Green pass ridotto a 6 mesi, domani la decisione
Attesa per le scelte del governo: possibile obbligo vaccinale a chi lavora in contatto con il pubblico
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ROMA. In attesa dell'ulteriore stretta di Natale, è corsa ai tamponi per gli italiani: sono stati quasi 852 mila (851.865) quelli effettuati nelle ultime 24 ore, mentre si è superata ieri la soglia del milione di green pass scaricati in seguito a test antigenico o molecolare. Il premier Mario Draghi riflette sulle misure in attesa dei dati epidemiologici più aggiornati e si attesta sulla linea della prudenza: «l'arrivo della stagione invernale e la diffusione della variante Omicron ci obbligano alla massima cautela nella gestione dei prossimi mesi». Tra le possibili novità - domani si riuniranno cabina di regia e Consiglio dei ministri per decidere - si valutano il taglio a sei mesi della validità della certificazione verde, il tampone anche per i vaccinati che vogliono andare in stadi, concerti o discoteche, la mascherina all'aperto, l'allargamento ad altre categorie di lavoratori o settori dell'obbligo di vaccinazione. Possibili anche «raccomandazioni» a limitare il numero di persone in casa e indicazioni per impedire festeggiamenti con assembramenti per l'ultimo dell'anno. La Commissione Ue ha ribadito «il periodo vincolante di 9 mesi» di validità del pass per i viaggi nell'Unione; le disposizioni a riguardo devono quindi essere «coordinate». I dati, con le terapie che tornano sopra quota mille e oltre 30mila nuovi contagiati alzano il livello di preoccupazione nel Governo, dando forza alle argomentazioni dei prudenti, il ministro Roberto Speranza in testa. Dall'altro lato c'è la preoccupazione per le ricadute di un giro di vite severo in un periodo clou come quello natalizio per commercio, ristorazione, locali, eventi sportivi e culturali, tutti settori colpiti dalla pandemia. La riduzione della validità del green pass per i vaccinati dagli attuali 9 a 6 mesi (o 7 in alternativa) e l'obbligo di mascherina all'aperto sembrano essere le misure che trovano il maggiore consenso. Ma potrebbero non essere sufficienti a frenare la corsa dei contagi sostenuta dal dilagare della variante Omicron, con terapie intensive e ricoveri che minacciano di mettere in crisi gli ospedali. Sul tavolo delle riunioni c'è così anche l'obbligo vaccinale. Limitato ora a sanitari, personale scolastico, forze di polizia e forze armate, si fa strada l'ipotesi di allargarlo ad altre categorie di lavoratori, come ad esempio quelli a contatto con il pubblico. Si pensa poi al tampone anche per i vaccinati per accedere a feste, discoteche, eventi come quelli previsti a Capodanno.
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