Una società di gestione per tutti gli scali sardi
di Giuseppe Centore
Oggi primo passo dalla giunta della Camera di Commercio di Cagliari Bertolotti (Confcommercio) contrario: «Strada pericolosa non utile ai sardi»
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CAGLIARI. Dovrebbe iniziare ufficialmente questo pomeriggio il percorso societario che potrebbe radicalmente cambiare il volto alle società di gestione dei tre scali aeroportuali sardi. Il primo passo dovrebbe farlo oggi la giunta della Camera di Commercio di Cagliari, presieduta da Maurizio De Pascale, che nel pomeriggio dovrebbe accogliere la proposta del suo presidente per l’avvio della costituzione di una nuova società regionale.
Oggi i tre aeroporti hanno soci diversi, che in qualche caso si ripetono. Alghero è controllata da F2I Ligantia, con il 71 per cento delle quote, seguida da Regione col 23 e Sfirs con il 5. Olbia vede sempre Ligantia all’80 per cento, con Camera di Commercio di Sassari-Nuoro e Regione a spartirsi il restante 20. Cagliari vede la Camera di Commercio con il 94 per cento delle azioni e la Sfirs al 3. Ligantia, a sua volta, è controllata da due fondi di F2I (società di fondi che finanzia infrastrutture il cui azionariato è riconducibile in parte all’orbita pubblica), dalla Fondazione Sardegna al 5 per cento e da BlackRock, uno dei più grandi fondi di investimento americano al 16. L’attuale scenario verrebbe semplificato con la nascita di una società che avrebbe il controllo di tutti e tre gli scali, con la Fondazione Sardegna e gli stessi americani a recitare un ruolo di sostegno e importante. Altre anticipazioni credibili sulla proposta che De Pascale farà oggi alla giunta della sua Camera di Commercio non ve ne sono. L’unica certezza riguarda la caratterizzazione locale della maggioranza della componente azionaria.
Contro questa ipotesi si scaglia il presidente di Confcommercio Cagliari Alberto Bertolotti, che accusa De Pascale di poca trasparenza, di aver portato il progetto in giunta e non in assemblea, di prevedere un ruolo secondario per le imprese e le istituzioni sarde rispetto ai fondi Usa senza alcun coinvolgimento della Regione. «Ci sembra che il risultato di questa operazione – conclude nella lettera aperta a De Pascale lo stesso Bertolotti – possa diventare quello di una vera e propria vendita dell’aeroporto…senza venderlo! E che questo rischi di condurci a perdere la rotta del nostro pubblico ruolo. Per questo ci appelliamo ai componenti del Consiglio e della Giunta camerale affinché, con uno scatto di consapevolezza, orgoglio e dignità, non ti sia consentito di procedere verso questa pericolosissima strada. Benché utilissima e molto ghiotta. Per pochi. Non sardi».
Oggi i tre aeroporti hanno soci diversi, che in qualche caso si ripetono. Alghero è controllata da F2I Ligantia, con il 71 per cento delle quote, seguida da Regione col 23 e Sfirs con il 5. Olbia vede sempre Ligantia all’80 per cento, con Camera di Commercio di Sassari-Nuoro e Regione a spartirsi il restante 20. Cagliari vede la Camera di Commercio con il 94 per cento delle azioni e la Sfirs al 3. Ligantia, a sua volta, è controllata da due fondi di F2I (società di fondi che finanzia infrastrutture il cui azionariato è riconducibile in parte all’orbita pubblica), dalla Fondazione Sardegna al 5 per cento e da BlackRock, uno dei più grandi fondi di investimento americano al 16. L’attuale scenario verrebbe semplificato con la nascita di una società che avrebbe il controllo di tutti e tre gli scali, con la Fondazione Sardegna e gli stessi americani a recitare un ruolo di sostegno e importante. Altre anticipazioni credibili sulla proposta che De Pascale farà oggi alla giunta della sua Camera di Commercio non ve ne sono. L’unica certezza riguarda la caratterizzazione locale della maggioranza della componente azionaria.
Contro questa ipotesi si scaglia il presidente di Confcommercio Cagliari Alberto Bertolotti, che accusa De Pascale di poca trasparenza, di aver portato il progetto in giunta e non in assemblea, di prevedere un ruolo secondario per le imprese e le istituzioni sarde rispetto ai fondi Usa senza alcun coinvolgimento della Regione. «Ci sembra che il risultato di questa operazione – conclude nella lettera aperta a De Pascale lo stesso Bertolotti – possa diventare quello di una vera e propria vendita dell’aeroporto…senza venderlo! E che questo rischi di condurci a perdere la rotta del nostro pubblico ruolo. Per questo ci appelliamo ai componenti del Consiglio e della Giunta camerale affinché, con uno scatto di consapevolezza, orgoglio e dignità, non ti sia consentito di procedere verso questa pericolosissima strada. Benché utilissima e molto ghiotta. Per pochi. Non sardi».
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