Pd, il candidato unitario è possibile
Primi incontri per il commissario del partito dopo lo stop del congresso regionale
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CAGLIARI. Il commissario inviato da Roma che Pd ha trovato? «L’ambiente è buono. Il gruppo dirigente è molto preparato. Individuare la strada giusta verso il congresso di febbraio non dovrebbe essere difficile». In due giorni, Enrico Borghi ha incontrato il segretario regionale uscente, Emanuele Cani, quelli provinciali, i consiglieri regionali e s’è confrontato anche coi deputati. La sua missione è quella di accompagnare il Pd verso l’elezione del segretario, che rimarrà in carica fino al 2025, perché il cammino dei compagni sardi s’è interrotto proprio quando stavano per individuare ilcandidato unitario. Poi, però, all’improvviso ci sono stati troppo veti incrociati e l’accordo fra le correnti è saltato. Per questo motivo la segreteria nazionale ha nominato Borghi: il suo è un mandato politico, non è stato inviato per commissariare il partito. «Nei vari incontri – dice – ho trovato sempre persone consapevoli della situazione e del fatto che, entro il 28 febbraio, dobbiamo individuare una classe dirigente attrezzata per affrontare i prossimi appuntamenti elettorali e costruire nel 2024 l’alternativa alla guida della Sardegna, oggi governata dal centrodestra». Alla fine della riunione con Borghi, in Consiglio regionale, il capogruppo Gianfranco Ganau ha detto: «È stato un confronto molto franco. Gli abbiamo raccontato quello che abbiamo vissuto come partito in questi mesi e che eravamo ormai vicini a raggiungere un accordo. Quindi gli abbiamo chiesto di darci una mano per portare a termine questo percorso. Lui ci ha detto di aver raccolto finora tutti segnali favorevoli verso un candidato unitario per la segreteria regionale».
Intanto del Pd ma soprattutto delle «Cento idee per la Sardegna» s’è parlato nel dibattito organizzato dal Centro studi Aldo Moro, introdotto dall’ex assessore Cristiano Erriu e concluso dal consigliere regionale Cesare Moriconi. «È un punto di partenza – è stata detto – da cui partire per preparare il programma per le prossime elezioni regionali». A mettere una dopo l’altra le «Cento idee» sono stati economisti, politici, intellettuali, ma soprattutto «abbiamo ascoltato la gente». Cinque mesi di lavoro, nove tavoli, per arrivare a proporre azioni incisive su tutti i temi: transizione ecologica, infrastrutture e mobilità sostenibile, impresa e innovazione, sanità, inclusione sociale, giovani e istruzione, riforme istituzionali e agricoltura. «È un documento – ha detto Moriconi – al servizio di chi vorrà aggiungere o eccepire alcune delle soluzioni proposte». Perché «il confronto – ha aggiunto – deve partire con largo anticipo rispetto alla data delle Regionali».
Intanto del Pd ma soprattutto delle «Cento idee per la Sardegna» s’è parlato nel dibattito organizzato dal Centro studi Aldo Moro, introdotto dall’ex assessore Cristiano Erriu e concluso dal consigliere regionale Cesare Moriconi. «È un punto di partenza – è stata detto – da cui partire per preparare il programma per le prossime elezioni regionali». A mettere una dopo l’altra le «Cento idee» sono stati economisti, politici, intellettuali, ma soprattutto «abbiamo ascoltato la gente». Cinque mesi di lavoro, nove tavoli, per arrivare a proporre azioni incisive su tutti i temi: transizione ecologica, infrastrutture e mobilità sostenibile, impresa e innovazione, sanità, inclusione sociale, giovani e istruzione, riforme istituzionali e agricoltura. «È un documento – ha detto Moriconi – al servizio di chi vorrà aggiungere o eccepire alcune delle soluzioni proposte». Perché «il confronto – ha aggiunto – deve partire con largo anticipo rispetto alla data delle Regionali».
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