Precipita dalla scogliera muore militare 42enne
di Luciano Onnis
Fabio Argiolas, grande sportivo, era uscito lunedì mattina per una escursione È caduto da 60 metri d’altezza: il corpo ritrovato dopo due giorni a Calamosca
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CAGLIARI . Quel tratto di scogliera fra Calamosca e la Sella del Diavolo, Fabio Argiolas, 42 anni, sottufficiale in servizio nel reparto Trasmissioni nella caserma Villasanta di viale Poetto, lo conosceva come le sue tasche: sportivo vero, era un assiduo frequentatore delle palestre e soprattutto appassionato di pratiche sportive di gran impegno fisico come il trekking, il cross bike e il fenomeno del momento dell'Obstacle course race (Ocr). Nel pomeriggio di lunedì, qualcosa di imprevisto è accaduto mentre si trovava a coltivare le sue passioni sportive là dove si sentiva di casa, appunto l’impervio tratto di costa fra la Sella del Diavolo e Calamosca, con pareti rocciose alte anche oltre cento metri, a picco sul mare.
Il giovane sportivo è precipitato nel dirupo sottostante per oltre sessanta metri, finendo fra gli scogli in riva al mare. Il suo corpo è stato recuperato con molte difficoltà dai vigili del fuoco del nucleo Saf (speleo alpino fluviale), dagli specialisti del Soccorso alpino e speleologico e dai sommozzatori dei carabinieri. Ad avvistarlo dal mare, dopo una segnalazione, era stato l’equipaggio di una motovedetta della Capitaneria di porto dopo che erano state avviate ufficialmente le ricerche di persona scomparsa. Del giovane militare non si avevano notizie dalla tarda mattinata di lunedì, quando era uscito per una delle sue solite escursioni, da solo e senza dire quale fosse la sua meta. L’ultima a sentirlo per telefono è stata la madre, a cui aveva detto che stava uscendo per una delle sue abitudinarie escursioni di qualche ora. Poi di lui non si è saputo più niente.
È stata la stessa madre che alle 20,40 di martedì, preoccupatissima perché il figlio non rispondeva alle sue telefonate, si è presentata dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Ieri mattina di buon’ora la prefettura ha avviato la macchina per le ricerche di persona scomparsa e le ricerche, sia per terra che via mare, sono iniziate immediatamente da parte delle forze di polizia e di soccorso presenti nel capoluogo. Le attenzioni si sono concentrate sul tratto di scogliera fra Calamosca e la Sella del diavolo, dove è stato ipotizzato che Fabio Argiolas potesse essere andato a fare un’escursione sulle pareti rocciose a picco sul mare. Ad avvistare quello che sembrava poter essere un corpo umano in fondo alla scogliera, è stato un giovane che camminava lungo un sentierino sovrastante il tratto di scogliera subito dopo Calamosca, sul versante della Sella del diavolo opposto al porto turistico di Marina Piccola. È stata informata la Capitaneria che ha inviato la sua motovedetta nel tratto segnalato. Individuato il corpo adagiato fra arbusti e massi, sono scattate le operazioni di soccorso via mare e via terra. Ma quando sono arrivati sul posto gli specialisti del Saf e del Soccorso alpino, fra cui un medico, non è stato possibile far altro che confermare il decesso, avvenuto presumibilmente subito dopo la caduta.
Il giovane sportivo è precipitato nel dirupo sottostante per oltre sessanta metri, finendo fra gli scogli in riva al mare. Il suo corpo è stato recuperato con molte difficoltà dai vigili del fuoco del nucleo Saf (speleo alpino fluviale), dagli specialisti del Soccorso alpino e speleologico e dai sommozzatori dei carabinieri. Ad avvistarlo dal mare, dopo una segnalazione, era stato l’equipaggio di una motovedetta della Capitaneria di porto dopo che erano state avviate ufficialmente le ricerche di persona scomparsa. Del giovane militare non si avevano notizie dalla tarda mattinata di lunedì, quando era uscito per una delle sue solite escursioni, da solo e senza dire quale fosse la sua meta. L’ultima a sentirlo per telefono è stata la madre, a cui aveva detto che stava uscendo per una delle sue abitudinarie escursioni di qualche ora. Poi di lui non si è saputo più niente.
È stata la stessa madre che alle 20,40 di martedì, preoccupatissima perché il figlio non rispondeva alle sue telefonate, si è presentata dai carabinieri per denunciarne la scomparsa. Ieri mattina di buon’ora la prefettura ha avviato la macchina per le ricerche di persona scomparsa e le ricerche, sia per terra che via mare, sono iniziate immediatamente da parte delle forze di polizia e di soccorso presenti nel capoluogo. Le attenzioni si sono concentrate sul tratto di scogliera fra Calamosca e la Sella del diavolo, dove è stato ipotizzato che Fabio Argiolas potesse essere andato a fare un’escursione sulle pareti rocciose a picco sul mare. Ad avvistare quello che sembrava poter essere un corpo umano in fondo alla scogliera, è stato un giovane che camminava lungo un sentierino sovrastante il tratto di scogliera subito dopo Calamosca, sul versante della Sella del diavolo opposto al porto turistico di Marina Piccola. È stata informata la Capitaneria che ha inviato la sua motovedetta nel tratto segnalato. Individuato il corpo adagiato fra arbusti e massi, sono scattate le operazioni di soccorso via mare e via terra. Ma quando sono arrivati sul posto gli specialisti del Saf e del Soccorso alpino, fra cui un medico, non è stato possibile far altro che confermare il decesso, avvenuto presumibilmente subito dopo la caduta.
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