Odissea sulla Tirrenia un viaggio lungo 20 ore
di Paolo Ardovino
Lo Sharden bloccato nel porto di Genova per controlli. L’ira dei passeggeri
3 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. A bordo di una nave qualunque dal porto di Genova, in poco più di venti ore si arriva in Africa o in Spagna. I passeggeri sbarcati ieri dal “Tirrenia Sharden” hanno impiegato 20 ore solo per raggiungere Porto Torres. Enorme disagio per i tanti lavoratori e per le persone arrivate per la prima volta o rientrate nell’isola in occasione delle feste; e pessima figura per la compagnia marittima che appena qualche giorno fa si è aggiudicata per altri cinque anni proprio quella tratta da Liguria a Sardegna.
L’Odissea. In principio il programma prevedeva di lasciare la banchina genovese alle 20.30 di giovedì. Dieci ore di navigazione, dunque arrivo la mattina presto del giorno dopo. Ma la nave è partita solamente attorno alle 6 di venerdì per sbarcare alle 16, ormai in pieno pomeriggio. Da alcune testimonianze raccolte dai passeggeri, l’avviso del ritardo era stato diffuso poco dopo la salita a bordo. «La nave partirà in ritardo a causa di controlli tecnici»: annuncio striminzito e generico, ripetuto per il resto della serata. Attorno alla mezzanotte gli animi hanno cominciato ad accendersi tra un nugolo di persone e l’equipaggio del traghetto. «Controlli tecnici» che hanno visto coinvolti operatori della Tirrenia e Guardia costiera e che si sono protratti per tutta la notte. L’agognata partenza è giunta solo attorno alle sei del mattino: dieci ore dopo l'orario previsto, esattamente quando invece che lasciarsi alle spalle i palazzi arroccati di Genova, la nave avrebbe dovuto toccare terra sarda. A bordo, la compagnia ha offerto colazione e pranzo a tutti, e messo a disposizione per la notte (e per la mattina) una cabina a chi era in possesso di un semplice biglietto con “passaggio ponte” o in poltrona; ai passeggeri che invece per la tratta avevano speso cifre superiori non è stata data certezza di rimborso. Dovranno rivolgersi ai contatti segnalati sul sito web della Tirrenia. Saranno poi da capire le formule di risarcimento che verranno adottate nei confronti di chi ne farà richiesta, e a giudicare dagli umori sulla Sharden pare sarà la maggior parte dei clienti.
20 ore in mare. Poco chiare le comunicazioni riguardo al tipo di controlli di carattere tecnico e, dato il prolungato ritardo, sulla nave è montata la preoccupazione nelle ore notturne. Poco chiaro anche il motivo per cui i passeggeri non siano stati avvisati preventivamente. Le operazioni erano in corso già ben prima dell’orario di partenza. «Io ho fatto il biglietto all’ultimo minuto, alle 20.10, eppure alla stazione marittima e all’ingresso della nave non sono stato minimamente avvisato del ritardo», lamenta un passeggero sardo che da Genova ha fatto ritorno nell’isola. Come lui, lavoratori, vacanzieri e famiglie tutti costretti, per una tratta non delle più lunghe, a rimanere in nave per venti ore, quasi un giorno intero. Anzi: le 24 ore tonde le hanno toccate in molti, specie i passeggeri a piedi che poi con i mezzi pubblici si sono spostati da Porto Torres verso altre località, raggiunte giusto in serata. In questi casi si parla non di viaggio ma di Odissea. Ma anche Ulisse avrebbe impiegato meno. «E certo, è venerdì 17»: così ha concluso qualcuno a bordo per sdrammatizzare.
Genova-Porto Torres. Beffa bella e buona per chi ha viaggiato col traghetto Sharden, ma beffa anche per la stessa compagnia, che appena martedì scorso comunicava l’aggiudicazione della gara di Invitalia per la tratta Genova-Porto Torres ancora per i prossimi cinque anni. «Tirrenia si è aggiudicata il bando da 25 milioni per espletare il servizio di continuità territoriale tra Genova e Porto Torres, con un ribasso d'asta di oltre il 98% – così nel lancio dell’Ansa che ne ha dato ufficialità –. Complessivamente il contributo per gli oneri di servizio pubblico nel periodo invernale compreso dall'1 ottobre al 31 maggio che andranno alla compagnia italiana di navigazione saranno poco oltre 510 mila euro».
