Nonnina mia ti racconto quello che non puoi vedere
di Stefania Salis
Caterina: nome che deriva dal greco katharos e che significa “puro, sincero”. Mia nonna Caterina per me è sempre stata questo: lo specchio della purezza e della bontà più sincere. Fin da bambina l’ho...
3 MINUTI DI LETTURA
Caterina: nome che deriva dal greco katharos e che significa “puro, sincero”. Mia nonna Caterina per me è sempre stata questo: lo specchio della purezza e della bontà più sincere. Fin da bambina l’ho sempre considerata come un punto di riferimento, un porto sicuro dopo una brutta tempesta, poiché aveva l’abitudine di assecondarmi nelle mie scelte e di difendermi contro tutte le cattiverie del mondo. Se mi vedessi in questo momento, cara nonna, so che mi diresti di non piangere e di farmi coraggio. Perciò questo scritto lo dedico a te, che da qualche anno combatti contro una malattia che ti ha lacerato la mente, l’Alzheimer, e non ricordi nemmeno più il tuo nome. A volte mi siedo nella tua camera, ti stringo la mano e provo a conversare con te delle cose più disparate. Tu mi guardi, probabilmente non comprendi cosa dico ma io, imperterrita, non smetto di parlarti. Ora ti faccio questo regalo e tento di mettere per iscritto tutte le cose che ultimamente ti sei persa.
I nostri vicini chiedono spesso di te, sai? Nel quartiere sei sempre stata la consigliera, quella pronta ad ascoltare le lamentele e ad offrire un caffè ai conoscenti di passaggio. Le tue sorelle vengono non di rado a farti visita e tu sembri sempre felicissima di vederle, anche se magari non riesci a ricordare i loro nomi. Adesso anche tante infermiere vengono frequentemente a controllare che tutto sia a posto e – ma questo non diciamolo a nessuno – posso dire per certo che sei una delle loro pazienti preferite: non ti lamenti e non risparmi mai un bel sorriso. Ma comunque, tra tutte le cose di cui non hai memoria, c’è un fatto positivo nonnì: ti stai perdendo il Covid-19. Per farla breve, una brutta pandemia ci ha costretti a quarantene, tamponi, restrizioni e tanto altro. Scommetto che persino tu ti sei accorta che qualcosa non va, tutte le volte che entriamo nella tua stanza con la mascherina. E poi devo dirti che quest’anno abbiamo vinto gli Europei. Per quanto eri appassionata di calcio, ti sarebbe tanto piaciuto essere partecipe della vittoria.
L’ultima cosa di cui voglio parlare è la famiglia che hai costruito. Tua figlia per prima e tutti gli altri si prendono cura di te con un amore infinito. Cerchiamo di riservarti lo stesso affetto che tu ci hai insegnato a provare verso le altre persone. Ora, ogni volta che mi guardi con quegli occhi grandi e mi dici l’unica cosa che ormai sai dire – “bella” – mi vengono in mente tutti i più bei ricordi che abbiamo insieme. Mi manchi, ma il tuo sorriso è, a volte, l’unica cosa che riesce a darmi speranza.
Stefania frequenta il Liceo Galilei di Macomer
I nostri vicini chiedono spesso di te, sai? Nel quartiere sei sempre stata la consigliera, quella pronta ad ascoltare le lamentele e ad offrire un caffè ai conoscenti di passaggio. Le tue sorelle vengono non di rado a farti visita e tu sembri sempre felicissima di vederle, anche se magari non riesci a ricordare i loro nomi. Adesso anche tante infermiere vengono frequentemente a controllare che tutto sia a posto e – ma questo non diciamolo a nessuno – posso dire per certo che sei una delle loro pazienti preferite: non ti lamenti e non risparmi mai un bel sorriso. Ma comunque, tra tutte le cose di cui non hai memoria, c’è un fatto positivo nonnì: ti stai perdendo il Covid-19. Per farla breve, una brutta pandemia ci ha costretti a quarantene, tamponi, restrizioni e tanto altro. Scommetto che persino tu ti sei accorta che qualcosa non va, tutte le volte che entriamo nella tua stanza con la mascherina. E poi devo dirti che quest’anno abbiamo vinto gli Europei. Per quanto eri appassionata di calcio, ti sarebbe tanto piaciuto essere partecipe della vittoria.
L’ultima cosa di cui voglio parlare è la famiglia che hai costruito. Tua figlia per prima e tutti gli altri si prendono cura di te con un amore infinito. Cerchiamo di riservarti lo stesso affetto che tu ci hai insegnato a provare verso le altre persone. Ora, ogni volta che mi guardi con quegli occhi grandi e mi dici l’unica cosa che ormai sai dire – “bella” – mi vengono in mente tutti i più bei ricordi che abbiamo insieme. Mi manchi, ma il tuo sorriso è, a volte, l’unica cosa che riesce a darmi speranza.
Stefania frequenta il Liceo Galilei di Macomer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
