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Lite per l’affitto, ucciso sul pianerottolo

di Luciano Onnis
Lite per l’affitto, ucciso sul pianerottolo

Antonio Pisu, 79 anni, proprietario della casa, è stato assassinato con un colpo di pistola. Arrestato il 76enne Luigi Piras

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di Luciano Onnis
MONSERRATO . Otto anni di affitto non pagato finiscono in tragedia: l’inquilino moroso ha ucciso il proprietario dell’appartamento che per l’ennesima volta gli chiedeva il denaro ma anche di lasciare l’abitazione, da cui comunque a febbraio avrebbe sloggiare perché sotto sfratto esecutivo. Il litigio sul pianerottolo, ricorrente in questi anni, stavolta ha avuto un epilogo di sangue. Il padrone di casa, Antonio Pisu, 79 anni, ex impresario edile di Monserrato, è stato colpito al petto da uno dei quattro proiettili esplosi dalla pistola calibro 7,65 impugnata da Luigi Piras, 76 anni, in passato agente assicurativo.

L’arresto. Per il proprietario della mansarda al secondo piano data in locazione, non c’è stato scampo, verosimilmente è morto all’istante. L’omicida è stato arrestato dai poliziotti della Squadra mobile della questura di Cagliari dopo che un figlio e un genero della vittima erano riusciti a bloccarlo e disarmarlo. Per lui, rinchiuso nel carcere di Uta, c’è l’accusa di omicidio volontario. Teatro dell’omicidio, che gli inquirenti hanno definito “d’impeto”, una palazzina con tre appartamenti in via Agricola 50 e 52, nel centro di Monserrato. L'abitazione al piano terra e la mansarda erano stater affittate mentre al primo piano viveva il padrone di casa Antonio Pisu e moglie, insieme alla figlia, al genero e ad una nipote diciassettenne.

Litigi continui. La mansardina era stata data in locazione all’ex assicuratore Luigi Piras una decina d’anni fa, ma da otto l’inquilino avrebbe smesso di pagare il canone. Col tempo, e con gli arretrati che crescevano di mese in mese, il rapporto fra i due si è logorato e le liti erano all'ordine del giorno. Oltre al denaro, il padrone di casa voleva indietro l’appartamento per darlo alla figlia che intanto stava abitando da lui con la famiglia. Era stata avviata anche una causa concludsa con un provvedimento di sfratto che fra due mesi sarebbe diventato esecutivo. Ieri mattina Antonio Pisu ha parlato nuovamente del problema insoluto con i familiari (c’era anche il figlio Marcello), poi la decisione di salire la rampa di scale e andare a bussare alla porta di Luigi Piras. L’inquilino ha aperto, è iniziata un'accesa discussione, finchè Luigi Piras sarebbe tornato in casa per riuscirne con in pugno una pistola 7,65 che deteneva legalmente (nascosta nel frigorifero) e l’ha puntata sul suo padrone di casa, sparandogli un colpo in pieno petto. Sono partiti anche altri tre colpi, ma sono andati tutti a vuoto. Attirati dagli spari, sono accorsi il figlio e il genero che hanno trovato il corpo del padre a terra, fra la porta e il pianerottolo, e l’inquilino con la pistola in mano. Gli si sono avventati contro, l’hanno disarmato e immobilizzato, trattenendolo a terra. Gli altri familiari hanno chiesto l’intervento del 118 e della polizia, giunti in breve tempo in via Agricola.

Il silenzio dell’accusato. Per Antonio Pisu non c’era però più niente da fare, freddato dal colpo di pistola. L’omicida è stato preso in consegna dagli agenti delle Volanti e accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Brotzu, per alcune medicazioni, poi in questura, dove si è chiuso nel silenzio totale. Intanto sul posto sono arrivati anche il funzionario della Mobile Michele Mecca, il capo delle Volanti Massimo Imbimbo e della Scientifica Barbara Vacca, il pm Gaetano Porcu e il medico legale Roberto Demontis. «Ci sono diversi particolari ancora da chiarire – ha detto Michele Mecca –, per adesso c’è il fermo del presunto omicida». Ma il caso è già chiuso.

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