L’Odissea. In principio il programma prevedeva di lasciare la banchina genovese alle 20.30 di giovedì. Dieci ore di navigazione, dunque arrivo la mattina presto del giorno dopo. Ma la nave è partita solamente attorno alle 6 di venerdì per sbarcare alle 16, ormai in pieno pomeriggio. Da alcune testimonianze raccolte dai passeggeri, l’avviso del ritardo era stato diffuso poco dopo la salita a bordo. «La nave partirà in ritardo a causa di controlli tecnici»: annuncio striminzito e generico, ripetuto per il resto della serata. Attorno alla mezzanotte gli animi hanno cominciato ad accendersi tra un nugolo di persone e l’equipaggio del traghetto. «Controlli tecnici» che hanno visto coinvolti operatori della Tirrenia e Guardia costiera e che si sono protratti per tutta la notte. L’agognata partenza è giunta solo attorno alle sei del mattino: dieci ore dopo l'orario previsto, esattamente quando invece che lasciarsi alle spalle i palazzi arroccati di Genova, la nave avrebbe dovuto toccare terra sarda. A bordo, la compagnia ha offerto colazione e pranzo a tutti, e messo a disposizione per la notte (e per la mattina) una cabina a chi era in possesso di un semplice biglietto con “passaggio ponte” o in poltrona; ai passeggeri che invece per la tratta avevano speso cifre superiori non è stata data certezza di rimborso. Dovranno rivolgersi ai contatti segnalati sul sito web della Tirrenia. Saranno poi da capire le formule di risarcimento che verranno adottate nei confronti di chi ne farà richiesta, e a giudicare dagli umori sulla Sharden pare sarà la maggior parte dei clienti.
20 ore in mare. Poco chiare le comunicazioni riguardo al tipo di controlli di carattere tecnico e, dato il prolungato ritardo, sulla nave è montata la preoccupazione nelle ore notturne. Poco chiaro anche il motivo per cui i passeggeri non siano stati avvisati preventivamente. Le operazioni erano in corso già ben prima dell’orario di partenza. «Io ho fatto il biglietto all’ultimo minuto, alle 20.10, eppure alla stazione marittima e all’ingresso della nave non sono stato minimamente avvisato del ritardo», lamenta un passeggero sardo che da Genova ha fatto ritorno nell’isola. Come lui, lavoratori, vacanzieri e famiglie tutti costretti, per una tratta non delle più lunghe, a rimanere in nave per venti ore, quasi un giorno intero. Anzi: le 24 ore tonde le hanno toccate in molti, specie i passeggeri a piedi che poi con i mezzi pubblici si sono spostati da Porto Torres verso altre località, raggiunte giusto in serata. In questi casi si parla non di viaggio ma di Odissea. Ma anche Ulisse avrebbe impiegato meno. «E certo, è venerdì 17»: così ha concluso qualcuno a bordo per sdrammatizzare.
Genova-Porto Torres. Beffa bella e buona per chi ha viaggiato col traghetto Sharden, ma beffa anche per la stessa compagnia, che appena martedì scorso comunicava l’aggiudicazione della gara di Invitalia per la tratta Genova-Porto Torres ancora per i prossimi cinque anni. «Tirrenia si è aggiudicata il bando da 25 milioni per espletare il servizio di continuità territoriale tra Genova e Porto Torres, con un ribasso d'asta di oltre il 98% – così nel lancio dell’Ansa che ne ha dato ufficialità –. Complessivamente il contributo per gli oneri di servizio pubblico nel periodo invernale compreso dall'1 ottobre al 31 maggio che andranno alla compagnia italiana di navigazione saranno poco oltre 510 mila euro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
