Gestire e difendere l’acqua: la Regione aggiorna i piani
Riguardano il Distretto idrografico e la prevenzione del rischio di alluvioni Tra gli obiettivi protezione dell’ambiente e un utilizzo più razionale e sostenibile
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SASSARI. È una risorsa preziosa e che rischia di esserlo sempre di più a causa delle modificazioni del clima, ma l’acqua è anche un elemento per il quale occorre una pianificazione accurata in modo da evitare danni al territorio e alla popolazione. La revisione dei dati è quindi continua, ma ogni sei anni in base alla Direttiva Quadro sulle Acque, il comitato istituzionale dell'Autorità di bacino provvede all’aggiornamento di due fondamentali strumenti di pianificazione delle risorse idriche e dell’assetto idrogeologico, il Piano di gestione del Distretto idrografico della Sardegna (Pgd) e il Piano di gestione del rischio di alluvioni (Pgra). Proprio ciò che è accaduto nei giorni scorsi. Sono l’esito di un lungo e articolato processo che ha coinvolto non solo le strutture e gli enti della Regione ma anche il mondo accademico, esperti e portatori di interesse, istituzioni ed enti locali, ordini professionali, associazioni e cittadini. Dopo il parere della quarta commissione del Consiglio regionale verranno approvati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
Il Piano di gestione del Distretto idrografico della Sardegna presenta un’analisi riguardante l’intero sistema dei corpi idrici del bacino della Sardegna, la rilevazione delle pressioni e degli impatti, una panoramica sulle aree protette, una disamina dello stato delle acque superficiali e sotterranee, l’analisi economica, gli obiettivi ambientali e, quale strumento operativo, il programma delle misure da adottare per garantire un uso sostenibile della risorsa idrica. L’obiettivo è assicurare la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento, agevolare l'utilizzo idrico sostenibile, proteggere l'ambiente, migliorare le condizioni degli ecosistemi acquatici e mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei diversi soggetti territoriali e delle comunità.
Il Piano di gestione del rischio di alluvioni è invece finalizzato alla riduzione delle conseguenze che possono derivare dalle alluvioni all’uomo, all’ambiente e alla società. Il Pgra si integra, coordinandoli, con gli altri piani vigenti per la mitigazione del rischio idrogeologico: il Piano di assetto idrogeologico (Pai) e il Piano stralcio delle fasce fluviali (Psff). È insomma la base conoscitiva e operativa che supporta le attività di pianificazione locale, indirizzandole alla considerazione di tutti gli elementi utili per la mitigazione del rischio idrogeologico e all’attuazione delle necessarie misure di preparazione, prevenzione e protezione, dedicato quindi ad amministratori locali, tecnici, professionisti e chiunque sia coinvolto nella pianificazione delle attività di mitigazione del rischio idrogeologico e a tutti coloro che siano chiamati a contribuire attivamente nelle attività di prevenzione e di riduzione della pericolosità in caso del verificarsi di eventi alluvionali.
«L’acqua è un bene prezioso ma limitato e fragile – spiega il governatore Christian Solinas – Da un utilizzo responsabile della risorsa dipendono non solo la salvaguardia del patrimonio ambientale e l’approvvigionamento potabile, ma anche comparti strategici dell’economia della Regione come l’agricoltura, il turismo e l’industria». I due piani aggiornati consentono di «adempiere alle stringenti disposizioni delle direttive comunitarie – dice l’assessore dei lavori pubblici, Aldo Salaris – evitando così di incorrere in procedure di infrazione, ma soprattutto di mettere a disposizione dell’intero bacino regionale sardo due fondamentali strumenti di gestione del territorio e di supporto alla programmazione del Pnrr e degli altri programmi di finanziamento». (a.palmas)
Il Piano di gestione del Distretto idrografico della Sardegna presenta un’analisi riguardante l’intero sistema dei corpi idrici del bacino della Sardegna, la rilevazione delle pressioni e degli impatti, una panoramica sulle aree protette, una disamina dello stato delle acque superficiali e sotterranee, l’analisi economica, gli obiettivi ambientali e, quale strumento operativo, il programma delle misure da adottare per garantire un uso sostenibile della risorsa idrica. L’obiettivo è assicurare la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento, agevolare l'utilizzo idrico sostenibile, proteggere l'ambiente, migliorare le condizioni degli ecosistemi acquatici e mitigare gli effetti delle inondazioni e della siccità, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei diversi soggetti territoriali e delle comunità.
Il Piano di gestione del rischio di alluvioni è invece finalizzato alla riduzione delle conseguenze che possono derivare dalle alluvioni all’uomo, all’ambiente e alla società. Il Pgra si integra, coordinandoli, con gli altri piani vigenti per la mitigazione del rischio idrogeologico: il Piano di assetto idrogeologico (Pai) e il Piano stralcio delle fasce fluviali (Psff). È insomma la base conoscitiva e operativa che supporta le attività di pianificazione locale, indirizzandole alla considerazione di tutti gli elementi utili per la mitigazione del rischio idrogeologico e all’attuazione delle necessarie misure di preparazione, prevenzione e protezione, dedicato quindi ad amministratori locali, tecnici, professionisti e chiunque sia coinvolto nella pianificazione delle attività di mitigazione del rischio idrogeologico e a tutti coloro che siano chiamati a contribuire attivamente nelle attività di prevenzione e di riduzione della pericolosità in caso del verificarsi di eventi alluvionali.
«L’acqua è un bene prezioso ma limitato e fragile – spiega il governatore Christian Solinas – Da un utilizzo responsabile della risorsa dipendono non solo la salvaguardia del patrimonio ambientale e l’approvvigionamento potabile, ma anche comparti strategici dell’economia della Regione come l’agricoltura, il turismo e l’industria». I due piani aggiornati consentono di «adempiere alle stringenti disposizioni delle direttive comunitarie – dice l’assessore dei lavori pubblici, Aldo Salaris – evitando così di incorrere in procedure di infrazione, ma soprattutto di mettere a disposizione dell’intero bacino regionale sardo due fondamentali strumenti di gestione del territorio e di supporto alla programmazione del Pnrr e degli altri programmi di finanziamento». (a.palmas)
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