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Mai cosi tanti nuovi casi: in Italia sono quasi 45mila

Mai cosi tanti nuovi casi: in Italia sono quasi 45mila

Record dall’inizio della pandemia, ma con 168 decessi: un terzo rispetto al 2020 Contagi in salita (344) nell’isola, Gimbe: +44% nell’ultima settimana. Due i morti 

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SASSARI. Il Covid sta lanciando una nuova preoccupante offensiva a livello nazionale 44.595 nuovi positivi, il record dall’inizio della pandemia. E i morti sono 168 (ma attenzione: nello stesso giorno dello scorso anno furono ben 550). La Sardegna non fa eccezione, era dal 1° settembre scorso che in Sardegna non si contavano tanti nuovi casi confermati di positività al Sars-Cov2 nelle 24 ore: 344. Più dei 315 di una settimana fa, sinora picco della nuova ondata, 40 in più del giorno prima. E si torna a morire: due le vittime, un uomo di 58 anni residente in provincia di Nuoro e un 86enne della Città Metropolitana di Cagliari. È la conferma che la curva dei contagi è in salita anche nell’isola. Questa volta è la provincia di Sassari la più colpita con 90 casi, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari (89), dal Nuorese (68), dal Sud Sardegna 58) e dall’Oristanese (39).

Nonostante salga il numero dei tamponi processati in totale, fra molecolari e antigenici, (11.817), il tasso di positività sale così al 2,9%. Stabile il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, 11, mentre i ricoverati in area medica sono 127 (+6); 4.296 sono i casi di isolamento domiciliare (+ 84).

Più eloquenti ancora i dati su base settimanale diffusi dal report della Fondazione Gimbe. Nella settimana 15-21 dicembre si evidenzia un aumento dei nuovi casi (43,7%) rispetto alla settimana precedente. Performance in peggioramento anche per i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (261), così suddivisi: Cagliari 123, Nuoro 120, Oristano 118, Sassari 92, Sud Sardegna 92. Per fortuna, nonostante il trend, la vaccinazione diffusa per ora consente di tenere sotto soglia di saturazione i posti letto occupati da pazienti Covid-19 in area medica (7%) e in terapia intensiva (6%). Un aspetto di importanza decisiva nelle gestione della pandemia, perché la minore pressione sugli ospedali significa minore aggressività del virus nei confronti della popolazione vaccinata, sempre più numerosa, e quindi possibilità di gestire meglio la pandemia. La popolazione sarda che ha completato il ciclo vaccinale è pari 79,2% (media Italia 77,9%) a cui aggiungere un ulteriore 2,6% solo con prima dose (media Italia 3,1%); il tasso di copertura vaccinale con terza dose è del 49,3% (media Italia 51,2%). (a.palmas)

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