La Nuova Sardegna

Aveva ucciso l’ex compagna si toglie la vita in ospedale

di Luciano Onnis
Aveva ucciso l’ex compagna si toglie la vita in ospedale

Sandro Sarais, piantonato dalla polizia al Businco, si è lanciato dalla finestra

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CAGLIARI. Si è tolto la vita gettandosi da una finestra del terzo piano dell'ospedale Businco il presunto assassino della romena Mihaela Kleics, avvenuto a Quartu l'altro fine settimana e scoperto lunedì 13. Sandro Sarais, 56 anni di Nuraminis, compagno della vittima, era piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria nella stanza dove si trovava ricoverato per le ferite che si era procurato con un coltello a polsi e gola quando i carabinieri lo avevano rintracciato chiuso dentro l'auto fra Maracalagonis e Castiadas, in territorio di Solanas. In ospedale era in stato di arresto per l'accusa di omicidio volontario. Con le poche parole pronunciate dopo il fermo davanti ai carabinieri della Compagnia di Quartu e poi davanti al pubblico ministero Nicoletta Mari, aveva ammesso di aver ucciso la compagna. Poi si era chiuso nel mutismo, anche davanti al gip Michele Contini durante l’udienza di convalida dell’arresto. Assistito dall’avvocata Shannon Cipollina, aveva solo detto che stava male, che non aveva la mente lucida e che avrebbe parlato quando sarebbe stato bene. Il Gip aveva comunque confermato l’arresto e disposto la detenzione in carcere, a Uta, quando fosse stato dimesso dall’ospedale.

Il suicidio. Il senso di colpa e la consapevolezza della probabile lunga detenzione dietro le sbarre potrebbero averlo spinto al gesto estremo, forse dopo aver pensato che solo così avrebbe potuto mettere a tacere la sua coscienza. Ieri pomeriggio, poco dopo le 17, ha deciso di farla finita ed eludendo la sorveglianza degli agenti penitenziari fuori dalla sua stanza, ha posto fine alla sua esistenza che sapeva di dover trascorrere per gran parte in carcere. I tentativi di rianimazione da parte dei medici dello stesso ospedale Businco e del 118 subito accorsi, si sono rivelati inutili. Sandro Sarais se ne è andato con le sue colpe e le sue paure.

Le ultime ore. Solo qualche ora prima aveva ricevuto nella sua cella ospedaliera del Businco la visita della legale di fiducia, che più volte anche i giorni scorsi era andata a trovarlo. «Sono molto colpita da questa nuova tragedia che va ad aggiungersi a quella precedente, la morte della povera Mihaela Kleics – ha commentato l’avvocata Cipollina –. L’ho lasciato alle 14, l’avevo trovato molto silenzioso e poco propenso a parlare, forse perché era sotto l’effetto di un ansiolitico che gli era stato somministrato per calmare la sua agitazione. Ha ascoltato quello che gli spiegavo, ma mi è sembrato assente. Non dimentichiamo che aveva già tentato di farsi del male quando aveva visto arrivare i carabinieri che lo avevano rintracciato. Quindi era forte il rischio che potesse riprovarci. In questi giorni forse aveva cominciato a riflettere, con la mente un po’ più lucida, su quello che aveva fatto e sulle conseguenze, arrivando infine a compiere un gesto estremo come quello di lanciarsi nel vuoto».

Con la morte di Sandro Sarais è di fatto chiuso questo ennesimo caso di femminicidio. I carabinieri della Compagnia di Quartu e del nucleo investigativo provinciale hanno ricostruito la tragedia negli aspetti principali. Il delitto, abbondantemente preannunciato dalle minacce di morte urlate più volte in passato dall'assassino alla propria donna, era stato compiuto presumibilmente nella mattina di sabato 11 dicembre nel corso di una delle tante liti fra Sarais e la compagna romena di sei anni più giovane, avvenuta nell’appartamentino al terzo piano di una palazzina di via della Musica a Quartu. Trentacinque coltellate inferte in un raptus omicida avevano posto fine ad una relazione durata appena otto mesi ma sempre stata tumultuosa, fino al tragcio epilogo.

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