La Nuova Sardegna

Ricoveri ridotti a un quarto effetto di un anno di vaccini

di Roberto Petretto
Ricoveri ridotti a un quarto effetto di un anno di vaccini

Il 27 dicembre del 2020 le prime dosi nell’isola: meno pazienti nei reparti

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SASSARI. Tante cose sono cambiate in un anno: 12 mesi fa l’annuncio dell’avvio della campagna vaccinale (prime dosi a un medico e a un’infermiera) venne accolto con entusiasmo e tante speranze. Era il 27 dicembre 2020 e i più fiduciosi pensarono che quelle iniezioni fossero l’inizio della fine per il virus. Le cose sono andate un po’ diversamente: il virus c’è ancora, corre come un anno fa, forse anche di più, ma sembra avere gli artigli spuntati. E a spuntarli è stato il vaccino. La campagna vaccinale, poi, ha tanti sostenitori, ma anche una minoranza rumorosa e agguerrita di oppositori.

Le cifre. In un anno sono state somministrate in Sardegna quasi 3 milioni (2.956.000) di dosi di cui il 67% Pfizer, 20% Moderna, 12% AstraZeneca e 1% Johnson&Johnson. Il picco è stato raggiunto il 22 maggio con 24.752 inoculazioni in una sola giornata, mentre per quanto riguarda le terze dosi, la cui campagna è partita a fine settembre di quest'anno, il dato più alto è stato registrato il 10 dicembre con 14.682 vaccinazioni per un totale di 413 mila dosi somministrate. Dal 16 dicembre la campagna di vaccinazione ha aperto anche alla fascia d'età 5-11 anni, per un totale di 4.000 dosi pediatriche somministrate in poco più di una settimana.

«Con una copertura del 79,2% - si legge in una nota della Regione - la Sardegna è fra le prime sette regioni per popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, contro una media nazionale che si assesta al 78%. Nella fascia d'età 12-19 anni la Sardegna è la prima regione per popolazione con ciclo completo con la copertura del 79,11% della platea, là dove la media italiana segna il 72,36%».

Gli effetti. Cosa ha prodotto questa massiccia campagna vaccinale? Anche qui i numeri sono eloquenti. Se facciamo un raffronto tra il giorno di Santo Stefano del 2020 e quello di quest’anno, si vede come il numero dei contagi sia simile. Sono invece crollati i ricoveri e i decessi. Un anno fa ci furono 173 nuovi casi (riscontrati sulla base di meno di 2.500 tamponi), mentre ieri sono stati 244. In compenso se i ricoveri in area medica nel 2020 erano 478 e quelli in terapia intensiva 43, alla data di ieri erano invece, rispettivamente, 128 e 12. Non solo: un anno fa c’erano anche 15.879 persone in isolamento domiciliare: ieri, pur con contagi in crescita, appena 5.169. A meno che non si dia credito alle teorie complottiste secondo cui tutto questo è una finzione e i dati sono completamente inventati, allora si deve riconoscere che i vaccini, in questi 12 mesi, non hanno cancellato il virus come si sperava, ma hanno innegabilmente ridotto e di molto i suoi effetti.

La Regione. «Stiamo portando avanti la più imponente campagna di vaccinazione che la Sardegna abbia mai conosciuto, sia per i numeri in gioco, sia dal punto di vista dell'organizzazione e delle forze in campo - dice il presidente della Regione, Christian Solinas -. In un anno abbiamo segnato risultati importanti e affrontato un percorso di costante crescita nella lotta al virus. In rapporto all'andamento della curva pandemica il numero delle ospedalizzazioni e soprattutto dei casi più gravi resta contenuto e questo grazie alla copertura vaccinale. Tuttavia il Covid rappresenta ancora una minaccia a causa della diffusione delle nuove varianti e la battaglia non è ancora vinta. Serviranno ancora responsabilità e impegno da parte di tutti».

«In un anno di campagna vaccinale è stato fatto un lavoro immenso - aggiunge l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu -. “Grazie agli operatori sanitari, ai volontari e a tutte le persone che hanno prestato e che ancora oggi prestano servizio negli hub e nei punti di vaccinazione del territorio, siamo riusciti a raggiungere traguardi significativi. Continuiamo a seguire puntualmente l'evoluzione della curva pandemica. La campagna di vaccinazione prosegue e la massima attenzione resta alle categorie più fragili».

Il bollettino. Ieri, come accennato, ci sono stati 244 casi confermati. 224 in meno rispetto al giorno precedente ma con un numero di molto inferiore di tamponi: 4.956 fra molecolari e antigenici, tanto che il tasso di positività è salito al 4,9 per cento. C’è stato anche un decesso, un ottantenne residente nel Sud Sardegna. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 12 (+1), quelli in area medica 128 (-4). Infine, sono 5.169 (+230) le persone in isolamento domiciliare.

Su scala nazionale è stata un’altra giornata difficile: anche se le persone risultate positive al virus sono state 24.883 (con 81 morti), la cifra va rapportata al numero basso di tamponi, appena 217 mila, che ha portato il tasso di positività all'11,5%, quasi sei punti in più rispetto a ieri quando ha toccato il 5,6%: di fatto è positivo più di un tampone su 10. Tornano a crescere i ricoveri, +328, e le terapie intensive (+18) tanto che la Cabina di Regia ha affermato che «a livello nazionale è stata superata la prima soglia critica di occupazione dei posti letto nelle Intensive».

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