Sport, l’avversario è il virus Tre positivi in casa Dinamo
di Mario Carta
Dopo Bologna salta anche la gara del 2 gennaio con Trento: il basket paga pegno Problemi nella serie D di calcio: oggi obbligo di Ffp2 per Torres-Vis Artena
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SASSARI. È una storia già sentita e già vissuta, una delle tante di questi tempi pandemoniaci. Una storia di Covid che ci mette lo zampino e di sport, di basket e di partite saltate. Ancora.
Stanno tutti bene, alla Dinamo. Ma ancora una volta nel cosiddetto “gruppo squadra”, che comprende l’intera famiglia societaria, dagli impiegati ai tecnici ai dirigenti ai giocatori, ci sono delle positività (almeno tre) che impongono lo stop. Il primo è stato quello prudenzialmente autoscattato nel club biancoblù dopo le avvisaglie spagnole (il Tenerife al rientro da Sassari dopo la gara di Champions del 21 dicembre ha avuto dei positivi), ora quello ufficiale imposto dalla Ats di Sassari alla luce dei tamponi positivi. Sette giorni di quarantena, isolamento per i positivi ma di fatto isolamento per tutti e di scendere in campo o di allenarsi insieme non se ne parla. Così, dopo aver saltato la sfida del 26 dicembre a Bologna contro la Fortitudo per via dei casi di Covid tra i padroni di casa, la Dinamo non potrà rispettare neanche l’impegno del 2 gennaio contro Trento, al PalaSerradimigni di Sassari.
Sai che novità, di questi tempi. Era già accaduto, alla Dinamo in primis, nonostante le precauzioni e un sistema di controllo e prevenzione al top. Ma il basket continua a pagarla cara, al massimo livello. E mentre in Sardegna ad esempio non si sono mai finora registrati problemi nei campionato minori, al vertice è un disastro. Soprattutto su al Nord. Nell’Isola per esempio nei tornei regionali sono state pochissime le partite rinviate, più che altro in via precauzionale, e un solo caso registrato. «Al Nord e ad alto livello ci sono più contatti, si viaggia si va e si torna – spiega Tore Serra, presidente della Federbasket regionale –, mentre nell’isola siamo tra noi, un po’ più protetti e forse un po’ più consapevoli. Ma non abbiamo avuto problemi».
In serie A invece di fatto la scorsa giornata sono state disputati solo due incontri su otto: Brindisi-Pesaro e Treviso-Brescia. Sono bloccate dal Covid Milano (10 casi), Cremona (10 casi), Tortona, Varese e Fortitudo Bologna, mentre Napoli si è smarcato dal blocco e ieri ha annunciato la ripresa degli allenamenti dopo la quarantena e i tamponi negativi. Il campionato non è a rischio ma già gli spazi per i recuperi si fanno stretti.
Non è un problema del solo basket, è un guaio totale per un mondo anche sportivo che vuole andare avanti, e vincere.
In Sardegna segnali positivi arrivano dal mondo del calcio che nel 2021 – spiega il presidente della Figc isolana Gianni Cadoni – nonostante la pandemia ha visto crescere i suoi numeri: da 515 società iscritte a 550, e nessun calo di tesserati mentre in tutta Italia all’appello ne mancano ben 250.000. E l’attenzione è massima. Oggi all’Acquedotto di Sassari per il recupero di serie D tra Torres e Vis Artena, secondo le nuove regole per le manifestazioni sportive, farà l’esordio la mascherina Ffp2, obbligatoria insieme al green pass. E anche la serie D ha dovuto fare i conti con il Covid, con una classifica che dire monca è offendere Muzio Scevola, e Vishnu.
Stanno tutti bene, alla Dinamo. Ma ancora una volta nel cosiddetto “gruppo squadra”, che comprende l’intera famiglia societaria, dagli impiegati ai tecnici ai dirigenti ai giocatori, ci sono delle positività (almeno tre) che impongono lo stop. Il primo è stato quello prudenzialmente autoscattato nel club biancoblù dopo le avvisaglie spagnole (il Tenerife al rientro da Sassari dopo la gara di Champions del 21 dicembre ha avuto dei positivi), ora quello ufficiale imposto dalla Ats di Sassari alla luce dei tamponi positivi. Sette giorni di quarantena, isolamento per i positivi ma di fatto isolamento per tutti e di scendere in campo o di allenarsi insieme non se ne parla. Così, dopo aver saltato la sfida del 26 dicembre a Bologna contro la Fortitudo per via dei casi di Covid tra i padroni di casa, la Dinamo non potrà rispettare neanche l’impegno del 2 gennaio contro Trento, al PalaSerradimigni di Sassari.
Sai che novità, di questi tempi. Era già accaduto, alla Dinamo in primis, nonostante le precauzioni e un sistema di controllo e prevenzione al top. Ma il basket continua a pagarla cara, al massimo livello. E mentre in Sardegna ad esempio non si sono mai finora registrati problemi nei campionato minori, al vertice è un disastro. Soprattutto su al Nord. Nell’Isola per esempio nei tornei regionali sono state pochissime le partite rinviate, più che altro in via precauzionale, e un solo caso registrato. «Al Nord e ad alto livello ci sono più contatti, si viaggia si va e si torna – spiega Tore Serra, presidente della Federbasket regionale –, mentre nell’isola siamo tra noi, un po’ più protetti e forse un po’ più consapevoli. Ma non abbiamo avuto problemi».
In serie A invece di fatto la scorsa giornata sono state disputati solo due incontri su otto: Brindisi-Pesaro e Treviso-Brescia. Sono bloccate dal Covid Milano (10 casi), Cremona (10 casi), Tortona, Varese e Fortitudo Bologna, mentre Napoli si è smarcato dal blocco e ieri ha annunciato la ripresa degli allenamenti dopo la quarantena e i tamponi negativi. Il campionato non è a rischio ma già gli spazi per i recuperi si fanno stretti.
Non è un problema del solo basket, è un guaio totale per un mondo anche sportivo che vuole andare avanti, e vincere.
In Sardegna segnali positivi arrivano dal mondo del calcio che nel 2021 – spiega il presidente della Figc isolana Gianni Cadoni – nonostante la pandemia ha visto crescere i suoi numeri: da 515 società iscritte a 550, e nessun calo di tesserati mentre in tutta Italia all’appello ne mancano ben 250.000. E l’attenzione è massima. Oggi all’Acquedotto di Sassari per il recupero di serie D tra Torres e Vis Artena, secondo le nuove regole per le manifestazioni sportive, farà l’esordio la mascherina Ffp2, obbligatoria insieme al green pass. E anche la serie D ha dovuto fare i conti con il Covid, con una classifica che dire monca è offendere Muzio Scevola, e Vishnu.
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