Università di cagliari
Sforbiciata dell’Ersu: un coro di no
L’ente annuncia la rimodulazione delle rate delle borse di studio
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CAGLIARI. Non toccate le borse di studio. Il grido d’allarme arriva dai vertici dell’ateneo cagliaritano e dai rappresentanti degli studenti nel senato accademico. Il tema è la riduzione decisa dall’Ersu della prima quota delle borse di studio destinate ai (tanti) ragazzi fuori sede. «In un momento di grave difficoltà economica delle famiglie, come quello che il Paese e la Sardegna stanno attraversando – si legge in una nota dell’Università –, la Regione ha continuato a sostenere il diritto allo studio tramite lo stanziamento di apposite risorse. È tuttavia fondamentale che tale diritto sia assicurato anche in relazione alla modalità di pagamento delle quote di anticipo delle borse. Abbiamo già chiesto all’Ersu di riportarlo almeno al 50% anche per gli studenti di nuova immatricolazione, al fine di incentivare ulteriormente le iscrizione all’Università».
Netta anche la posizione degli studenti. «In questo periodo ci siamo trovati impossibilitati a far valere le nostre ragioni e ad avanzare le nostre proposte. È passato un anno da quando si sono svolte le elezioni universitarie di studenti e docenti ma nonostante questo il Consiglio Regionale non ha ancora concesso al Cda di insediarsi».
Il commissariamento dell’Ersu, secondo i ragazzi, si traduce nella «precarietà delle strutture, nell'insufficienza dei posti nelle mense, nella totale assenza di strumenti e linee internet». Problemi ai quali si aggiunge il taglio della prima rata delle borse di studio: «Abbiamo molte segnalazione – scrivono di studenti – di colleghi che si troveranno in difficoltà a pagare l'affitto, il materiale didattico o gli strumenti per i laboratori».
Netta anche la posizione degli studenti. «In questo periodo ci siamo trovati impossibilitati a far valere le nostre ragioni e ad avanzare le nostre proposte. È passato un anno da quando si sono svolte le elezioni universitarie di studenti e docenti ma nonostante questo il Consiglio Regionale non ha ancora concesso al Cda di insediarsi».
Il commissariamento dell’Ersu, secondo i ragazzi, si traduce nella «precarietà delle strutture, nell'insufficienza dei posti nelle mense, nella totale assenza di strumenti e linee internet». Problemi ai quali si aggiunge il taglio della prima rata delle borse di studio: «Abbiamo molte segnalazione – scrivono di studenti – di colleghi che si troveranno in difficoltà a pagare l'affitto, il materiale didattico o gli strumenti per i laboratori».
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