Chiusa l’inchiesta sul petrolio dell’Isis
di Giuseppe Centore
Indagati 4 manager della Saras. Tra questi l’Ad Dario Scaffardi
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CAGLIARI. Si sono concluse prima di Natale le indagini della Procura di Cagliari sul presunto traffico di petrolio dell’Isis. Nel mirino della Procura, sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di finanza, ci sono quattro top manager della Saras, quattro dipendenti di una società di brokeraggio di petrolio con sede in Svizzera, la Petraco, e le stesse due società. Tra i manager Saras sono indagati lo stesso amministratore delegato Dario Scaffardi, il direttore finanziario Franco Balsamo e il direttore commerciale Marco Schiavetti, più un quarto dipendente Saras dell’ufficio svizzero della società del Moratti. Le accuse nei loro confronti sono riciclaggio, falso e frode fiscale. È stata la stessa Saras a comunicare, con una nota, la chiusura indagini da parte della magistratura cagliaritana. «Saras Spa comunica di avere ricevuto notifica della conclusione di indagini da parte della Procura della Repubblica di Cagliari relative a un procedimento riguardante presunte irregolarità nell’ambito dell'acquisto di grezzo dall’Iraq nel 2016. Nel ribadire la piena estraneità della Società e dei dirigenti coinvolti a qualunque condotta illecita, Saras confida nell’operato dell’autorità giudiziaria per poter fare rapidamente piena luce sulla vicenda». L’inchiesta era partita da una segnalazione alla Procura cagliaritana dell’Agenzia delle dogane. L’ipotesi investigativa, al momento in cui si era avuta notizia è che tra il 2015 e il 2016 - come riporta il decreto che aveva autorizzato la perquisizione negli uffici della Saras - siano approdate a Sarroch 25 navi cariche di petrolio che anziché seguire il percorso autorizzato dai paesi produttori attraverso la Turchia sarebbe partito dai pozzi controllati dallo stato islamico e transitato dall’Iraq del nord sino al porto israeliano di Ashkelon per poi arrivare in Sardegna. Carichi con documenti irregolari, falsi o incongrui, secondo la Procura, che avrebbero provocato sia una illecito guadagno a Saras che alimentato le casse dell’allora Stato Islamico. In mezzo ci sarebbero mediatori e apparati degli stati interessati, in un complesso e per adesso non chiaro gioco di specchi. La chiusura delle indagini consente alle difese di accedere al copiosissimo materiale di indagine e di presentare controdeduzioni.
Il silenzio assoluto della Saras sulla conclusione di una vicenda che l’ha portata diverse volte sulle prime pagine dei giornali è rotto solo da una nota che conferma la notizia della chiusura indagine. Evoluzione che può avere ripercussioni sul gruppo petrolifero, impegnato in una complessa operazione di riposizionamento produttivo a medio-lungo termine.
Il silenzio assoluto della Saras sulla conclusione di una vicenda che l’ha portata diverse volte sulle prime pagine dei giornali è rotto solo da una nota che conferma la notizia della chiusura indagine. Evoluzione che può avere ripercussioni sul gruppo petrolifero, impegnato in una complessa operazione di riposizionamento produttivo a medio-lungo termine.
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