Oggi in Tribunale la coppia che ha ospitato il latitante
Quarantena conclusa per Grazianeddu, primo incontro con gli avvocati
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Isolamento finito per Graziano Mesina. L'ex latitante 79enne di Orgosolo, arrestato sabato mattina a Desulo dopo un anno e mezzo di latitanza, riceverà oggi la prima visita delle sue avvocatesse, Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier, che potranno parlare con il loro assistito nel penitenziario nuorese di Badu 'e Carros, dopo un primo breve incontro il giorno dell'arresto. Oggi scadono infatti i tre giorni di quarantena ai quali l’ex latitante è stato sottoposto per le norme di precauzione anti covid e, dopo il colloquio con gli avvocati, Grazianeddu riceverà la prima dose del vaccino. Sulla base del primo faccia a faccia con il loro assistito, Goddi e Vernier decideranno i passi successivi per cercare ottenere per l’ex primula rossa del banditismo sardo una diversa condizione di detenzione puntando sue condizioni di salute. Le due professioniste hanno già fatto sapere che presenteranno una prima istanza alla Procura generale della Corte d'Appello di Cagliari, affinché Mesina venga sottoposto a una visita medica da parte di specialisti che possano valutare se le sue condizioni di salute siano compatibili o meno con il carcere.
Intanto le indagini, condotte carabinieri del comando provinciale di Nuoro e dai Ros, proseguono: i militari cercano di stringere il cerchio su eventuali fiancheggiatori di Mesina nei suoi mesi di latitanza. La coppia che lo ospitava nell'ultimo covo di Desulo, Antioco Gioi e Basilia Puddu, è finita ai domiciliari e oggi i due compariranno nel processo per direttissima davanti ai giudici del tribunale di Oristano. Entrambi devono rispondere di favoreggiamento e rischiano una condanna che può arrivare fino a 5 anni di reclusione. Con il loro avvocato, Gian Cristian Melis, la coppia sceglierà se concludere il procedimento con il rito abbreviato, sfruttando la possibilità di sconti di pena. Già nel corso dell’udienza di convalida c’era stato un tentativo di patteggiamento, ma di fronte alla proposta di cinque anni avanzata dal pm, l’ipotesi era tramontata. In quell’occasione Basilia Puddu si era avvalsa della facoltà di non rispondere mentre Antioco Gioi aveva rilasciato solo una breve spontanea dichiarazione cercando di discolpare la moglie: «Quella parte di casa è separata dal resto, mia moglie e i miei figli (tre, tutti minorenni, ndr) non sapevano nulla. Gli accessi sono separati». La tesi non aveva convinto i giudici che avevano comunque deciso di concedere ai due coniugi gli arresti domiciliari.
Intanto le indagini, condotte carabinieri del comando provinciale di Nuoro e dai Ros, proseguono: i militari cercano di stringere il cerchio su eventuali fiancheggiatori di Mesina nei suoi mesi di latitanza. La coppia che lo ospitava nell'ultimo covo di Desulo, Antioco Gioi e Basilia Puddu, è finita ai domiciliari e oggi i due compariranno nel processo per direttissima davanti ai giudici del tribunale di Oristano. Entrambi devono rispondere di favoreggiamento e rischiano una condanna che può arrivare fino a 5 anni di reclusione. Con il loro avvocato, Gian Cristian Melis, la coppia sceglierà se concludere il procedimento con il rito abbreviato, sfruttando la possibilità di sconti di pena. Già nel corso dell’udienza di convalida c’era stato un tentativo di patteggiamento, ma di fronte alla proposta di cinque anni avanzata dal pm, l’ipotesi era tramontata. In quell’occasione Basilia Puddu si era avvalsa della facoltà di non rispondere mentre Antioco Gioi aveva rilasciato solo una breve spontanea dichiarazione cercando di discolpare la moglie: «Quella parte di casa è separata dal resto, mia moglie e i miei figli (tre, tutti minorenni, ndr) non sapevano nulla. Gli accessi sono separati». La tesi non aveva convinto i giudici che avevano comunque deciso di concedere ai due coniugi gli arresti domiciliari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google