La Nuova Sardegna

«Non voglio dividere la cabina con sconosciuti»

di Claudio Zoccheddu
«Non voglio dividere la cabina con sconosciuti»

Camionista polemizza con la Grimaldi: «La mia azienda aveva pagato l’esclusiva». La compagnia: «Non è possibile, nel suo biglietto era previsto l’uso condiviso»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Se fosse accaduto in tempi non sospetti, l’equivoco si sarebbe risolto con un fastidio. Da quando la distanza interpersonale è diventata un presidio sanitario, le cose sono cambiate. E così una storia di viaggio in epoca Covid, raccontata in maniera diversa dagli interlocutori di riferimento, diventa una notizia che nasce dall’unico fatto che può vantare una conferma bilaterale: viaggiare dividendo la cabina di una nave con tre sconosciuti. Possibile? Sì. Sicuro? Sì, secondo la compagnia.

L’accusa. Gianfranco Solinas è un camionista che viaggia quotidianamente sulla tratta Olbia-Livorno e che ieri ha raccontato la sua storia: «Devo denunciare una situazione gravissima e pericolosa che va avanti da parecchio tempo – attacca Solinas che parte dalla premessa –. I nostri datori di lavoro pagano la traversata dei mezzi e le cabine ad uso esclusivo, trattandosi di una traversata notturna di 9 ore. Nei periodi di grande traffico accade che la compagnia di navigazione, la Grimaldi, ci obblighi ad occupare cabine quadruple e quindi a coabitare con dei perfetti sconosciuti con i quali condividere uno spazio di 2 metri per 2, un unico bagno, un unico wc, un unico lavandino, una unica doccia. Tutto questo accadeva mentre dagli altoparlanti veniva diffuso lo spot anti Covid che ricorda l'obbligatorietà della mascherina, il rispetto la distanza interpersonale di almeno un metro e la necessità di lavare frequentemente le mani». Gianfranco, questa volta, ha deciso di dire la sua: «Quando mi sono rifiutato di condividere la cabina con tre sconosciuti è stato chiamato in causa il commissario di bordo che mi ha invitato a lasciare la nave col mio mezzo, con tanto di minaccia di daspo perpetuo dalla compagnia. Il garage, però, era pieno è sbarcare il mio camion sarebbe stato complicato. Come alternativa mi è stato proposto di sbarcare lasciando il mezzo a bordo». Gianfranco non ha accettato: «Dopo ore di trattative mi è stato concesso di condividere la mia cabina con un'altra persona di mia conoscenza, che non cambia il concetto, e ho dovuto accettare mio malgrado. Non so quali saranno le conseguenze della mia ribellione ma non ho intenzione di mettere a rischio anche l'incolumità della mia famiglia, anche a costo di non poter più viaggiare con Grimaldi o di perdere il posto di lavoro».

La difesa. La compagnia smentisce il racconto del camionista partendo da due aspetti differenti, la prenotazione e i protocolli di sicurezza: «Se l’autista aveva acquistato l’uso di una singola cabina, avrebbe avuto l’uso esclusivo senza alcun problema. Evidentemente non è questo il caso e nel suo biglietto era previsto l’uso condiviso della cabina. Non ci sono alternative». In ogni caso, Grimaldi sottolinea la possibilità di viaggiare senza correre rischi anche condividendo gli spazi: «Ad ogni passeggero che utilizza questa formula viene richiesto di rispettare i protocolli di sicurezza studiati per rispettare le norme di vigenti in fatto di prevenzione del contagio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative