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“Sassarini” contro talebani video inedito sulla battaglia

di Antonello Palmas
“Sassarini” contro talebani video inedito sulla battaglia

Le immagini del sito Difesa online sono girate a Bala Murghab nel dicembre 2009 Confermano che la missione Isaf fu un impegno bellico vero e denso di pericoli

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SASSARI. Che la presenza militare italiana in Afghanistan non sia stata solo pure operazioni di controllo, addestramento delle forze locali e carezze ai bambini lo si può ben immaginare. Ma ora che le forze Nato si sono ritirate dalla missione in quelle aree, cominciano a emergere anche immagini che rendono bene l’idea della durezza dell’impegno in zone tra le più difficili del mondo per qualunque esercito. Come quelle pubblicate dal sito specializzato Difesa OnLine e relative alla battaglia di Bala Murghab, nel nord ovest del Paese, nel dicembre 2009: si tratta di 16 minuti inediti che testimoniano i rischi corsi dai soldati della Brigata Sassari, impegnati a combattere fianco a fianco ai colleghi americani della missione Isaf contro circa 500 “insurgent”, talebani che martellavano la Base Columbus al confine col Turkmenistan. Un’area non tra le più pericolose, ma che era posizionata sulla via dell’oppio controllata dagli “studenti coranici” e che in quelle settimane era diventata caldissima dopo la morte di due statunitensi. Il tentativo di recupero dei corpi era stato accolto con le armi dai taliban e la tensione era cresciuta sino a costringere all’organizzazione della operazione Buongiorno, cui si riferiscono le immagini, commentate da un gruppo di ufficiali che vi presero parte. La qualità del video e dell’audio consente di vivere quei momenti drammatici come se si fosse su quella collina, insieme a quegli uomini sdraiati dietro i ripari e impegnati con mitragliatrici, fucili e lanciagranate contro il nemico che spara da alcuni palazzi non troppo distanti, con le pallottole dei Kalashnikov che fischiano a pochi centimetri dalle loro teste. Tra il crepitio continuo delle armi, si parla, e tanto: oltre a urla, richiami ed esultanze dei soldati Usa si distinguono chiaramente le espressioni assai colorite dei tanti sardi della Brigata. Farebbero anche sorridere, se non fosse che quelle immagini non riguardano il passaggio di livello in un videogioco di guerra, ma una realtà terribile: alla fine di quella battaglia, tra le macerie verranno trovati i cadaveri di 29 guerriglieri. Ma la guerra è questo, e occorre mettersi nei panni di chi in quei momenti esulta quando un colpo fa saltare per aria una postazione talebana, con le vite al suo interno. Lascia perplessi invece una considerazione di un ufficiale riguardo alle difficoltà create dal dover rispettare le regole evitando rischi per i civili, mentre gli insurgent «si nascondono negli ospedali, custodiscono le armi nelle moschee» e si fanno scudo della popolazione inerme: «Invidio i russi, che non si fanno di questi problemi».

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