Tanti emigrano ma c’è anche decide di investire
Non si arresta la fuga dei giovani all’estero. L’eccezione è un cagliaritano che ha aperto un ortofrutta
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GIRASOLE. La congiuntura non sembra particolarmente favorevole eppure c’è chi, in piena emergenza pandemica ha scelto di investire risparmi, tempo e sogni in una nuova attività nel paese più giovane del territorio regionale. Gli abitanti di Girasole, dove sino a pochissimo tempo fa c’era un solo negozio di alimentari, possono contare su una nuova rivendita di frutta e verdura. Il negozio ha aperto i battenti nella strada principale del paese, via Nazionale, vicino alla farmacia.
Il coraggioso commerciante è un giovane cagliaritano di 34 anni. Marco Frau, questo il nome, con sua moglie Elisa, 29 anni, due venerdì fa ha l’inaugurato l'ortofrutta, iniziativa commerciale subito “benedetta” dagli amministratori comunali con un post nella pagina del sindaco Congiu. «Abbiamo deciso di aprire la nostra attività perché in paese non c'era un negozio che vendesse questi prodotti – dice Marco mentre si aggira nel locale che ospita un tripudio di lattughe, melanzane, mele e cachi –. Abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza, neanche noi ce lo aspettavamo». Nei progetti della famiglia Frau - Marco ed Elisa hanno due figli di 10 e 4 anni - c'è la volontà di rimanere a Girasole. «Se tutto andrà bene – dice Marco – vorremmo ampliare l’attività».
L’arrivo del commerciante, che per anni ha lavorato nello stesso settore in una rivendita di Tortolì, fa da contraltare al fenomeno dell’emigrazione. Un fenomeno che, purtroppo, colpisce anche il piccolo borgo e riguarda in particolar modo i trentenni. Negli ultimi anni sono partiti in tanti, hanno lasciato Girasole per andare a lavorare in Svizzera, Francia, Inghilterra o nord Italia. A trattenerli non è bastato un paese piccolo ma accogliente con i prati verdi ben rasati e le aiuole curate, e neanche il forte senso di comunità rafforzato da innumerevoli iniziative portate avanti dalle associazioni e dai volontari con la regia dell'amministrazione. Quando questo capita in uno dei pochissimi paesi che può vantare il segno più davanti alla contabilità dei propri (giovani) abitanti, si capisce bene che il fenomeno assume contorni preoccupanti. E non deve essere sottovalutato. (g.f.)
Il coraggioso commerciante è un giovane cagliaritano di 34 anni. Marco Frau, questo il nome, con sua moglie Elisa, 29 anni, due venerdì fa ha l’inaugurato l'ortofrutta, iniziativa commerciale subito “benedetta” dagli amministratori comunali con un post nella pagina del sindaco Congiu. «Abbiamo deciso di aprire la nostra attività perché in paese non c'era un negozio che vendesse questi prodotti – dice Marco mentre si aggira nel locale che ospita un tripudio di lattughe, melanzane, mele e cachi –. Abbiamo ricevuto una bellissima accoglienza, neanche noi ce lo aspettavamo». Nei progetti della famiglia Frau - Marco ed Elisa hanno due figli di 10 e 4 anni - c'è la volontà di rimanere a Girasole. «Se tutto andrà bene – dice Marco – vorremmo ampliare l’attività».
L’arrivo del commerciante, che per anni ha lavorato nello stesso settore in una rivendita di Tortolì, fa da contraltare al fenomeno dell’emigrazione. Un fenomeno che, purtroppo, colpisce anche il piccolo borgo e riguarda in particolar modo i trentenni. Negli ultimi anni sono partiti in tanti, hanno lasciato Girasole per andare a lavorare in Svizzera, Francia, Inghilterra o nord Italia. A trattenerli non è bastato un paese piccolo ma accogliente con i prati verdi ben rasati e le aiuole curate, e neanche il forte senso di comunità rafforzato da innumerevoli iniziative portate avanti dalle associazioni e dai volontari con la regia dell'amministrazione. Quando questo capita in uno dei pochissimi paesi che può vantare il segno più davanti alla contabilità dei propri (giovani) abitanti, si capisce bene che il fenomeno assume contorni preoccupanti. E non deve essere sottovalutato. (g.f.)
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