno nei territori di competenza». Poi veri e propri fuochi d’artificio. Il sindaco di Portovesme ribadisce che non vuole la gasiera nel suo porto, il collega di Porto Torres ripete che non condivide nulla del documento, il segretario Cgil Piddiu vuole la dorsale, la segretaria della Uil critica le gasiere, «che non portano nulla al terrirorio», il segretario della Cisl Carta si dichiara d’accordo con i sindaci.

Da parte loro il presidente Confapi Giorgio del Piano ricorda l’accordo unanime per rigassificatore a terra e dorsale e ribadisce la contrarietà alle navi deposito galleggianti fisse, «volute esclusivamente dalla Viceministra Todde contro la dorsale, e dichiara che il documento non rappresenta quello che si auspicava la Sardegna, ma che sia tutto dimensionato sul mercato delle capacità elettriche. Maurizio De Pascale, Confindustria, infine precisa che il Thyrrenian link non serva alla Sardegna, costa 3 miliardi e in Sardegna non resterà nulla». A fronte di questo confronto quantomeno originale, alla povera Pili non è rimasto altro che chiudere la riunione e annunciare che il verbale sarà inviato a Cingolani, che forse lo leggerà allibito e preoccupato, illudendosi che l’isola per una volta fosse riuscita a parlare con una voce sola rispettando i tempi. Ma forse il ministro non sa che anche un soggetto sinora silente potrebbe scendere in campo: il Consiglio Regionale. Il consigliere dei Cinquestelle Michele Ciusa ritiene che «la mancanza di confronto con le forze politiche che rappresentano la popolazione sarda non sia accettabile quando la posta in gioco è il futuro della nostra terra. Ci siamo rivolti al Presidente Solinas affinché il Consiglio regionale venga coinvolto. Non possiamo accettare che il Ministero stia portando avanti questo progetto attraverso interlocuzioni esclusive con il Presidente della Regione e l'Assessorato all'Industria».(g.cen.)

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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